Home Magazine Giorni di vinile 12 maggio 1995, la morte di Mia Martini

12 maggio 1995, la morte di Mia Martini

Per me rimarrà la più grande voce italiana, quella che ha cantato meglio l’amore perché tutta lei era amore puro. Non l’ho conosciuta perché è andata via troppo presto e non potevo andare ai concerti in quel periodo. Per molto tempo, non ho ascoltato più le sue canzoni perché non riuscivo a capire che Mimi’ non c’era più e sentivo molta tristezza. Mi ricordo la domenica 14 maggio, quando hanno trovato il suo corpo, come se fosse stato ieri. Ho accesso la tv e ho visto Mara Venier che piangeva e mi è venuta subito in testa Loredana. Ho pensato: qualcosa è capitato a Loredana. Dopo nel teletesto ho letto che avevano trovato Mimi’. Certo che qualcosa di grave era capitato a Lory e anche a tutti noi che amiamo Lory e Mimi’
Marghina che gestisce su Facebook la pagina Mia Martini

Paolo V.M.  “Mimì la Malinconia , Mimì la Libertà , Mimì la Voglia di crescere in tutta Autonomia…..Sono proprio questi i motivi che mi hanno visto crescere all’ombra delle Sue Canzoni! Ora ho 57 anni e penso di aver passato proprio quel periodo Burrascoso dell’Adolescenza prima , e dei 20 anni poi , ascoltando sempre le Sue Storie tradotte in Musica. Per Finire…..Mia Martini non era il Simbolo della Spensieratezza assoluta ; A Me le Sue Canzoni con quel giusto tono Malinconico hanno sempre fatto riflettere e le ho amate profondamente……Scusate se mi sono prolungato troppo e Vi ringrazio molto dello Spazio che Mi avete concesso

Gianca  “Ho 43 anni e solo adesso ho avuto l’opportunità di venire a conoscere chi era la persona Mimì!!! dopo aver sentito intensamente alcune sue canzoni e visto il Film io sono Mia, non ho altro da aggiungere : GRANDISSIMA PERSONA CANTAUTRICE!!!!! All’inizio ero un po scettico ma riascoltando intensamente le sue canzoni e dopo aver fatto delle ricerche sia su Yutube ed altri social mi diventò piu chiaro quale meravigliosa Artista essa fù!!!! GRAZIE MIA…!!!

 

Se n’è andata ad appena 48 anni per un arresto cardiaco. “Il suo corpo fu trovato riverso sul letto, in pigiama, con le cuffie del mangianastri portatile nelle orecchie e con il braccio proteso verso un vicino apparecchio telefonico, nella sua casa a Cardano al Campo, nel varesotto, dove si era trasferita per essere più vicina al padre, con il quale si era conciliata

Un rapporto, il loro, sofferto e difficile che ha contraddistinto parte della sua discografia. Alcune delle sue canzoni più belle infatti, parlano di lui, raccontano di lui. Testi in cui traspare tutta la sofferenza di una figlia che non riesce, o almeno è convinta di non riuscire ad essere amata dal padre.

Se è vero che Mia Martini è stata una delle voci più intense del panorama musicale italiano, è anche vero che tanti sono stati i fantasmi che hanno accompagnato la sua breve vita. L’anno cruciale per Mimì è il 1977 per due incontri determinanti. Il primo con Charles Aznavour con cui stringerà un sodalizio che culminerà il 10 gennaio 1978 con un recital all’Olyimpia di Parigi

Il secondo con Ivano Fossati con cui intreccia un rapporto artistico e sentimentale che avrà il suo apice, stranamente e ugualmente al precedente, sempre nel 1978 con l’album “Danza”

Subito dopo fu costretta a sottoporsi a due operazioni alle corde vocali che la tennero lontana dalle scene e che le modificarono in parte anche la timbrica vocale. Ritornò alla musica nel 1981 partecipando al Festival di Sanremo con la splendida “Almeno tu nell’universo” firmata proprio da Fossati e con la quale vinse il “Premio Tenco”


Drammatica la scelta di ritirarsi dalle scene nel 1983 a causa di quella incomprensibile maldicenza che le segnerà la vita. Nonostante questo nel 1989 torna a calcare le tavole dell’Ariston dove si esibirà con una delle canzoni più belle della sua discografia “Almeno tu nell’Universo” firmata dall’amico Bruno Lauzi e che le regalò nuovamente il successo strepitoso che meritava


E’ proprio in quel periodo di fervide collaborazioni che nascono brani indimenticabili di elevato valore artistico, “Cu’mme” con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello, “La nevicata del ‘56” e  “Gli Uomini non cambiano


Il suo album di debutto “Oltre la collina” e il singolo “Padre davvero” sono stati giudicati tra i migliori lavori italiani mai realizzati.

Poi la morte il 12 maggio 1995 (anche se il corpo fu rinvenuto solo due giorni dopo). La tragedia avvenne in circostanze che non sono mai state chiarite del tutto.

Innumerevoli gli omaggi a Mimì che si sono succeduti negli anni. Anche l’amico fraterno Renato Zero le dedicò “La grande assente” incluso nell’album “Amore dopo Amore”


e tanti anche i tributi televisivi oltre che cinematografici. L’ultimo in ordine di tempo è il film tv “Io sono Mia”, andato in onda il 18 dicembre scorso (2018) interpretato da una bravissima Serena Rossi.

I funerali si svolsero il 16 maggio davanti a circa 4mila persone e il corpo dell’artista fu cremato e le ceneri custodite nel cimitero di Cavaria con Premezzo, in provincia di Varese, vicino alla sepoltura dei nonni.

Patrizia Santini

 

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