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L’Empoli è CAMPIONE D’ITALIA: il club azzurro vince il suo secondo tricolore con la Primavera!

Servizio di Gabriele Guastella

 

L’Empoli è storia, l’Empoli entra nella storia. Il club di Monteboro vince il secondo titolo di Campione d’Italia Primavera, bissando il successo del 1999 quando fu ancora l’Atalanta ad essere piegata in finale.

Gli azzurri di Antonio Buscè, a proposito per il tecnico così come per alcuni classe 2003 in rosa è il secondo titolo di Campioni d’Italia dopo quello Under 16 di due anni fa (allora fu l’Inter ad essere battuta in finale, ndr), vincono lo Scudetto con pieno merito dopo un cammino in crescendo. E il trionfo in casa Empoli è completato dal piccolo talento, appena diciottenne, Tommaso Baldanzi da Castelfiorentino (classe 2003) che ha vinto il titolo di Miglior Giocatore del Campionato Primavera bissando, se vogliamo, il “Premio Leoncino d’Argento Radio Bruno Toscana” che la nostra redazione gli aveva consegnato nell’ambito del XIX Premio Leone d’Argento dello scorso 24 Giugno.

PARTITI CON L’OBIETTIVO DELLA SALVEZZA – L’Empoli di Buscè era partito con l’obiettivo fissato nella salvezza e, dopo un avvio difficile, la squadra azzurra ha iniziato una clamorosa rimonta agganciando il treno Play Off all’ultimo respiro superando nettamente nello scontro diretto la Spal e scippandole il sesto posto, l’ultimo gradino utile per giocarsi il tricolore. Gli azzurrini in realtà erano sempre rimasti a meno di 8-9 punti dalla vetta, dove a volte si trovava la Samp ed altre l’Inter.

La sconfitta casalinga con la Roma a quattro giornate dalla fine, 0-1 con gol giallorosso convalidato senza che la palla avesse varcato la linea di porta a tempo scaduto, sembrava un segnale negativo e un presagio al sogno spezzato a salvezza conquistata. Invece il successo in casa dell’Inter ha rimesso tutto sulla retta via. Due sconfitte roboanti e inaspettate contro Cagliari e Bologna hanno complicato i piani ma da quel momento è scoccata la scintilla decisiva. La vittoria che vale il sorpasso e l’aggancio al sesto posto contro la Spal, e poi nei Quarti Play Off Scudetto, con l’obbligo del successo, il 2-1 inflitto alla Juventus, terza forza del torneo, che vale l’accesso in semifinale.

Il resto è storia recente, una storia pazzesca. Domenica scorsa una pazza semifinale contro l’Inter, l’Empoli doveva vincere a tutti i costi per passare in finale: avanti con Lipari, poi l’1-2 in tre minuti dell’Inter, il pareggio di Asllani con una magistrale punizione nel secondo tempo che costringe i favoritissimi nerazzurri ai tempi supplementari. Nei trenta minuti di supplementare il dominio empolese è quasi clamoroso: un palo di Baldanzi, l’Inter che resta in nove, il figlio d’arte Stankovic (portiere) che compie un miracolo dietro l’altro fino al gol di Manfredi al 121′, all’ultimo respiro, che proietta l’Empoli ad un’incredibile finale Scudetto.

L’Atalanta oggi, due scudetti di fila nel 2019 e nel 2020, piegata con una partita mostruosa, una delle finali Scudetto più belle della storia del torneo Primavera. Otto gol, emozioni fino alla fine: un 5-3 ricco di colpi di scena, giocate di grande livello, e gol di pregevole fattura.

L’Atalanta è scuola calcio ormai confermata, l’Empoli che vince il suo secondo scudetto della storia altrettanto, il club azzurro è al trentesimo posto nel Ranking UEFA per contributo della propria cantera nei confronti delle prime squadre professionistiche: questo scudetto non è un caso, ma il risultato di un lungo e faticoso lavoro, e proficuo finalmente, dopo una sequela infinita di finali perse in un ventennio tra il 2001 e il 2018 tra Scudetto e Torneo di Viareggio.

Sentiremo parlare tantissimo di questi ragazzi, non facciamo nomi in particolare, è il gruppo che andrà avanti. L’Empoli del domani potrebbe avere ancora di più nel proprio dna il senso di appartenenza al club.

SENSO DI APPARTENENZA, IL SEGRETO DI ANTONIO BUSCE’ – Quel senso di appartenenza che sta contribuendo a trasmettere ai ragazzi Antonio Buscè: due scudetti in tre stagioni, fate pure una ricerca non è roba semplice da scovare che un tecnico così giovane possa già avere due titoli giovanili in bacheca. Giuste e comprensibili le sue lacrime di gioia, pazza gioia, al triplice fischio finale.

Antonio ha l’Empoli tatuato sulla pelle, l’anima empolese nel cuore, l’azzurro che gli scorre nelle vene. Arrivò dal Lumezzane (Serie C) direttamente in Serie A e con l’Empoli segnò il suo primo gol nella massima serie sul campo del Brescia, il Brescia del Divin Codino Roby Baggio. Quel giorno l’Empoli vinse 2-0: segnò Di Natale, guarda caso made in Empoli, e quando tutti si aspettavano la risposta di Baggio quel giorno chiuse il match lo sconosciuto Buscè. Si fece tutto il campo togliendosi di dosso la casacca da trasferta, color oro con banda azzurra in diagonale, per andare ad abbracciare la curva dalla parte opposta rispetto alla porta in cui aveva segnato la sua prima rete nel palcoscenico calcistico più importante d’Italia. Da quell’abbraccio ne seguirono altri, decine, centinaia di abbracci con la tifoseria, con i compagni, oggi con i propri “figliastri”, quelli che sembrano undici Buscè in campo.

Anche Buscè è il futuro dell’Empoli, dopo essere stato passato e adesso un grande presente per il settore giovanile del club di Monteboro.

LA FINALE – L’Empoli poco prima della mezzora sblocca il match con una magistrale punizione, l’ennesima, di Asslani (segnatevi questo nome, ndr). L’Atalanta pareggia quasi subito con Sidibe, ma l’Empoli prima della fine del primo tempo torna in vantaggio con Baldanzi e allunga le distanze con Ekong. Tre a uno sembra un vantaggio importante e rassicurante per l’Empoli ma non può bastare contro una squadra avversaria abituata a non mollare mai e con doti fisiche e tecniche importanti. Così Italeng (53′) accorcia e rimette in partita i suoi, ma tre minuti dopo di nuovo Ekong fa 4-2.

Con il passare dei minuti affiora la stanchezza e un po’ di nervosismo soprattutto in casa bergamasca. Il direttore di gara tira fuori quattro volte il cartellino rosso: subito per il secondo allenatore degli orobici per proteste e poi due volte ai danni sempre dell’Atalanta (De Nipoti e Ghisleni, ndr), che resta in nove, e una per l’Empoli che rimane in dieci (espulso Pezzola per fallo di reazione, dopo la gomitata da rosso ricevuta da De Nipoti, ndr.

Spettacolo finito? Scherziamo? In campo ci sono due dei migliori vivai d’Europa: Atalanta ed Empoli, e la fine dello spettacolo può decretarlo solo l’arbitro con il triplice fischio.

Prima del triplice fischio arrivano un rigore per l’Atalanta, trasformato da Cortinovis al 90′, e dentro al secondo dei quattro di recupero il magistrale contropiede di Fazzini con la rete di Baldanzi che vale il 5-3 finale.

In realtà lo spettacolo prosegue anche dopo il triplice fischio finale con la festa dell’Empoli per il secondo scudetto primavera della storia. La bacheca ed il palmares del club azzurro si arricchisce dopo il terzo trionfo della storia in Serie B conquistato un mese e mezzo fa.

IL PALMARES DELL’EMPOLI – Una Coppa Italia Primavera (1991/92), una Coppa Italia Serie C (1995/96), tre campionati di Serie B (2004/05, 2017/18 e 2020/21), due Scudetti Primavera (1998/99 e 2020/21), un Torneo di Viareggio (2000), 1 Scudetto Under 16 (2018/19), una serie importante di vittorie in prestigiosi tornei giovanili internazionali, oltre ad una serie infinita di giovani promesse lanciate in orbita che sono state o sono tuttora nei maggiori campionati italiani di calcio.

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