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Buon Compleanno Patty Pravo

Ero la prima vera hippy in quegli anni Sessanta, ribelle, irrequieta, assertrice dell’amore libero quando ancora una donna veniva giudicata in virtù soltanto se fumava in pubblico”  Patty Pravo

Compie oggi, 9 aprile, 71 anni, lei, da sempre considerata un’icona di stile e non solo musicale, oltre che trasgressiva e camaleontica. Lei che ancora oggi riesce a rendere ogni sua performance, attesa, perché in un certo senso ‘misteriosa’ e affascinante. Da idolo del beat degli anni 60/’70 nel corso degli anni ha saputo continuamente stupire il pubblico, provocandolo e ammaliandolo, anche se non sempre le sue produzioni hanno trovato il consenso dei fan. Ma questo non ha mai scalfito il suo essere Patty Pravo. Come saprete all’anagrafe nasce come Nicoletta Strambelli ed è una veneziana verace.

Prima però di ricordare i suoi trascorsi, mi fermerei sul suo presente o il recente passato, come per esempio è della fine del 2017 (vede la luce sugli scaffali delle librerie esattamente il 7 novembre) la sua seconda autobiografia “La cambio io la vita che…” edita da Einaudi e che si rifà al titolo di una sua struggente interpretazione omonima


Il 2018 invece si apre con la sua partecipazione come giurata al talent su Rai1 “Ora o mai più”, l’ennesima nuova avventura che inanella nella sua già lunga e articolatissima carriera iniziata nel 1966 con l’uscita del suo primo singolo “Ragazzo triste”

Ma lo scorso anno Patty Pravo l’ha voluto incentrare particolarmente su un nuovo tour che ha fatto tappa nei teatri italiani più importanti e che si è concluso con la pubblicazione del doppio album “Live Teatro Romano di Verona & La Fenice di Venezia”

Questo 2019 invece si è svegliato sotto la stella del Festival di Sanremo dove è tornata per l’ennesima volta riuscendo ancora a stupirci. Tanto per iniziare con la scelta del compagno di…palcoscenico, il giovane Briga con cui ha proposto “Un po’ come la vita” che purtroppo non supera il 21esimo posto.Il Festival però è stato anche l’occasione per far vedere la luce al suo nuovo album, il 27esimo, “Red” pubblicato anche nella versione in vinile e che contiene numerose ed eccellenti firme. L’album include anche la toccante “Io so amare così” firmata da Franco Califano che nel suo testamento artistico ha voluto lasciarla proprio a lei.

Io ricordo con una grande emozione la volta in cui ebbi l’occasione di intervistarla in occasione di un grosso evento. La incontrai nella sua roulotte e mentre ero lì di fronte a lei, seduta al piccolo tavolino e la sentivo parlare, mi sembrava di sognare. All’incontro ci andai preparatissima (come sempre), ma in quell’occasione con un plus valore, tutti i miei diari di giovanissima scolara riempiti con le sue foto. Era anche il mio idolo, fantastica.

Forse non tutti sanno che la nostra festeggiata, la Nicoletta, è stata la musa ispiratrice di artisti di fama e tanti altri hanno scritto per lei. Come a molti è ignoto che iniziò la sua carriera col nome di Guy Magenta e a scoprirla Alberigo Crocetta durante una serata al Piper. Mentre il cognome d’arte ‘Pravo’, si rifà addirittura alla Divina Commedia e più precisamente all’Inferno dantesco. Leggo e riporto: “Guai a voi anime prave” dove ‘prave’ sta per ‘malvagie’.

Una chicca: sembra che alla sua scoperta contribuì Luigi Tenco che avrebbe invitato la cantante veneziana al suo tavolo a cui sedevano anche Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e, appunto, Crocetta.

Il successo ‘interstellare’ però lo ha raggiunto, non con ‘Ragazzo triste’ (1966), ma con  ‘La Bambola’ uscito nel 1968 e che non avrebbe voluto in nessun modo interpretare perché rappresentava una donna dalle caratteristiche diametralmente opposte alle sue, in cui perciò non si riconosceva. Interpretò il brano su pressioni  della casa discografica e da quel successo non si seppe più separare

Come è ormai noto, la sua vita artistica ha respirato appieno della sua vita personale e viceversa, in una osmosi diretta. I suoi viaggi all’estero, alla ricerca di altri territori, altre esperienze e ispirazioni, ha prodotto davvero tanto materiale. Come su scritto 27 album in studio, 5 dal vivo, 1 raccolta oltre a VHD e CD, e otto partecipazioni cinematografiche a film incentrati sulla sua musica, come a quell’epoca, era d’abitudine. E tra le sue tante esperienze musicali, mi piace ricordare l’album “Biafra Record” uscito nel ’76 (il 12esimo) che inizialmente si intitolava ancora ‘Patty Pravo’

Come leggo e riporto  era un “disco difficile, soprattutto per le sonorità all’avanguardia e i testi elaborati. Musicalmente avanti rispetto alla produzione standard del momento (per quel che riguarda l’Italia). Si presenta sperimentale ed etnico, perché spazia fra rock , funky e new wave e vede l’utilizzazione di strumenti musicali quasi “sconosciuti”, quali moog e sintetizzatori”


E se il suo ultimo album in ordine cronologico è ‘Red’, il suo primo uscì nel 1968 intitolato semplicemente come lei “Patty Pravo” che include anche i suoi primi successi. L’album fu inserito tra i 100 dischi italiani più belli di sempre.

Ma nel corso degli anni, su e giù dalla giostra della musica, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, molti di questi da parte della critica che sembra non averla mai lasciata, neppure nelle sue fasi meno ‘musical popolari’, meno ‘pop’.

Vorrei concludere con un momento, credo, assolutamente indicato. Anche nel 2016 partecipò al Festival di Sanremo e si esibì col brano “Cieli Immensi” scritto per lei da Zampaglione, in concomitanza coi suoi 50 anni di carriera e fu l’apoteosi. Durante la prima serata del Festival il pubblico dell’Ariston le tributò una lunga standing ovation (un fatto mai accaduto sino ad allora per un artista in gara)

Patrizia Santini

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