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Disastro aereo: le decisioni dei Paesi sui Boeing 737 Max 8

Dopo il pauroso schianto del volo 302 della Ethiopian Airlines che domenica ha provocato 157 vittime, tra cui 8 italiani, diversi Paesi e compagnie aeree hanno deciso di lasciare a terra, almeno temporaneamente, fino a quando non verrà fatta luce sulle cause del disastro, i Boeing 737 Max 8.
Lo scorso 20 ottobre, in Indonesia persero la vita 189 persone su un volo, sempre un Boeing 737 Max 8, della Lion Air.

Ieri lo stop era stato deciso da Etiopia, Cina, Indonesia e Cayman, mentre oggi anche l’Australia ha sospeso temporaneamente l’uso dell’aereo da e per il Paese; lo stesso hanno fatto Singapore, il Brasile, la Corea del Sud, la Malaysia, il Vietnam e le compagnie aeree Aerolineas Argentinas e l’indiana Jet Airways, che nella sua flotta possiede cinque Boeing 737 Max.

Sempre oggi la Gran Bretagna, la Germania, la Francia e Italia (a partire dalle 21 di oggi, 12 marzo) hanno annunciato il blocco di tutti i voli dei Boeing 737 Max 8 nel loro spazio aereo. Anche l’agenzia europea per la sicurezza aerea sarebbe pronta a fermarli, seguendo la decisione britannica e tedesca.
Gli Stati Uniti, che non hanno sospeso gli aerei, hanno invece chiesto alla Boeing di apportare modifiche al software entro aprile.

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