Home Sport Toscana Serie D Decreto approvato: pubblico contingentato per i campionati dilettantistici

Decreto approvato: pubblico contingentato per i campionati dilettantistici

Sport di contatto vietati ma solo a livello amatoriale. Via libera a una presenza di pubblico negli stadi per il 15 per cento della capienza sempre con un massimo di 1000 persone non soltanto nella serie A, ma in tutti i campionati con una percentuale del 15 per cento della capienza. Sono le misure contenute nel nuovo Dpcm firmato nella notte e che avrà validità di 30 giorni . Grande incertezza sugli impianti al chiuso: per i palazzetti a un certo momento della giornata, si era pensato a una quota di 1000 spettatori grazie alla spinta delle Regioni. Ma in serata, si è tornati a quota 200 per gli impianti al chiuso. Continuano calcio, rugby, danza, pallavolo, pallacanestro e tutte le altre attività pomeridiane, a patto che le società che abbiano attivato protocolli di sicurezza. Resteranno aperte anche le palestre. Si moltiplicano, invece, le interpretazioni sulle regole per la partecipazione del pubblico agli eventi. Per la serie A rimane tutto come prima, ma si aprono le porte degli impianti delle altre serie. Finora era accaduto con delle ordinanze regionali, ora invece viene inserita la regola del 15 per cento, che avrà come limite però il tetto dei 1000 spettatori. Nel Dpcm (ma la notte delle trattative è stata lunga…) resta il limite dei 200 anche se l’interlocuzione con le Regioni, sull’interpretazione delle norme, non è ancora terminata. Viene comunque specificato che ”sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome”.

FONTE: gazzetta.it

Questo il comunicato a tal proposito della L.N.D.: “Con l’entrata in vigore del DPCM del 13 ottobre 2020 viene consentita la presenza del pubblico negli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra – riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali – con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi. La presenza del pubblico è ovviamente subordinata al rispetto di tutte le misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19. Restano quindi obbligatori i requisiti previsti in ordine alla prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. Le Regioni e le Province Autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della Salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive indoor, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle Regioni e dalle Province Autonome, purché nei limiti del 15% della capienza. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali. “Come LND siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha commentato il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia – Avevamo evidenziato, nelle sedi opportune, le conseguenze letali in caso di un nuovo stop del calcio dilettantistico. Senza dimenticare la possibilità, seppur sempre in misura ridotta, di aprire i nostri incontri al pubblico: si tratta di un altro elemento fondamentale per la sopravvivenza delle nostre società”.

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