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L’Empoli vince a Vicenza una partita difficilissima. Apre Mancuso, chiude Matos su rigore all’ultimo secondo: decisivo Brignoli con due superparate.

Servizio di Gabriele Guastella

VICENZA (4-3-3) – 22 Grandi; 15 Bruscagin, 13 Pasini, 23 Cappelletti, 20 Beruatto; 45 Agazzi (dal 9′ st 11 Vandeputte), 27 Pontisso (dal 21′ st 8 Cinelli), 30 Rigoni; 6 Zonta (dal 36′ st 95 Jallow), 29 Longo (dal 21′ st 9 Gori), 10 Giacomelli (dal 9′ st 70 Lanzafame). A disp. 1 Zecchin, 33 Perina, 4 Valentini, 14 Tronchin, 16 Padella, 24 Barlocco. All. D.Di Carlo

EMPOLI (4-3-1-2) – 1 Brignoli; 21 Sabelli (dal 31′ st 20 Fiamozzi), 6 Romagnoli, 16 Casale, 3 Terzic; 28 Ricci (dal 20′ st 27 Zurkowski), 5 Stulac, 32 Haas; 11 Bajrami (dal 31′ st 4 Crociata); 19 La Mantia (dal 20′ st 10 Moreo), 7 Mancuso (dal 38′ st 8 Matos). A disp. 22 Furlan, 31 Pirrello, 42 Viti, 43 Nikolaou, 47 Cambiaso, 65 Parisi, 9 Olivieri. All. A.Dionisi

Arbitro: Sig. L.Pairetto di Nichelino (Lombardi-Vono | IV Uff.le Abbattista)

Marcatori: 8′ 7 Mancuso (E), 51′ st rig. 8 Matos (E).

Note: Angoli Vicenza 4 Empoli 9. Ammoniti: al 36′ st 27 Zurkowski (E), al 41′ st 10 Moreo (E), al 42′ st 9 Gori (V), al 43′ st 11 Vandeputte (V), al 50′ st 22 Grandi (V). Espulsi: -. Recupero: 1′ pt – 5′ st. Spettatori: 200 (partita giocata a porte chiuse per emergenza sanitaria).

 

Al Menti di Vicenza si gioca alle ore 18 la partita che chiude il programma della giornata numero ventotto: avversarie il Vicenza di mister Di Carlo, insieme a Venezia e Reggina tra le compagini più in forma del girone di ritorno, e l’Empoli di mister Dionisi che arriva dal pareggio casalingo contro il Cittadella per 1-1.

Vicenza in campo con il 4-3-3, l’Empoli che come sempre si schiera con il 4-3-1-2: spazio a Terzic a sinistra e Casale al centro della difesa con Nikolaou che torna a disposizione ma parte dalla panchina; a destra invece si vede titolare Sabelli. Confermata la linea mediana, Bajrami trequartista alle spalle della coppia Mancuso-La Mantia.

PRIMO TEMPO – Avvio importante degli azzurri che dopo quaranta secondi sono già a battere il primo calcio d’angolo di un primo tempo che dopo quarantasei minuti, compreso l’unico minuto di recupero, vedrà gli azzurri avanti 9-1 in quanto a tiri dalla bandierina.

Si capisce subito con quale spirito affronta questa partita la squadra di Dionisi che all’8′ passa con bomber Mancuso, al quindicesimo centro in campionato. Bajrami gioca un buon pallone a destra e duetta con Sabelli che restituisce al numero undici. Bajrami, imprendibile, si infila in area di rigore e, dopo un uno-due con Haas, calcia con il collo destro, Grandi è battuto ma il pallone sbatte sul palo e torna in campo, con Mancuso che irrompe da dietro e insacca per il vantaggio.

Al 19′ ancora Empoli pericoloso: punizione di Stulac dai venticinque metri, scavalcata la barriera con Grandi costretto ad alzare sopra la traversa.

L’Empoli spinge, e costruisce un’altra palla gol al 22′: Mancuso parte da destra e dal lato corto dell’area di rigore cerca a centro area La Mantia, il pallone arriva dalla parte opposta dove Ricci di piatto prova a sorprendere sul primo palo Grandi che questa volta para a terra.

Ancora Empoli al 32′ con Terzic che, servito da Stulac, da una buona posizione calcia però piano addosso a Grandi che blocca facilmente il pallone.

Il tecnico del Vicenza Di Carlo capisce che così è difficile per la sua squadra contenere l’aeroso gioco dei toscani, e dal 40′ cambia tattica giocando a uomo, un rombo con Rigoni che ha il compito di contenere le giocate di Stulac.

Anche nei cinque finali comunque l’Empoli è pericoloso senza però riuscire a calciare in porta e conquistando altri due corner, l’ultimo, il nono, proprio dentro all’unico minuto di recupero concesso dal direttore di gara.

L’esultanza di Leo Mancuso subito dopo il gol dell’1-0 al Vicenza, sua quindicesima rete nel torneo cadetto in ventotto presenze.

SECONDO TEMPO – Squadre in campo senza cambi e Vicenza con lo stesso atteggiamento tattico indicato da Di Carlo nel finale di tempo.

Due minuti ed Empoli che ringhia subito: quaranta metri palla al piede di Sabelli e conclusione in porta, tiro forte ma impreciso con pallone sul fondo.

Al 4′ Bajrami dopo una serie di finte calcia centrale con Grandi che para, un minuto dopo Terzic recupera palla senza palla e si invola a sinistra, cross in area e La Mantia al volo calcia debole e centrale con Grandi che para ancora.

Un’ora di partita in cui l’Empoli non concede un tiro in porta al Vicenza, non uno. Una gara pressoché perfetta, ma su cui il tecnico dei veneti Di Carlo vuole provare a mettere le mani per invertire il trend del match che tutto sommato vede i suoi sotto di un solo gol e quindi sempre attaccati alla partita.

Così il tecnico dei padroni di casa pensa a due cambi (dal 9′ dentro Lanzafame e Vandeputte al posto di Giacomelli e Agazzi, ndr) che fanno cambiare decisamente il passo al Vicenza, anche perché ora il Vicenza gioca con il 4-3-1-2, mettendosi a specchio.

Al 17′, infatti, il Vicenza si presenta pericolosissimo dalle parti di Brignoli: è proprio Lanzafame, da posizione molto ravvicinata, a battere in porta cercando l’angolo più lontano. L’estremo difensore azzurro salva respingendo il tiro a mano aperta, e due minuti dopo sempre Lanzafame, sugli sviluppi del secondo angolo della partita, dopo due colpi di testa consecutivi dentro il cuore dell’area di rigore empolese spedisce sul fondo da pochi passi.

Dionisi, che aveva intuito il rischio, manda in campo forze fresche soprattutto a centrocampo: dentro Moreo e Zurkowski al posto di La Mantia e Ricci.

Ma il Vicenza preme e rischia di pareggiare con un clamoroso tiro di Bruscagin dalla distanza: pallone che si schianta sul palo e poi finisce sul tacco di Brignoli sempre in tuffo, che devia in angolo.

L’ingresso in campo di Crociata, avvenuta insieme a quella di Fiamozzi rispettivamente in luogo di Bajrami e Sabelli, da di nuovo ordine e geometrie insieme a sprazzi di lucidità alle manovre azzurre che si riaffacciano pericolosi dalle parti di Grandi al 35′. E’ proprio Crociata da destra a servire su un vassoio d’argento il pallone per il raddoppio ed un finale tranquillo per l’Empoli. Haas però, proprio sulla riga di porta, non riesce ad arpionare il pallone e spingerlo in porta, anche grazie all’azione di disturbo non falloso di Zonta, e Grandi blocca il pallone gettandosi generosamente in una selva di gambe.

Ma è il finale a regalare emozioni assurde. Proprio negli ultimi sessanta secondi dei cinque minuti di recupero si decide definitivamente il match.

Brignoli salva clamorosamente su un tiro a botta sicura da due metri di Rigoni, e nel capovolgimento di fronte Crociata lancia Matos, entrato al posto di Mancuso ad otto dal termine, che a tu per tu con Grandi cerca di saltarlo e finisce giù.

L’arbitro vede il guanto di Grandi sul piede di appoggio del brasiliano che, dopo vibranti proteste dei vicentini, si presenta freddissimo sul dischetto e realizza la rete del 2-0 cui seguono i tre fischi finali. Rigore dubbio, contestato brutalmente dalla squadra di Di Carlo, che comunque non avrebbe cambiato le sorti del match perché la partita era finita, e anche se non fosse stato concesso l’Empoli avrebbe vinto ugualmente.

Realizzazione comunque importante per Matos, due gol nelle ultime tre partite, per un 2-0 che carica emotivamente e da coraggio e convinzione alla squadra di Dionisi alla vigilia di una settimana importante che vede l’Empoli in campo per due gare consecutive sul proprio terreno di gioco.

Tre punti fondamentali che permettono di tenere il Lecce, vittorioso con un secondo poker consecutivo ai danni del Chievo, a -7 e il Cittadella a -9, e staccare di ulteriori due punti Monza, Salernitana, Venezia e Spal.

Ultima annotazione: cade il tabù della vittoria contro formazioni dell’est Italia (Veneto e Friuli, ndr). In precedenza sconfitta e pareggio con Venezia, due pari con Cittadella, pareggi con Vicenza all’andata e Pordenone, prossimo avversario, e Chievo.

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