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Buon Compleanno Bono Vox

Mi chiamo Bono e sono una rock star. Vi dico questo non per vantarmi, ma come una sorta di confessione. Perché a mio avviso l’unica cosa peggiore di una rock star è una rock star con una coscienza” ecco, inconfondibilmente originale, come ha esordito davanti alla platea di studenti di Harvard dove era stato chiamato a fare un discorso, nel 2001

Ridendo e scherzando intanto oggi festeggia i suoi 59 anni, un traguardo maturo ma non abbastanza da pensare che possa attaccare al chiodo, la sua attività musicale. Che sì, definisco così,  perché sarebbe davvero riduttivo definirlo solo “la voce storica degli U2”. L’artista irlandese, è tantissimo altro ancora, oltre ad essere da tempo attivo in campagne sociali e umanitarie.

E proprio per onorare il suo più che decennale impegno umanitario nel 2007 Bono è stato nominato Cavaliere Onorario dell’Impero Britannico. Non essendo però inglese, ma irlandese, pensate, non ha diritto all’appellativo di ‘Sir’.

E, sempre attento alle altrui fragilità, nel settembre scorso (2018) insieme alla band al completo, si è esibito al refettorio per indigenti aperto dal modenese e pluristellato chef Massimo Bottura, nella cripta della chiesa Madeleine di Parigi. Si racconta che ad un certo punto del mini concerto una bimba abbia iniziato a piangere e che Bono, l’abbia presa in braccio continuando a cantare.


Qualcuno dice che Bono Vox è come il vino, più invecchia e migliore diventa. Come dare torto a questo chiacchiericcio un po’ gossipparo? Anche se il nostro celebre festeggiato non è mai stato esattamente pane per i paparazzi. E’ sposato infatti dall’82 con la stessa donna, Alison Stewart che conobbe a scuola nel 1975. Insieme hanno 4 figli e condividono l’attenzione verso il sociale.

A proposito di famiglia, l’artista irlandese e famiglia ha trascorso in Italia, precisamente a Capri, le festività pasquali, precedute da una visita a Napoli, dove è stato intercettato a fare shopping e da cui è tornato con un omaggio da parte di un orefice partenopeo, un corno d’argento, il simbolo portafortuna napoletano per eccellenza.

Rimanendo in tema ‘family’, secondo alcuni rumors uno dei suoi figli sarebbe pronto a spiccare il volo in ambito musicale. Per ora a sorprendere è la forte somiglianza tra i due

 

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Old Times !

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E pensare che da giovane, Bono Vox, diede un bel daffare a chi gli stava intorno.

Forse non tutti sanno, infatti, che Bono Vox (al secolo Paul David Hewson) è stato un adolescente davvero ribelle tanto che la famiglia gli affibbiò il soprannome di ‘Anticristo’. Ma ci fu un episodio che lo segnò profondamente nel settembre del ’74. Mentre si festeggiavano i 50 anni di matrimonio del nonno, questi morì e durante il suo funerale la mamma fu colpita da aneurisma cerebrale che la condusse alla morte nell’arco di soli 4 giorni.

E’ in quel periodo che entrò a far parte di un gruppo di giovani forse più ribelli di lui, del suo quartiere ed è proprio in quel periodo che un amico gli inventa il nome di ‘Bono Vox’ traendo spunto da un negozio di apparecchi acustici di Dublino. Ma chiamarsi ‘Bono vox’ proprio non gli piaceva. Rivalutò l’opportunità solo quando scoprì che in latino ‘bono vox’ significava ‘bella voce’.  Si dice che tra le sue ‘tracce vocali’ migliori ci siano brani come ‘ONE’, ‘BEATIFUL DAY’ e  ‘WITH OR WITHOUT YOU’

E anche in questo caso, come dargli torto? Divenne proprio questa il suo principale strumento di lavoro, una voce inimitabile che ci ha regalato affascinanti interpretazioni.

Piccola, ma apprezzabile curiosità è quella che ho scovato leggendo pagine e pagine su di lui. Ho scoperto che il nome U2, non gli è mai piaciuto. Lo ha ammesso pubblicamente nel corso di un’intervista televisiva. Prima si chiamavano FeedBack, poi Hype, infine l’autore delle copertine della band, Steve Averill propose appunto U2 e la proposta, forse per sfinimento, fu accettata.

Tanti i fronti umanitari in cui si è impegnato come l’apartheid in Sud Africa, il debito dei Paesi in via di sviluppo che ha sostenuto con la sua associazione ‘DATA’ includendo anche la sensibilizzazione sulla massiccia diffusione dell’Aids nel continente africano; ha pure sostenuto con convinzione la campagna a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Ciliegina sulla torta, nel 2005 figurò tra i 100 candidati a ricevere il Premio Nobel per la Pace.

Un altro elemento molto forte nella vita del mitico Bono Vox è la religione che ha ispirato molte sue produzioni.

Infine non dimentichiamo che è legato da vera amicizia al nostro Zucchero col quale collabora ormai dal 1992. Tra i due artisti negli anni le strade si sono spesso incrociate permettendo ad entrambi di apprezzarsi anche sotto l’aspetto personale. Un’amicizia che ha permesso al pubblico di godere di canzoni di grande successo e impatto come ‘Miserere’, la prima, che scrisse in inglese Bono per Zucchero. Addirittura lo scorso anno l’artista irlandese durante i concerti allo stadio Olimpico ha voluto inserire una parte proprio di ‘Miserere’ per omaggiare Zucchero in nome dell’amicizia decennale


A proposito di tournée, molte sono le voci che si accavallano sulle probabili date e destinazioni di quest’anno (2019). Si parla di Australia e Asia e sembra che per il momento niente faccia prevedere tappe italiane. L’ultima di Bono Vox e Band in Italia risale all’11 e 12 ottobre scorso (2018) al Mediolanum Forum di Assago. Ma la febbre U2 è sempre in salita e le speranze di poterli rivedere presto su palchi d’Italia, non si sono ancora perse.

Patrizia Santini

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