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Levante, stop della Curia al concerto di Lecce

Il concerto che Levante avrebbe dovuto tenere il 6 agosto in Piazza Duomo a Lecce è stato annullato.

La Curia, che ha imposto la compatibilità come unico criterio per l’accoglimento delle istanze, ha anche specificato che le richieste di autorizzazione vengono valutate volta per volta, e che quindi l’annuncio della data è stato dato prima che l’istanza fosse approvata.

Secondo la Curia i testi di alcune canzoni di Levante, “Gesù Cristo sono io”, “Alfonso” e “Pezzo di me”, non rispettano questi canoni e per questa ragione ha deciso che il suo concerto non potesse essere ospitato dalla piazza del Duomo di Lecce: “Abbiamo scoperto che la tappa leccese in piazza Duomo del tour era già stata pubblicizzata per il 6 agosto sul sito dell’artista e su quello di Ticketone, nonostante la commissione eventi della Curia non si fosse ancora riunita. La decisione è stata deliberata solo lo scorso primo aprile, quando la commissione si è riunita decidendo di non accogliere la richiesta. Il vescovo vuole aprire piazza Duomo agli eventi, ricordando i concerti de Il Volo e di Fiorella Mannoia programmati nel cartellone estivo – ma a condizione che i contenuti delle manifestazioni ospitate siano in sintonia con i valori del luogo. È vero, i giovani vanno incoraggiati, ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantanti nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce”.

Questa la reazione di Levante: “In Salento ci suono, un posto lo trovo e va bene così. Il problema non è che io debba cambiare location è che in Italia abbiamo questo genere di ostacoli. In queste ore ho deciso di restare a guardare. Ho aspettato perché quando mi è stato detto che forse c’erano dei problemi sulla data di Lecce per un rifiuto della curia, sono rimasta incredula. La Chiesa ci insegna a leggere e analizzare i testi, qui però siamo di fronte a un caso in cui ci si è fermati a leggere un titolo. In #GesùCristoSonoIo non ho offeso alcuna sacralità: al contrario l’ho difesa, paragonando i dolori di una donna maltrattata a quelli di un Cristo”.

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