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Il Pordenone resta subito in dieci e si mette tutto dietro la linea del pallone: l’Empoli risolve solo all’ultimo tuffo con un guizzo di Matos, entrato a meno di cinque minuti dalla fine.

Servizio di Gabriele Guastella

EMPOLI (4-3-1-2) – 1 Brignoli; 20 Fiamozzi, 6 Romagnoli, 16 Casale, 65 Parisi; 27 Zurkowski (dal 29′ st 4 Crociata), 5 Stulac (dal 42′ st 28 Ricci), 32 Haas (dal 42′ st 8 Matos); 11 Bajrami; 7 Mancuso (dal 23′ st 10 Moreo), 9 Olivieri (dal 1′ st 19 La Mantia). A disp. 22 Furlan, 3 Terzic, 21 Sabelli, 31 Pirrello, 43 Nikolaou, 30 Damiani, 47 Cambiaso. All. A.Dionisi

PORDENONE (5-3-2) – 22 Perisan; 27 Biondi (dal 47′ st 34 Turchetto), 31 Camporese, 4 Stefani, 54 Falasco, 44 Chrzanowski; 33 Zammarini (dal 47′ st 24 Foschiani), 29 Scavone, 88 Rossetti; 30 Mallamo (dal 19′ st 19 Secli), 11 Musiolik. A disp. 1 Bindi, 77 Fasolino, 17 Del Savio, 35 Samotti. All. A.Tesser

Arbitro: Sig. F.La Penna di Roma 1 (Del Giovane-Marchi | IV Uff.le Paterna)

Marcatore: al 44′ st 8 Matos (E).

Note: Angoli Empoli 13 Pordenone 0. Ammoniti: al 6′ 54 Falasco (P), al 27′ 9 Olivieri (E), al 30′ 7 Mancuso (E), al 32′ 5 Stulac (E), al 26′ st 11 Bajrami (E), al 41′ st 11 Musiolik (P). Espulsi: al 6′ 54 Falasco (P) per doppia ammonizione. Recupero: 1′ pt – 3′ st. Spettatori: 200 (partita giocata a porte chiuse per emergenza sanitaria).

 

Vigilia di partita movimentata in casa Pordenone che da qualche ora deve fare i conti con una vera e propria emergenza a causa di molte assenze tra squalifiche (Misuraca e Vogliacco, ndr), infortuni e un “focolaio” che inchioda in albergo cinque tesserati. Così sono ben cinque i calciatori della formazione “Primavera” che il club friulano convoca per la trasferta in casa dell’Empoli capolista.

L’Empoli invece recupera Nikolaou, che però si è allenato poco e parte ovviamente dalla panchina, e Bandinelli, che finalmente è tornato ad allenarsi da qualche giorno con i compagni; quest’ultimo comunque viene poi dirottato in tribuna, e chissà forse potrebbe finire in panchina proprio nella partita di sabato contro il Virtus Entella, proprio contro quella formazione con cui all’andata si procurò il serio infortunio.

Tornando al match di questo martedì, fischio d’inizio alle ore 19, Dionisi affronta il Pordenone con il solito 4-3-1-2: c’è sempre Fiamozzi a destra mentre si rivede Parisi a sinistra, Zurkowski parte dal primo minuto con Stulac perno centrale e Haas dall’altra parte, Bajrami invece dietro la coppia Mancuso-Olivieri.

Per Tesser, tecnico degli avversari, schieramento con il 5-3-2: obiettivo dichiarato prendersi un punto pesantissimo.

PRIMO TEMPO – La partita inizia subito con un episodio chiave del match: Falasco commette fallo su Olivieri (6′) e si prende un cartellino giallo, protesta e forse vola una parolina di troppo tanto che il direttore di gara decide di estrarre subito il rosso. Pordenone in dieci e partita subito in salita per gli ospiti. Solo per gli ospiti?

Per tutti, anche per l’Empoli, perché Tesser riordina i suoi assettandoli con il 5-3-1 ed erigendo un vero e proprio muro-fortino davanti al proprio portiere Perisan.

Già per caratteristiche il Pordenone gioca con fisicità e dietro è una delle difese meno perforate del campionato, solo 27 reti, tanto che risulta una delle caratteristiche migliori di questa stagione.

Così Olivieri, Bajrami, Zurkowski, Mancuso, Haas ci provano spesso, anche supportati da Fiamozzi e Parisi dalle fasce, e perfino Stulac va a supporto in posizione avanzata ma il muro non cade e la prima frazione termina 0-0 con una sola azione offensiva degli ospiti.

La festa azzurra al minuto 43′ del secondo tempo per il gol di Matos, che decide una complicatissima partita con il Pordenone

SECONDO TEMPO – Dionisi si presenta con una novità: dentro subito La Mantia per Olivieri, tra l’altro ammonito e apparso a tratti un po’ innervosito per una serata non semplice.

La presenza di La Mantia, centimetri, muscoli e quel pizzico di esperienza in più, si fa notare sin dalle prime battute, perché La Mantia riesce a vincere qualche duello in più e la squadra di Dionisi tiene praticamente gli avversari costantemente nella propria metà campo, ad essere precisi a ridosso della propria area di rigore.

L’Empoli rispetto alla prima frazione alza i ritmi e dall’ora di gioco in poi diventa un vero e proprio assedio. Ci prova Parisi che piega le mani a Perisan che riesce a bloccare però in due tempi, e lo stesso terzino con un diabolico pallonetto colpisce una clamorosa traversa prima che Romagnoli, però in fuorigioco, si vedesse respingere il tiro a colpo sicuro dall’estremo difensore.

Perisan è decisivo anche su un perentorio colpo di testa di La Mantia su invitante cross da sinistra di Mancuso, con palla smanacciata in angolo sopra la traversa.

Saranno tredici, a zero, gli angoli battuti dagli azzurri, quasi mai però pericolosi proprio perché il Pordenone pur in emergenza e con un po’ di affanno si difende tuttavia con ordine.

Bajrami ci prova con un paio di serpentine ma non trova lo spiraglio giusto.

Entrano Crociata e Moreo al posto di Zurkowski e Mancuso per provare a trovare nuove soluzioni con forze più fresche, l’Empoli in effetti è ancora più asfissiante ma non quanto basta per mandare al tappeto gli ospiti.

Così dal cilindro escono fuori gli ultimi due cambi: Ricci per Stulac e Matos al posto di Haas, per un Empoli a trazione super-anteriore. Ed è proprio il brasiliano a risolvere la partita con un guizzo. Matos si getta con generosità su un pallone quasi perso a fondo campo e da una posizione complicatissima tenta un velenoso tiro-cross che il difensore Chrzanowski, fin lì perfetto, tocca e devia verso la propria porta beffando Perisan.

E’ la carambola da tre punti, festeggiata con mezza panchina che corre fuori campo e dietro la porta per andare ad abbracciare il brasiliano.

Il Lecce aveva vinto lo scontro diretto a Venezia, il Monza ha fatto altrettanto in maniera piuttosto agevole in casa contro la Reggiana, tutto mentre Salernitana e Cittadella, Chievo e Frosinone si dividevano la posta in palio. Vincere oggi e mantenere le distanze inalterate dalle due più immediate inseguitrici ed avere una giornata a disposizione in meno potrebbe risultare molto importante ai fini del traguardo finale.

Nel prossimo week-end azzurri ancora in casa mentre in programma ci sono alcune sfide chiave come Monza-Venezia, Frosinone-Lecce, Salernitana-Brescia e Spal-Cittadella.

Un passo alla volta…

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