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L’Empoli perde male in casa con il Pescara: fischi alla squadra e contestazione aperta al Direttore Sportivo Pietro Accardi

Servizio di Gabriele Guastella

 

EMPOLI (4-3-1-2) – 1 Brignoli; 5 Veseli, 6 Romagnoli, 3 Maietta, 29 Balkovec; 16 Frattesi, 28 S.Ricci (dal 24′ st 8 Stulac), 25 Bandinelli (dal 12′ st 21 Laribi); 10 Dezi (dal 35′ st 26 Merola); 7 Mancuso, 20 La Gumina. A disp. 22 Perucchini, 33 Provedel, 4 Nikolaou, 31 Pirrello, 11 Bajrami, 15 Fantacci, 19 Piscopo. All. C. Bucchi

PESCARA (4-3-2-1) – 12 Kastrati; 13 M. Ciofani, 18 Bettella, 6 Scognamiglio, 40 Masciangelo; 8 Memushaj, 20 Palmiero (dal 12′ st 37 Kastanos), 25 Crecco; 11 Galano, 24 Machin (dal 32′ st 16 Drudi); 29 Borrelli (dal 22′ st 10 Brunori). A disp. 22 Farelli, 3 Del Grosso, 5 Bruno, 7 Cisco, 19 Maniero, 23 Di Grazia, 27 Zappa, 39 Ingelsson, 41 Bocic. All. L. Zauri

Arbitro: Sig. G. Aureliano di Bologna (Affatato-Avalos | IV Uff.le Amabile)

Marcatori: al 19′ 18 Bettella (P), al 32′ 11 Galano (P), al 44′ 10 Dezi (E);

Note: Angoli Empoli 3 Pescara 3. Ammoniti: al 37′ pt 28 S. Ricci (E), al 33′ st 8 Stulac (E). Espulsi: . Recupero: 3′ pt – 6′ st. Spettatori: 5.200.

 

E’ piovuto per tutta la settimana su Empoli, ma come al solito il manto del Carlo Castellani ha retto benissimo. Riflettori accesi al Castellani, si gioca alle 18, ma riflettori accesi soprattutto sull’Empoli che in caso di mancato successo potrebbe veder saltare la panchina di Cristian Bucchi. Il rendimento della squadra azzurra è da retrocessione diretta: tre punti nelle ultime cinque partite, con il gol subiti che si stimano nel doppio rispetto a quelli realizzati.

E’ insomma una partita chiave della stagione, una di quelle che potrebbe indirizzare in un senso o nell’altro il campionato.

Nell’Empoli Bucchi recupera La Gumina e lancia il giovane Ricci al posto di Stulac, torna al 4-3-1-2 e ripropone Veseli terzino destro. Nel Pescara formazione confermata con il 4-3-2-1 con Galano e Machin alle spalle di Borrelli.

Inizio di gara sonnolento, con l’Empoli che palleggia e il Pescara che si adegua agli azzurri senza lasciare spazi a Mancuso e La Gumina.

Al minuto 19 il Pescara, al secondo angolo del match passa: angolo di Memushaj, pallone che attraversa tutta l’area di rigore, Brignoli che accenna all’uscita e rimane a metà strada, difesa imbambolata e Bettella di testa che devia in rete all’angolino opposto con un pallonetto beffardo. Gelo al Castellani.

E temperatura che scende ulteriormente quando il Pescara raddoppia con Galano, che appoggia in rete un cross da sinistra di Machin con la difesa dell’Empoli inguardabile.

Siamo solo al minuto 32′ e dagli spalti si sentono i primi fischi di piena disapprovazione che contrastano i cori di incitamento. La squadra però non c’è e rischia in altri due casi lo 0-3 così per la prima volta parte del tifo empolese si lascia andare nel coro che invita la squadra di Bucchi “a tirare fuori gli attributi”. E’ decisamente il momento più buio degli ultimi sette anni di calcio empolese, perchè lo spettacolo offerto dai giocatori è deprimente, e l’impressione è che in campo tra i protagonisti non ci siano le caratteristiche giuste per uscire fuori dal tunnel.

Pensieri, pensieri che devono aver attraversato anche la mente del baby “millenial”  Samuele Ricci che si prende un giallo di frustrazione per il fallo a centrocampo su Machin.

I nervi si accendono Maietta stende Borrelli nella propria trequarti, poi l’azione prosegue e l’Empoli conquista il suo primo angolo della partita; quelli del Pescara chiedono a gran voce il provvedimento disciplinare per il difensore (il VAR forse sarebbe stato impietoso sul difensore azzurro, ndr), e l’arbitro ci impiega quasi tre minuti per riportare tutti alla calma e quando ci riesce, all’alba del penultimo minuto regolamentare, permette all’Empoli di battere l’angolo: Balkovec pennella per Mancuso che la gira al centro dove Dezi (in più che sospetto fuorigioco sul tocco dell’attaccante, ndr) la spedisce beffardamente alle spalle di Kastrati. Partita riaperta e nei tre di recupero l’Empoli sfiora anche il pari, poi tutti al caldo degli spogliatoi, dove sicuramente in quello azzurro ci sarà da riflettere eccome…

Secondo tempo che inizia con l’Empoli che preme sull’acceleratore.

Al minuto 11 palo di Bandinelli, discesa a destra di Dezi e taglio perfetto per il numero venticinque che un minuto dopo esce per lasciare spazio a Laribi, mentre al 15′ Frattesi servito in area da Balkovec perde il tempo giusto per tirare e quando lo fa trova il muro abruzzese.

L’Empoli gioca con i nervi più che con le idee e Bucchi le prova tutte mandando in campo anche Merola al posto di Dezi e Stulac per il giovane Ricci. Il Pescara si difende con la difesa a cinque, ma gli azzurri che nel finale hanno anche Romagnoli come attaccante aggiunto continuano a fare carezze agli avversari. Nemmeno i sei generosi minuti di recupero sono sufficienti per raddrizzare una gara che termina con impietosi fischi alla squadra e cori apertissimi e chiarissimi indirizzati al DS Pietro Accardi.

E’ sicuramente il momento più nero della recente storia azzurra, dal 2012 ad oggi.

Tre punti in sei partite: crisi apertissima, si attendono novità sul fronte societario.

 

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