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Buon Compleanno Lorde

Compie 22 anni oggi la cantautrice neozelandese Ella Marija Lani Yelich-O’Connor, nota con il di Lorde. Un nome particolare che la giovane artista ha scelto perché affascinata dal mondo aristocratico, rendendo con la ‘e’ finale, più ‘femminile’, un titolo nobiliare prettamente maschile.

Giocando un po’ su queste sfumature, nel corso della sua breve per ora ma intensa carriera musicale, Lorde si è sempre dimostrata fortemente ‘femminista’ criticando in alcune occasioni le colleghe Selena Gomez e Lana Del Rey per i testi delle loro canzoni che, a suo dire, sarebbero marcatamente maschilisti.

“E’ nata una stella”, si potrebbe dire parlando di Lorde, perché in pochissimo tempo ha spazzato via parecchia concorrenza, è salita ai vertici delle classifiche, partendo dalla sua terra, la Nuova Zelanda e diramarsi poi a livello internazionale.

Decisamente particolare l’uso della sua voce, la qualità della stessa e le atmosfere che riesce a creare. Tanto è vero che sia il primo singolo e relativo video clip “Royals” pubblicato nel 2012 ed estratto dal suo EP d’esordio “The Love Club”, sia il secondo singolo ‘Team’ estratto dal suo album di debutto “Pure Heroine” nel 2013 sono esplosi nel mondo della musica. Il primo “Royals” si è aggiudicata addirittura ben 3 candidature ai Grammy Awards l’anno successivo,

mentre il video clip del secondo “Team” ha mandato in tilt Youtube per quante visualizzazioni ha ottenuto. Oltre il milione.

Sono atmosfere spesso rarefatte, minimal, quelle che riesce a creare sia vocalmente, sia musicalmente che attraverso le immagini raccontate nei suoi videoclip.

Tutto per descrivere in parte la matrice a cui si ispira, elettropop, indiepop, dream pop, senza farsi mancare elementi hip pop e R&B. Infatti svariati sono anche i punti di riferimento che Lorde ha avuto e ha tuttora, partendo da Otis Redding per arrivare a Lady Gaga, passando per Kanye West, ma anche Phil Collins, Joni Mitchell e Leonard Cohen. Senza dimenticare il rapper J. Cole e ancora Katy Perry, Justine Timberlake e Bruno Mars.

Tanti elementi in effetti hanno permesso all’artista neozelandese più famosa al mondo, di plasmare la sua identità, si è parlato addirittura di rivoluzione nell’estetica del pop.

Tanto di tutto, probabilmente per la giovane artista, ancora minorenne agli esordi che ad un certo punto della sua inarrestabile ascesa ha deciso di staccare e tornare alle sue origini, quelle fisiche, alla sua terra. “Aveva inventato un suono che aveva cambiato il panorama pop. Ormai, le sfumature “di Lorde” sono ovunqueil respiro della sua voce, il suo mix di pop e candore cantautorale con la conseguenza che oggi avere sonorità “alla Lorde” significa assomigliare a tanti altri. La sua singolarità era stata cooptata, ma nel frattempo il suo orizzonte era cambiato” questo si è anche detto in quel silenzio di riflessione che è durato quasi tre lunghi anni è durato il suo silenzio, poi il ritorno con in testa il nuovo album pubblicato lo scorso anno ‘Melodrama’.

E tanto ruota intorno alla sua voce. La sua estensione, spiegano gli esperti, è da contralto, con la capacità di raggiungere anche quella del mezzo soprano.

Evan Sawdey di PoMatters l’ha descritta come «unica e fortemente intrigante», Jason Lipshutz di Billboard come «dinamica, appassionata e riservata», mentre The Guardian  ne ha esaltato «la dolcezza, la sensualità e l’asprezza interpretativa

Tra le curiosità che la riguardano si può citare che nel 2005 il museo delle cere Madame Tussauds di Hollywood ha ospitato una sua statua e che ha anche ispirato una parodia in un episodio dell’irriverente cartone animato South Park.

Patrizia Santini

 

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