Home Magazine Giorni di vinile Giorni di Vinile: 2015, Taylor Swift contro Apple

Giorni di Vinile: 2015, Taylor Swift contro Apple

Scontro di titani, visto che ognuna delle parti lo è nel proprio ambito. Lei artista di grido, superstar della musica pop nel mondo, l’altra il gigante tecnologico di Cupertino.

Pomo della discordia nel 2015, il varo nel giugno di quell’anno da parte di Apple del nuovo Apple Music. Per un periodo di prova di tre mesi, ogni artista che sarebbe stato utilizzato dalla app non avrebbe percepito alcun compenso. E siccome la Swift è nota per essere sempre stata intollerante ai servizi in streaming, non ha mancato di ribellarsi a tale imposizione “Queste non sono le lagne di una ragazzina viziata e petulante – ha così voluto spiegare la sua azione – Questa è l’eco dei sentimenti di ogni artista, scrittore e produttore nelle mie cerchie sociali che sono preoccupati di parlare in pubblico, perché noi ammiriamo e rispettiamo tanto la Apple“. In particolare, Swift ha detto di essersi mossa anche per “i giovani songwriter che hanno fatto il loro album di debutto e credevano che con le royalties avrebbero potuto pagare i loro debiti

Già l’anno prima, nel 2014 ebbe una notevole risonanza la rimozione del suo intero catalogo dal colosso anglo-svedese Spotify, colpevole di non aver accettato l’unica condizione dettata da Taylor e dalla sua casa discografica, la Big Machine di Nashville, quella cioè di  escludere almeno gli  Stati Uniti dalla lunghissima lista di Paesi dove Spotify avrebbe garantito agli abbonati l’ascolto dell’allora nuovo album di Taylor, 1-989. Album tra l’altro che risultò essere il più venduto in America nell’anno di uscita.

La Apple dimostrando diplomaticamente di aver capito le motivazioni della Swift, rispose che avrebbe pagato gli artisti per la musica in streaming durante i periodi di prova.

P.S.

E giusto per gradire il video clip di uno dei brani inseriti nell’album e che vede la straordinaria partecipazione di un altro idolo delle folle Ed Sheeran