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16 Gennaio 1957 inaugura il Cavern Club, la culla dei Beatles..ma non solo

Oggi di The Cavern Club rimane una vera e propria riproduzione dell’originale che dopo la sua chiusura avvenuta nel maggio 1973 fu in parte demolito. Nel restyling sono stati utilizzati anche gli mattoni originali e nel 2007, per festeggiare i suoi 50 anni, è stata pubblicata una compilation con i grandi della musica che sono passati di lì.

Sì perché The Cavern Club, locale di Liverpool e precisamente al numero 10 di Mathew Street, divenne la casa di molte band negli anni ’60, in particolar modo dei Fab Four. Il titolare Alan Sytner, pensando a quello che poi sarebbe diventato un ritrovo storico, oggi addirittura meta turistica, si era ispirato ai quei locali parigini, un po’ fumosi, dei quartieri latini, in cui si suonava principalmente jazz. Ma ad ispirarlo soprattutto il club ‘Le Caveau’ i cui locali erano veri e propri scantinati sotterranei a forma di cantine con soffitto a volta in mattoni a vista. E a Liverpool Sytner trovò la sua location in un ex rifugio bellico.

Sul suo palcoscenico, molto off Brodway, si esibirono certamente musicisti jazz, ma si suonò anche molta musica skiffle, un genere permeato da influenze country, blues, jazz e folk e considerato una specie di ‘rock and roll’ degli inizi. Gli strumenti principe, nella sua fase evoluta, furono le chitarre classiche e in seguito le batterie come percussioni.

La prima “Beat night” si svolte il 25 maggio 1960. In quella notte si esibirono fra gli altri anche la band ‘Rory Storm and the Hurricanes’ con un giovanissimo Ringo Starr alla batteria

E fu proprio al Cavern Club che i Beatles si esibirono in quel fortunato 21 febbraio 1961. Fu infatti in quell’occasione che furono notati da Brian Epstein. Con lui nacque il sodalizio che diede vita al loro planetario successo.

E i Beatles, forse grati di quel ‘magico’ intreccio di casualità, tornarono ancora e ancora a suonare nel club. Lo fecero per ben 292 volte. L’ultima risale al 3 agosto 1963 in una serata che si racconta, apocalittica. Pensate, ci fu un black out causato, incredibile ma vero, dall’eccessiva umidità dovuta al sudore emanato dalle 500 persone ammassate nello scantinato accorsi per vederli e sentirli.

Il nuovo Cavern Club può contenerne 350 di persone, tante ce n’erano il 26 luglio dello scorso anno (2018) accorse (meglio sarebbe dire, invitate) alla performance molto esclusiva e sotto traccia di Paul Mc Cartney, nella sua sorta di ‘ritorno a casa’ e in occasione della pubblicazione dell’album “Egypt Station”.

Abbiamo una piccola esibizione segreta”, così ne parlò Sir Paul in un incontro pubblico al Liverpool Institute of Performing Arts.

Ma il mitico Mc Cartney a cittadini e turisti, in quei giorni del luglio 2018 ha regalato un’altra chicca. A due giorni dall’esibizione al Cavern Club e alla tenera età di 76 anni, infatti, si fece ritrarre, da solo, sulle mitiche strisce pedonali di Abbey Road a Londra, rese immortali grazie all’immagine di copertina dell’album che prese lo stesso nome


Ma a voler essere precisi, Paul Mc Cartney al Cavern Club ci tornò in un’altra occasione, nel 1999 quando si esibì con un gruppo in cui era presente anche David Gilmor dei Pink Floyd.

Infine ricorderei solo alcuni dei nomi celebri passati dalle ‘cantine’ del Cavern Club, come i Rolling Stones, Elton John e The Who.

Patrizia Santini

 

 

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