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Commisso e dirigenza in coro: “Abbiamo aumentato del 21% il monte ingaggi, siamo i quarti in Italia come abbonati, vogliamo mettere basi importanti ma abbiamo bisogno di pazienza e comprensione”

Conferenza di fine mercato in casa Fiorentina, ecco le parole di Commisso, Barone e Pradè.

Commisso: “Sono arrivato a Firenze dicendo che non faccio promesse che non posso mantenere, non posso fare tutto in tre mesi, se non avessi preso il club a giugno lo avrei preso ad agosto e sarebbe stato più complicato fare mercato. Voglio lavorare forte, alla grande, sono contento che il 95% della gente a Firenze stia apprezzando il mio lavoro. Sono molto felice di questi primi mesi nella società. Abbiamo mantenuto la promessa su Chiesa e vorremmo costruire una squadra intorno a lui in futuro, per lo stadio ci sono tante opzioni disponibili e io vorrei costruire qualcosa di nuovo a Firenze. Abbiamo comunque tante possibilità sul tavolo ma c’è bisogno di tempo per rendere orgogliosi i fiorentini. Costruire un nuovo centro sportivo sarà più semplice. Siamo la quarta squadra in Italia come maggior numero di abbonati e questo dato riflette il nostro lavoro. Presto andrò alle riunioni di lega e credo di poter dare tanto al calcio italiano: voglio far crescere questo movimento. Abbiamo aumentato gli ingaggi del 21% grazie alla Mediacom. Ancora non ho nessun “nemico” nel calcio, siamo rispettati, non voglio fare polemiche sugli arbitri, fino ad oggi tutto bene: voglio aiutare il calcio italiano. Sarebbe un fallimento se ripetessimo la stagione dell’anno scorso, tutti vogliamo vincere ma ci vuole del tempo e quello che è importante è pensare a lungo termine, dobbiamo rischiare insieme. Le cose stanno andando bene anche con i contratti dei giocatori, dobbiamo affrontare la realtà partendo da una base senza rinnovare la squadra ogni anno. Pradè ha fatto un lavoro eccezionale ma non si possono spendere i soldi che spende l’Inter perchè i nerazzurri incassano molto di più, dobbiamo fare più incassi così si può investire di più. L’intenzione è quella di fare un grandissimo centro sportivo per donne, giovani e naturalmente prima squadra”.

Barone: “Ringrazio Pradè perchè la nostra sinergia mi ha aiutato tanto nel mio primo calciomercato, grazie anche a Dainelli, Antognoni e Montella. Abbiamo iniziato con 75 tesserati e abbiamo concluso con una rosa di 28 giocatori. La trattativa più bella e complicata è stata quella di Ribery perchè Franck lo volevano in molti. Siamo molto tranquilli su Vincenzo Montella, siamo convinti di aver inserito dei giocatori esperti per far crescere i giovani. Il mio primo mercato lo reputo positivo, una grande esperienza: la Fiorentina è una società rispettata anche in Europa e vogliamo riportare la squadra allo stesso livello della città. Abbiamo presentato in lega il progetto per avere degli uffici a New York, per noi è molto importante per far crescere il marketing sul digitale e la serie A negli Stati Uniti. Bisogna cominciare a parlare di giocatori come Castrovilli, Sottil che ci hanno chiesto in tanti”.

Pradè: “Grazie a tutti per le parole, il senso della mia presenza qui è quello di prendermi le responsabilità. Serve pazienza e comprensione perchè abbiamo deciso di lavorare su queste “piantine”: l’errore che ha fatto Ranieri va capito e migliorerà in futuro. Abbiamo otto calciatori del settore giovanile come nessuno in Europa. Per forza abbiamo dovuto inserire giocatori esperti. Il saldo è circa cinque milioni in negativo, il presidente mi ha dato carta bianca per il budget ma spenderli tanto per spenderli i soldi non vanno spesi. Sono stato chiaro dall’inizio e non sono deluso da nessuna mancata operazione perchè De Paul, Politano, Suso e Berardi erano incedibili. Ghezzal ha grande esperienza ed ha battuto Oudin tra le nostre preferenze. Non siamo riuscire a cedere Dabo, Eysseric e Thereau, che verranno reintegrati e messi a disposizione. Montella ha tutto il mio appoggio, fiducia perchè siamo ancora un cantiere aperto, abbiamo fatto le prime operazioni a metà luglio. Abbiamo preso delle decisioni con “lavori in corso” ma adesso deve trovare lui il puzzle da costruire visto che la squadra è completa e abbiamo fatto delle operazioni mirate. Pedro è stata una battaglia faticosa, lo abbiamo preso per molto meno. In futuro punteremo fortemente su calciatori italiani fin dal settore giovanile, Tonali è un calciatore che ci piace ma Cellino non lo vendeva. Siamo intorno ai 60 milioni di monte ingaggi, Nainggolan è giusto che sia andato a Cagliari, De Rossi è un piccolo fratello ma era impossibile che restasse in Italia. Abbiamo sette calciatori a centrocampo, deciderà l’allenatore il modulo migliore, ci sono più soluzioni disponibili. Dell’anno scorso sono rimasti Milenkovic, Pezzella, Benassi, Chiesa e Vlahovic: è un lavoro difficile e da capire, il supporto al tecnico sarà massimale. Le due sconfitte ci mettono amarezza e rammarico, Vincenzo ci deve dare identità. Non ho lavorato per il mercato di gennaio, speriamo di non dover riparare nulla. Pedro è stato preso perchè Simeone è stato ceduto, il brasiliano ha caratteristiche nessuno ha in rosa, avrà bisogno di un periodo di adattamento ma sono sicuro che piacerà a tutti perchè noi ci crediamo fortemente, stava per andare al Real Madrid se non si fosse infortunato. Duncan ci piace da tanto e starà anche in prima squadra, ci dispiace portare pochi Primavera in prima squadra. Prenderemo una persona con uno staff che si occupi solo esclusivamente del territorio toscano. Muriel aveva scaduta l’opzione d’acquisto prima che arrivasse Commisso e non si è potuto far niente per tenerlo. All’inizio avevamo talmente tanti giocatori che non ci abbiamo veramente capito niente, avrei voluto fare un colpo anche per il presidente ma è l’inizio di un percorso: pazienza e comprensione. Sono soddisfatto sapendo che si può sempre migliorare. Su Oudin hanno tirato troppo la corda e si è spezzata. Vlahovic e Pedro dovranno crescere costantemente insieme e non si oscureranno”.