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Rami Malek: “Ecco come sono riuscito ad impersonare Freddie Mercury” e a trovare l’amore

Lo ricorderà per tutta la vita il 2019, Rami Malek e i motivi sono sotto gli occhi di tutto il mondo.
E’ infatti ancora fresco di forti emozioni il 37enne attore di origini egiziane che ha sbancato tutti i botteghini interpretando Freddie Mercury nel film che ne ha celebrato la caratura artistica, sino a ricevere il premio più ambito, l’Oscar anticipato lo scorso mese da un altro premio, il Golden Globe Award come ‘Miglior attore in un film drammatico’. Un altro atteso appuntamento per cinema e tv che generalmente anticipa poi la consegna di alcune statuette nella notte più attesa nel mondo del cinema.

Tagliare il traguardo della conclusione delle riprese di “Bohemian Rapsody” però, non è stato facile. Il biopic ha avuto una gestazione lunghissima, 7 anni. Un numero che simbolicamente racchiude molti significati, non ultimo quello di rappresentare un ciclo lunare e per la numerologia rappresenta i poteri attivi (attrazione, formazione, repulsione, sussistenza, nutrizione, digestione, crescita).
Svariati i motivi per cui la lavorazione del film ha richiesto tanto tempo, inframezzato anche da pause più o meno lunghe. Saltati in corso d’opera il regista; a Bryan Singer è subentrato Dexter Fletcher e su tutti il deciso cambio dell’attore protagonista che inizialmente sarebbe dovuto essere Sasha Baron Cohen. Ha lasciato il ruolo, lui stesso. L’attore, noto per “Borat” infatti ha rivelato il vivo disaccordo tra lui e i membri dei Queen su tutto il lavoro. Convivenza perciò impossibile.

Scartato anche Adam Lambert, il cantante che attualmente si esibisce con la band perché, a detta di lui stesso, ha una voce diversa da Freddy, il leader carismatico dei Queen e per nessuna rassomiglianza fisica.
E’ quindi il momento fortunato di Ramik, anzi, è giusto utilizzare le maiuscole, il Momento Fortunato per lui, che arrivava da una serie di ruoli poco appariscenti e spesso in piccole produzioni. E’ entrato nella parte in punta di piedi e in un video ha spiegato come e, soprattutto, chi è stato determinante affinché la sua fosse un performance da Oscar! E’ proprio il caso di dirlo.

A onor di cronaca Polly Bennet, chiamata ad istruire Ramik su Freddy, arruolata dalla produzione, è una movement coach e anche per lei, come ha confessato, è stata un’occasione entusiasmante.
Riguardiamo qualche frame del film

E per Ramik, un po’ come la Legge di Murphy al contrario, se le cose devono andare bene, andranno meglio!
Il set, oltre a regalargli la fama, è stato galeotto, perché gli ha regalato anche l’Amore. E’ durante la lavorazione del film infatti che ha conosciuto Lucy Boynton, 24 anni, la giovane attrice interprete di Mary Austin, la fidanzata di Freddie Mercury, l’unico amore femminile che lo ha accompagnato lungo tutto la sua breve vita, sino alla fine.
Ed è a Lucy Boyton che ha dedicato, dal maestoso palco del Dolby Theatre a Los Angeles, una parte dei suoi ringraziamenti:
“Non sei solo un’attrice incredibilmente talentuosa – ha detto – ma mi hai rubato il cuore. Grazie”.

I rumors sulla loro love story circolavano già prima dell’uscita del film, ma la coppia è sempre stata molto riservata. La prima apparizione pubblica è avvenuta lo scorso mese proprio in occasione dei Golden Globe. E ricevendo il famoso ‘mappamondo d’oro’ ha detto: “Sei stata la mia alleata, la mia confidente, il mio amore”.

Rami Malek e Lucy Boyton

Ed ora un paio di curiosità su Ramik: la prima riguarda i denti posticci con cui ha dovuto convivere dal 2017, quando ha iniziato a vestire i panni della star. L’attore ha dovuto portare una dentiera per interpretare al meglio il frontman dei Queen. E una volta concluse, se n’era talmente affezionato, da decidere di ricoprirli in oro massiccio… in una sorta di reliquia.
Inoltre, incredibile, ma vero Ramik non è presente su alcun social network. Come ha spiegato, non è interessato a spendere così il suo tempo.

Decisamente sotto l’egida dei Queen la notte degli Oscar, quest’anno, che ha voluto omaggiare una volta di più Freddy Mercury e i Queen. E così la band ha inaugurato la 91esima cerimonia degli Oscar eseguendo per primo l’amatissimo brano We Will Rock You. Uno spettacolo mozzafiato che desidero riproporvi:

Infine, ciliegina sulla torta, i Queen sono risultati essere il miglior gruppo degli anni ’70, davanti agli Abba, ai Fleetwood Mac, ai Pink Floyd, ai Bee Gees e ai Led Zeppelin. I Rolling Stones, invece, si devono accontentare solo di una posizione in retroguardia. Quale miglior pezzo firmato Queen, se non “We are the Champions” per commentare questo risultato?

Patrizia Santini

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