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Prima vigilia di campionato per Prandelli: ecco le sue parole nel corso della conferenza stampa pre Benevento

Prima vigilia di campionato per Cesare Prandelli sulla panchina viola. A dieci anni dall’ultima volta, il tecnico della Fiorentina – anche se solo via streaming – ha preso la parola in conferenza stampa per introdurre i temi della sfida di domani contro il Benevento e per raccontare le emozioni delle sue due prime settimane di lavoro al centro sportivo. Ecco le sue parole:

Sulla scomparsa di Pietro Vuturo: “Abbiamo avuto anche noi questa brutta notizia, conoscevo bene Pietro così come conosco bene la sua famiglia. E’ stato un grande tifoso e va ricordato con sentimento”.

Su cosa vuol vedere nella gara di domani: “Vorrei vedere tanta voglia di vincere e di stare in partita. Anche nei momenti difficili voglio vedere una squadra unita, non si può certo pretendere di essere perfetti ma ho trovato i giocatori molto disponibili, compresi i Nazionali che sono tornati con grandi motivazioni e con voglia di allenarsi. Tutta la squadra aveva un rapporto vero e sincero con Iachini”.

Sui Nazionali: “Arrivando a due giorni dalla gara abbiamo dovuto velocizzare un po’ ma si sono messi subito a disposizione, tramite i filmati hanno capito quella che è la nostra idea di calcio”.

Sulla novità che lo ha colpito di più: “Ho visto subito grande professionalità e molta competenza, ci sono tutte le basi per programmare qualcosa di importante. Barone e Pradè sono molto decisi e determinati nei loro obiettivi”.

Su Pulgar: “E’ un giocatore che mi piace molto, ha delle buone geometrie ed è bravo sui piazzati: ho cercato di coinvolgere tutti in queste settimane ed il fatto di avere giocatori bravi mi permette di variare molti calciatori. In questa fase del campionato i 5 cambi sono fondamentali, perché possono cambiare la partita”.

Sul coraggio da usare domani: “Il coraggio si vede quando si è nell’area di rigore avversaria e sicuramente è importante farlo con un elemento in più. Il coraggio si vede anche in certe zone del campo, dove è difficile gestire il pallone”.

Cosa vorrebbe ritrovare della vecchia Fiorentina: “Questo è un capitolo nuovo, si ricomincia: non si possono ritrovare situazioni simili ma forse vorrei ritrovare la mentalità. Questa squadra deve essere l’orgoglio dei suoi tifosi. Ritrovare questo aspetto sarebbe già un passo importante”.

Sull’attaccante favorito: “Il nostro attaccante deve saper chiudere bene le azioni offensive e in questo la competizione fa bene. Noi però dobbiamo dare continuità alle nostra idee, non possiamo cambiare continuamente. Sceglierò sempre in base alla disponibilità che mi daranno le mie punte”.

Sulle sue emozioni verso la partita di domani: “Spesso nei miei sogni mi sono rivisto con il mio fischietto viola in mano: ho sempre sperato che si potesse realizzare. Adesso sono qua e si ricomincia una nuova storia, spero di essere protagonista come qualche anno fa”.

Sulle parole di Commisso in settimana: “Quando parla un presidente va solo ascoltato, non commentato. Lui spesso ha usato la parola “bugia”, che è una cosa che non sopporta. Io ora parlo da tifoso: il tifoso deve pensare che questa società sta programmando il futuro, sono stati investiti 80 milioni per il centro sportivo e sono state poste le basi per lo stadio. Per questo dico: teniamocelo stretto, dove si trovano in giro persone così. Con Commisso i tifosi possono sognare in grande”.

Su Ribery: “Ho avuto un confronto con lui, so che ha uno spirito vincente: non voglio che diventi solo un riferimento della nostra manovra ma vorrei preservarlo per cui coi tempi giusti voglio vederlo in altre zone del campo. Ho trovato da parte sua grande disponibilità”.

Sul Benevento e la Nazionale italiana: “Il Benevento si batte con determinazione e cattiveria. La squadra di Inzaghi ha delle buone transizioni, attacca la profondità con tanti giocatori per cui noi in campo dobbiamo mettere quello che mette il Benevento. La Nazionale sta facendo un lavoro straordinario con il suo ct: scende in campo sempre per costruire gioco e vuole superare tutti i limiti”

Sulla formazione di domani: “Non voglio dare vantaggi a nessuno per cui prima devo dirla anche ai miei giocatori. Il fortino-Franchi? Firenze merita tanto, la città merita di tornare grande e le premesse ci sono per mettere insieme i primi mattoni. Non si può far nulla da soli”.

Se vedremo novità sul piano tattico: “I cambiamenti vanno fatti con gradualità, io in 10 giorni non posso stravolgere i sistemi di gioco: se ci saranno dei cambiamenti, saranno solo su situazioni di gioco. Gli schemi ormai sono una cosa passata: Lirola e Biraghi sono due giocatori molto bravi e possono giocare in più porzioni del campo, sono bravi anche in fase offensiva”.

Su Callejon: “Ho parlato con lui e lo ritengo un giocatore importante, serve però che abbia una condizione adeguata: lui sta già facendo il suo lavoro, tra 3-4 giorni vedremo quale sarà la migliore strategia per lui. Intanto bisogna che si concentri sul ritrovare la sua condizione fisica”.

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