Home Notizie dal territorio Notre-Dame: uno studio italiano lanciò l’allarme, ma venne ignorato

Notre-Dame: uno studio italiano lanciò l’allarme, ma venne ignorato

Dopo una notte di lavoro, i vigili del fuoco sono riusciti a domare il rogo, le cui cause parrebbero accidentali. Le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura montata intorno all’edificio.
E ora si fa la conta dei danni: la grande guglia e il tetto sono andati distrutti, mentre la struttura della cattedrale “tiene bene”, ha spiegato il sottosegretario all’Interno francese, dopo i controlli eseguiti nel corso della mattinata.

Due gli allarmi: il procuratore di Parigi, Rémy Heitz, spiega che c’è stata una prima allerta alle 18.20 ma, durante il sopralluogo, non è stato riscontrato nulla di anomalo. Heitz ha aggiunto che c’è stata poi una seconda allerta alle 18.43, quando il fuoco è stato riscontrato al livello della struttura. Il procuratore ha concluso che nel frattempo la chiesa era stata evacuata perché era cominciata poco prima una messa.

Intanto, come riporta Il Sole 24 Ore, uno studio realizzato tre anni fa dall’italiano Paolo Vannucci, originario di Lucca e docente di meccanica all’università di Versailles, rivelava la presenza nella Cattedrale di una concentrazione di polveri, stratificate nel corso dei secoli, con effetto deflagrante. Effetto che può essere attivato da un corto circuito o anche, semplicemente, dai fili elettrici degli impianti di allarme delle impalcature usate per i lavori di ristrutturazione. E oltre a questo lo studio mette in evidenza pure l’assenza di un sistema antincendio automatico efficace nella cattedrale francese.
Tre anni fa venne inviato al Cnrs, il Consiglio nazionale di ricerca francese, ma fu completamente ignorato.

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