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14a Giornata Serie A | L’Empoli ribalta il derby: vantaggio viola con Vlahovic, sembra finita. Bandinelli e Pinamonti in centoventi secondi fanno esplodere il Castellani.

Servizio di Gabriele Guastella

EMPOLI (4-3-1-2) – 13 Vicario; 30 Stojanovic, 26 Tonelli, 33 Luperto, 65 Parisi (dal 27′ st 3 Marchizza); 27 Zurkowski (dal 44′ 32 Haas), 28 Ricci, 8 Henderson (dal 14′ st 25 Bandinelli); 11 Di Francesco (dal 27′ st 19 La Mantia); 9 Cutrone (dal 14′ st 10 Bajrami), 99 Pinamonti. A disp. 1 Ujkani, 6 Romagnoli, 20 Fiamozzi, 34 Ismajli, 42 Viti, 5 Stulac, 7 Mancuso. All. A. Andreazzoli

FIORENTINA (4-3-3) – 1 Terracciano; 29 Odriozola, 4 Milenkovic, 2 Martinez Quarta, 3 Biraghi; 5 Bonaventura (dal 31′ st 14 Maleh), 18 Torreira (dal 39′ st 34 Amrabat), 32 Duncan (dal 1′ st 10 Castrovilli); 7 Callejon, 9 Vlahovic, 8 Saponara (dal 14′ st 22 Gonzalez). A disp. 25 Rosati, 31 Cerofolini, 19 Frison, 98 Igor, 67 Monteanu, 33 Sottil, 17 Terzic, 23 Venuti. All. V. Italiano

Arbitro: Sig. J.L. Sacchi di Macerata (Margani-Affatato | IV Uff.le Miele – VAR Mazzoleni-Di Bello)

Marcatori: al 12′ st 9 Vlahovic (F), al 42′ st 25 Bandinelli (E), al 44′ st 99 Pinamonti (E).

Note: Angoli Empoli 8 Fiorentina 5. Ammoniti: al 6′ st 14 Torreira (F), al 20′ st 26 Tonelli (E). Espulsi: nessuno. Recupero: 3′ pt – 5′ st. Spettatori: 8.000 (stadio aperto con capienza 75% per emergenza sanitaria).

 

Derby al Castellani, l’Empoli ospita la Fiorentina. Piove sugli ottomila spettatori, ma la voglia di calcio è tanta e soprattutto è una partita sentitissima. Così ombrelli alla mano sono tanti gli sportivi che sfidano le intemperie della giornata, l’acqua, il vento, e, da non dimenticare, il fatto che si gioca di sabato e per giunta alle 15.00.

Come arrivano le due squadre. Stati d’animo diametralmente opposti. La Fiorentina euforica per la bella vittoria (4-3) e convincente sul Milan, con la conferma che Vlahovic è davvero un asso del campionato italiano e per giunta anche in uno stato eccezionale di forma. Italiano rinuncia a convocare Dragowski (sarebbe stato l’ennesimo ex della sfida, ndr) e schiera la sua squadra con il 4-3-3. La lista degli indisponibili comprende anche Nastasic, Pulgar e Benassi.

L’Empoli arriva invece a questo derby arrabbiato per come è maturata la sconfitta in casa dell’Hellas Verona, nel recupero, e per giunta per la sfortunata storia del virus gastro-intestinale che ha messo ko mezza squadra, compreso anche lo staff medico e dirigenziale.

Sono però tutti a disposizione del tecnico per questo match.

PRIMO TEMPO – La partita è divertente fin dalle prime battute, tanta corsa, proposizione a cercare la via del gol piuttosto che a difendere. Forse più difensivista la Fiorentina almeno stando ai primi venti minuti di gara dove è l’Empoli a tenere il pallino del gioco.

Attendista la Fiorentina, ma pericolosa al 18′: su calcio d’angolo sponda di Martinez, di testa, e sempre di testa il colpo di testa di Milenkovic neutralizzato da Vicario che attento si fa trovare ben piazzato.

L’Empoli risponde subito al 19′: Henderson mastica il pallone da buona posizione concludendo centrale, una telefonata per Terracciano, un altro ex.

Al 22′ ancora Empoli. Cutrone lavora bene un buon pallone sulla sinistra, si accentra e calcia dal limite, ma anche lui colpisce male la sfera, ne viene fuori un tiro debole e centrale che non preoccupa l’estremo difensore viola.

La parte centrale del primo tempo è la fase in cui si vede un buon Empoli, che costringe alla difensiva la formazione di Italiano. Al 27′ una bella apertura di Di Francesco a destra libera Zurkowski che anziché provare il tiro di prima intenzione controlla il pallone, una scelta che permette il ritorno di Duncan, decisivo nel deviare in corner.

Il pericolo scuote la Fiorentina che chiude la prima frazione in crescendo, senza trovare la via del gol. Le occasioni più importanti sono comunque tre.

Al 31′ con l’ex Saponara che dal vertice sinistro calcia mirando l’angolino opposto, un tiro rasoterra che Vicario, nonostante un rimbalzo traditore a due metri dal portiere, neutralizza deviando in angolo.

Al 34′ quando dal vertice destro un cross di Bonaventura, deviato dalla schiena di Parisi, si impenna e poi scende quasi in verticale andando a sbattere sulla traversa, infine al 37′ con Bonaventura che, lasciato però colpevolmente solo tra il dischetto e l’area piccola, manda clamorosamente sul fondo a fil di palo alla destra di Vicario.

Piove sul Castellani, e piove sul bagnato per l’Empoli che perde uno dei giocatori più in luce in questo derby. Il polacco Zurkowski, tra l’altro un ex anche lui, nel tentativo di arrivare ad un cross dal fondo, perde l’equilibrio e sbatte contro i cartelloni pubblicitari. Ci prova più volte l’azzurro, ma ad un giro di lancette dall’intervallo è costretto ad alzare bandiera bianca e viene sostituito da Haas. Il recupero è corposo, tre minuti, proprio a causa dell’infortunio occorso a Zurkowski, un tempo dove non succede comunque nulla di particolare.

SECONDO TEMPO – La Fiorentina si presenta in campo con una novità: i viola tolgono Duncan ovvero il loro trentadue, inserito dagli azzurri con appunto l’ingresso di Haas, e mister Italiano sceglie dal mazzo Castrovilli.

La gara resta equilibrata ed incerta, con la Fiorentina che rispetto all’inizio della prima frazione appare più propositiva e meno attendista.

La sensazione che si respira è che solo un guizzo, un’invenzione, oppure un episodio, possa spaccare lo zero a zero iniziale. E così accade davvero quando al 12′ Vlahovic da il via dalla trequarti azzurra ad un’azione che lui stesso finalizza entrando in scivolata a porta vuota su un cross dalla destra bucando Vicario.

Festeggiamenti viola e cambi dalle due panchine. Italiano getta nella mischia Gonzalez, immaginando praterie concesse dall’Empoli nel tentativo di rimontare, Andreazzoli invece cambia il fronte offensivo e la mediana. Dentro Bajrami e Bandinelli, per Cutrone ed Henderson. Gli azzurri non cambiano atteggiamento, ma disposizione sì. Ora è un 4-3-2-1 con Pinamonti supportato dal duo Bajrami-Di Francesco.

Gli azzurri sbilanciati in avanti concedono qualcosa in più ma la Fiorentina non chiude la partita con Bonaventura e il risultato resta in bilico quando si entra nella mezzora finale.

Andreazzoli (al 26′) si gioca le carte Marchizza, per Parisi, e La Mantia per Di Francesco, mentre Italiano risponde cinque minuti più tardi inserendo Maleh al posto di Bonaventura, e poi a sei dal termine con l’ingresso di Amrabat in luogo di Torreira.

Inizia negli ultimi cinque minuti di partita, che diventeranno dieci con il corposo recupero di altri cinque, un’altra partita: potremmo definirla la partita nella partita.

Sì perché l’Empoli di Andreazzoli è una squadra che gioca a calcio con le gambe, con il cuore e anche con la testa fino alla fine. Gli azzurri sono allenati ed abituati a questo. Lo fanno in partite già decise, figuriamoci in gare dove tutto può succedere. Questione di mentalità, una mentalità vincente perché proprio questo ingrediente permette ai padroni di casa di rimettere in sesto il match e poi addirittura di ribaltarlo.

Succede in centoventi secondi. Al 42′ quando Bajrami lavora un bel pallone gettandolo nei quindici metri finali dei viola, La Mantia con il suo movimento rompe la difesa schierata a centro area, creando panico e confusione, ambiente giusto per “Pippo” Bandinelli, a proposito ex anche lui, che irrompe con un destro che tiene dentro potenza, agonismo e rabbia sportiva, e scuote la rete alle spalle di Terracciano, messo out dopo uno scontro con il compagno di squadra Milinkovic.

Ci sono anche proteste della Fiorentina, inutili quando ingiustificate dal momento che l’estremo difensore è atterrato proprio dal compagno di squadra.

Il Castellani, nel frattempo trasformatosi in una vera e propria bolgia, amplifica la festa quando al 44′ assiste alla giocata tutta in velocità degli azzurri: un contropiede magistrale, con ancora Bajrami e La Mantia decisivi con i loro tocchi e movimenti, concluso abilmente da Pinamonti che evita il ritorno di Martinez Quarta e salta con un tocco morbido il portiere avversario mandando il pallone all’angolino alla destra di Terracciano.

E’ il 44′ del secondo tempo e Andrea Pinamonti ha appena scoccato il tiro del definitivo 2-1 dell’Empoli sulla Fiorentina (Credit Ph EFC 1920)

Resta il recupero da giocare, la Fiorentina li gioca riversandosi in avanti e cercando di mettere pressione alla difesa azzurra che regge, contiene e in un’occasione costruisce un altro micidiale contropiede: La Mantia questa volta potrebbe fare gol, il suo tiro manca di pochissimo il bersaglio.

Poco dopo il triplice fischio finale e l’urlo liberatorio del Castellani, l’Empoli vince ancora il derby, come l’ultima volta, e Andreazzoli diventa il primo allenatore della storia azzurra a vincere per due volte i derby con la Fiorentina.

L’Empoli sale a quota 19 punti, con una classifica davvero importante e riscatta nel migliore dei modi la sfortunata sfida di lunedì scorso al Bentegodi.

“Siamo un bel gruppo, con una grande voglia di vincere e soprattutto credo anche serio e fatto di professionisti, – dirà Pinamonti in Sala Stampa – la dimostrazione arriva dallo spogliatoio. In questo momento che sto parlando qui con voi nel nostro spogliatoio abbiamo già smesso di festeggiare per la vittoria in questo derby, e stiamo già pensando alla difficile trasferta di giovedì in casa del Torino”.

Sulla stessa linea d’onda anche il tecnico Andreazzoli: “siamo un gruppo che lavora compatto. Tutti fanno il loro dovere ed il loro compito non pensando a sé stessi ma prima di tutto agli altri, al bene comune. Ti voglio raccontare un aneddoto: lo scorso anno ogni calciatore si lavava e preparava le proprie scarpette da gioco, quest’anno gli addetti allo spogliatoio, come ringraziamento per il successo nel passato campionato, hanno deciso di volerlo fare loro. Queste vittorie sono merito di tutto lo staff, dei calciatori e prima di loro dello staff composto anche dai magazzinieri…”.

 

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