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Presentato il libro “Sorelle d’Italia”, scritto dal giornalista Stefano Santachiara: parla del calcio femminile italiano

Venerdi 11 settembre è stato presentato a Castelfranco di Sotto (Pisa) il libro, uscito in queste settimane, Sorelle d’Italia edito dalla DigitalPress e scritto dal giornalista de Il Fatto Quotidiano Stefano Santachiara.

A fare da mediatore alla serata il giornalista Gabriele Guastella, voce sportiva della nostra radio, e che già da qualche stagione segue il calcio femminile occupandosi di Empoli Ladies.

Oltre all’autore del libro, presente anche il Sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Noli, l’allenatore Alessandro Pistolesi (Panchina d’Argento e Leonessa d’Argento nel 2020) e la calciatrice Patrizia Caccamo, campione d’Italia con la Fiorentina tre stagioni fa.

Alla stesura del libro hanno partecipato anche Michele Guerra, Mariano Ventrella, Fabio Cittadini, Raffaella Brignoli e Francesca Papaleo, ex centravanti dell’Empoli oggi al Verona, che ha curato l’impaginazione del libro.

Il libro racconta il calcio femminile italiano attraverso i racconti di calciatrici, allenatori e dirigenti che si sono dedicati a questo movimento in forte ascesa.

Un capitolo è dedicato proprio a Patrizia Caccamo, che ha saputo rinunciare alla gloria facile dedicandosi anima e cuore alla formazione della sua amata Sicilia fino a quando un fallimento non ha cancellato il club dal panorama calcistico femminile, costringendola a girovagare per mezza Italia, toccando il cielo con un dito vincendo lo scudetto con la Fiorentina. La scorsa stagione Patrizia ha militato nel Deportivo Collerense (in pratica il Palma di Majorca maschile, ndr) Serie B spagnola per poi tornare in Italia e ripartire dalla Serie C di nuovo in Toscana con il Filecchio (Lucca).

“Una donna non può competere a forza e velocità con un uomo – ha dichiarato l’ex viola – ma in quanto a tecnica può competere eccome. Qui in Italia si sta commettendo un grave errore. I club italiani stanno puntando troppo sulle straniere, anziché cercare di far emergere talenti del nostro paese. Si deve puntare di più sui vivai…”

Il giornalista Gabriele Guastella con il Sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele NoliUn capitolo è dedicato al Sassuolo, e al suo allenatore Giampiero Piovani, undici anni di storia calcistica nel Piacenza dei record in Serie A. “Innamorato del calcio femminile, – dichiara Stefano Santachiara – si è ritrovato alla guida della squadra più gloriosa d’Italia dei tempi recenti come il Brescia. Ma il sogno di Piovani al Brescia è durato appena una stagione, con la squadra smantellata a causa dell’arrivo nel femminile della Juventus che ha portato via subito le migliori, e poi con il club schiantato dal fallimento.

Non si è perso d’animo e si è rilanciato al Sassuolo, in un club che già ha saputo far bene con i maschi”.

Il calcio femminile non è solo Carolina Morace, icona dagli anni settanta ad oggi, capace nel 1999 di far cadere un tabù allenando la Viterbese del patron Gaucci in Serie C1, prima volta di un allenatore donna nel mondo calcistico italiano e prima volta in Europa (in Germania il primo caso è arrivato solo vent’anni dopo, ndr). Il calcio femminile è la storia di tante atlete che con il loro impegno, i loro sacrifici e la loro irrefrenabile passione, hanno deposto le basi per poter ottenere in futuro degli equi diritti in termini anche economici.

Certo non salari ultramilionari come per i maschi, ma salari che possano giustificare quanto scritto sopra. Dal 2021/22 la Serie A sarà professionismo, e probabilmente anche la Serie B, per arrivare a questo obiettivo è stato necessario sensibilizzare il calcio maschile: Empoli, Sassuolo, Juventus, Fiorentina, Verona, i primi club ad accettare l’invito, seguiti a ruota da Milan, Inter, Lazio, Napoli, Roma.

Il libro di Santachiara fa crollare anche il pensiero che il calcio femminile sia emerso solo in epoca moderna. Non è così, la storia parla chiaro, e parla di lotte iniziate addirittura sul finire del secolo diciannovesimo, lotte soffocate tra preconcetti e pregiudizi; una lotta durata oltre cento anni e che finalmente soltanto da una trentina di anni sta portando ad un epilogo felice.

Epilogo felice come l’avventura di Alessandro Pistolesi nel calcio femminile: 35 anni di successi tra GS Piazza (dove GS sta per Grande Squadra, ndr), Castelfranco ed Empoli. Promozioni e trofei, Serie C, poi Serie B, poi Serie A con la ciliegina sulla torta rappresentata da un successo storico sul campo del Milan, una Panchina d’Argento e una Leonessa d’Argento nel 2020, prima che l’avventura con l’Empoli si interrompesse. “Ma tiferò sempre queste ragazze e l’Empoli – sbotta Pistolesi -. Di queste ragazze sono il primo tifoso e sapere che adesso qualcuna di loro come Di Guglielmo e Prugna sono state appena convocate in nazionale mi riempie di gioia. Mi sento un po’ come un padre. Glionna e Polli (le altre due empolesi convocate in azzurro, ndr) le avevo già chieste al club prima che si interrompesse il mio rapporto. Il fatto che l’Empoli le abbia realmente ingaggiate e che adesso siano in nazionale non può che farmi piacere. Spugna sta facendo un buon lavoro, sono contento di vederle così in alto in classifica, e spero che disputino un grande campionato”.

Sul calcio femminile in generale…”il movimento è in crescita, speriamo di non emulare troppo il calcio maschile, credo sia giusto crescere senza perdere di vista certi valori”… sul futuro di Alessandro Pistolesi …”mi vedo ancora in campo, a lavorare con le ragazze, a preparare le partite… ma sarei pronto anche a stare dietro una scrivania, o magari a visionare i tanti talenti in giro per l’Italia…”.

La presentazione, all’aperto e proprio sul prato dove negli anni novanta giocava il Castelfranco, è iniziata intorno alle 19, e scorre liscia come l’olio. Ci sarebbero tanti altri argomenti di cui parlare come i pregiudizi su un movimento che invece appare più forte di tanti altri. Perfino Sebino Nela, ex storico centrocampista della Roma, oggi dirigente del club giallorosso nella sezione femminile si è esposto e non poco…”sono più professioniste degli uomini. Attente a tutto: alimentazione, allenamenti, vita privata. Curiose di imparare e capire. E anzi sono anche molto più veloci ad imparare tecnicamente…”.

Ormai mancano solo pochi minuti alle venti e il sole oltre l’orizzonte fa calare la penombra ed il sipario alla serata, che si conclude con gli applausi meritati per l’ex mister dell’Empoli Alessandro Pistolesi che riceve una targa alla carriera da parte dell’Amministrazione Comunale presieduta dal primo cittadino di Castelfranco di Sotto Gabriele Noli: “sono un appassionato di calcio, uno degli oltre cinquanta milioni di allenatori italiani. Tifo Inter, ma sono sportivo, e da sportivo mi sono avvicinato al movimento calcistico femminile, anche grazie al grande lavoro compiuto in campo femminile dal Castelfranco da cui è nata la costola femminile dell’Empoli Calcio”.

L’ultimo appello? Acquistare il libro, ne vale la pena.

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