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Parla il direttore Pietro Accardi

Un mercato che si chiude dopo due mesi di trattative, con tante operazioni effettuate e una squadra per gran parte nuova che vuol dire la sua nel campionato di B. Dopo la chiusura della sessione estiva di calciomercato ha fatto il punto della situazione il direttore sportivo azzurro Pietro Accardi.

“Il nostro è stato un mercato importante – spiega il direttore sportivo azzurro -, dove alla fine abbiamo chiuso circa 45 operazioni, con un saldo economico largamente attivo con comunque anche diversi investimenti fatti. Nella programmazione che avevamo fatto non c’erano prime o seconde scelte, sul mercato si lavora sempre su più tavoli e siamo felici di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Abbiamo preso dei giocatori funzionali al nostro modo di fare calcio, all’idea di calcio di Bucchi e capaci di assicurare anche alternative. Il colpo più bello? Direi Mancuso, un’operazione difficile, lo volevano in tanti, anche in Serie A. Ma dopo averci parlato abbiamo capito che non ha solo doti tecniche o fisiche ma soprattutto umane, morali. Ci è piaciuto l’uomo e abbiamo deciso di fare il massimo per prenderlo”.

“Sinceramente non mi aspettavo di chiudere tutto così velocemente – ha proseguito Accardi – tanto che nell’ultimo giorno di mercato non sono neppure andato a Milano. In una sessione di mercato ci sono dinamiche che si intrecciano e che spesso non dipendono dalla nostra volontà, come ad esempio qualche calciatore che abbiamo chiuso dopo oltre un mese di trattativa, ma è andato tutto secondo i piani. Siamo soddisfatti dei giocatori che abbiamo preso e di esser riusciti a fare la squadra il prima possibile per dare modo a Bucchi di lavorare da subito. Le cessioni? il mercato in uscita conferma che non tutto era da buttare, che l’obiettivo di valorizzare i calciatori lo abbiamo centrato e che le scelte fatte non erano totalmente sbagliate. Purtroppo però dentro la storia di una stagione ci sta il mondo, siamo retrocessi a 38 punti, cosa mai successa negli ultimi 7 anni, inesperienza e sfortuna hanno giocato un ruolo, è chiaro, così come non nascondiamo di aver commesso degli errori da cui dobbiamo imparare”.

“L’ Empoli è una squadra tutta nuova – ha aggiunto il ds azzurro -, che si sta formando, competitiva per la categoria. Ci sarà bisogno di tempo, anche se nel calcio non basta mai, senza aspettarsi tutto e subito. Sappiamo che può e deve migliorare, ma è tutta nuova e non possiamo giudicarla adesso. Dovremo essere equilibrati nelle analisi, mantenere sempre la lucidità e senza far l’errore di paragonarla a quello che è stato. La Juventus della B? No. L’ Empoli non lo è, certe cose devi dimostrarle in campo e non sulla carta. Adesso, come detto, è presto per dare i giudizi. Vedremo nel tempo ma, sia chiaro, aspettative e pressioni non ci spaventano e non le temiamo”.

“Un messaggio ai tifosi? – ha concluso Accardi – Posso solo dire un “grazie” gigantesco. Mai visto, in vita mia, retrocedere una squadra con tante persone che ti aspettano al rientro allo stadio per applaudirti. I tifosi vogliono bene all’Empoli e, giustamente, hanno fiducia nel presidente Corsi, l’autentico motore della società. Adesso dobbiamo, e parlo di noi e dell’ambiente, avere il gusto di veder questa squadra crescere, formarsi. Anche sbagliare, ma aiutarla a diventare forte nel tempo. Il potenziale per riuscirci c’è e dobbiamo solo lavorare, migliorare, crescere. E farlo con il giusto equilibrio. Sempre”.

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