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    Giovanni Allevi

    Giovanni Allevi è un giovane compositore contemporaneo, pianista e direttore d’orchestra, figlio di un clarinettista e di una cantante lirica.
    All’età di cinque anni, il padre gli impedisce di entrare in contatto con la musica, chiudendogli a chiave il pianoforte che era a casa. Ma lui scopre dove è nascosta la chiave, e fino all’età di 10 anni suona in segreto, imparando per conto suo le scale e gli accordi.
    Dopo aver affrontato lo studio accademico del pianoforte, concluso nel 1990 col Diploma col massimo dei voti al Conservatorio di Perugia, fa il suo primo concerto di musica classica a Napoli, in una sala completamente vuota, davanti un pubblico di 5 persone. “Fu il concerto più importante: quella notte capii che la musica sarebbe stata la mia vita!”
    Decide allora di intraprendere il decennale studio della Composizione, ed intanto si iscrive alla Facoltà di Filosofia, all’Università degli Studi di Macerata, dove si laurea con Lode discutendo una tesi dal titolo: “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”, essendo l’astrofisica tra le sue grandi passioni oltre la musica. Gli anni finali del corso di Composizione al Conservatorio Verdi di Milano sono duri: entra, infatti, in conflitto con quell’avanguardia che vede nella sperimentazione estrema l’unica strada possibile. Giovanni insegue invece il sogno di riportare la musica classica a contatto con la gente, grazie ad un rinnovamento creativo del linguaggio, restando fedeli alle forme della tradizione. A Milano vive per tre anni in uno stato di indigenza e disordine, in un piccolo monolocale. Per pagarsi gli studi al conservatorio lavora come cameriere, ma passa la maggior parte del tempo a comporre musica per pianoforte, pur non avendo lo strumento a casa. Dopo il Diploma in Composizione, ottenuto col massimo dei voti nel 2001, inizia un’attività concertistica internazionale, che lo vede debuttare al Blue Note di New York con un doppio sold-out. Ha intanto pubblicato tre album di proprie composizioni per pianoforte, che all’inizio passano del tutto inosservate. Dopo i concerti di New York, nel 2005 è invitato a svolgere una tournée in Oriente, al ritorno dalla quale, a Milano viene colto da un violento attacco di panico.
    Sull’ambulanza che lo porta al Policlinico, inizia a comporre la musica del brano “Panic”, che sarà inserito del nuovo album Joy (2006): “il mio inno alla vita”. Il successo di “Joy” in Italia è clamoroso. L’album ottiene tre dischi di platino, e Giovanni Allevi entra nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni.
    Da quel momento continua instancabile la pubblicazione dei suoi album, nei quali affronta anche le forme sinfoniche, (Evolution – 2008), per realizzare il suo progetto di un rinnovamento della musica colta. Nei suoi concerti indossa soltanto Jeans, T-shirt e snakers, non per rinnovare il look del musicista classico, ma perché “la musica è l’essenziale, tutto il resto è superfluo”. I giovani affollano i suoi concerti, emozionati da una musica nuova che ha le proprie radici nella tradizione classica, vicina però alla sensibilità dei nostri giorni. La tensione col mondo accademico inizia a crescere.
    E’ invitato, durante le Olimpiadi di Pechino, a dirigere la propria musica alla guida della China Philarmonic Orchestra, all’Auditorium della Città Proibita.
    Ma al ritorno in Italia, davanti al Teatro di Livorno, dove Giovanni sta per tenere un concerto di pianoforte, un sit in organizzato impedisce al pubblico di entrare. Sia nei conservatori, che nelle università e sul web, infiamma la discussione sulla definizione di musica classica, e sul concetto stesso di cultura.
    Conteso dai media, Giovanni preferisce restare in disparte, per potersi concentrare esclusivamente sulla composizione musicale.
    Nel dicembre del 2008 è invitato a dirigere la propria musica sinfonica nel Concerto in Eurovisione, dall’Aula del Senato della Repubblica Italiana.
    La reazione del mondo accademico non si fa attendere: un noto ed anziano violinista, molto stimato nell’ambiente conservatore, attraverso una feroce intervista, dà inizio all’ostracismo mediatico di Giovanni Allevi, con l’obiettivo di distruggerne la reputazione.
    Ma la gente è con lui, poiché incarna il sogno di un rinnovamento della cultura che non era mai stato così sentito.
    Nonostante le critiche Giovanni Allevi affronta il suo concerto sinfonico all’Arena di Verona, davanti un pubblico di 12mila persone, ed uno storico concerto di pianoforte solo in Piazza del Duomo a Milano, circondato da una folla di 50mila persone, evento mai verificatosi in Italia prima di allora.
    La stabilità mentale del compositore inizia a vacillare: “è questa dicotomia, tra consenso e critica, tra aspettative e libertà, che mi devasta l’anima”.
    Giovanni Allevi, ossessionato dalle critiche, amplificate anche dall’anonima arroganza del web, cade in una profonda depressione, e per quattro anni non scrive più una nota. “Ero diventato il peggior critico di me stesso”.
    Alterna le sue apparizioni ed i concerti dell’Alien World Tour, a lunghi periodi in isolamento e di psicoterapia. Nonostante abbia smesso di comporre, accetta comunque di recarsi in Giappone per una nuova tournée nel 2011. Al risveglio da un sogno convulso, durante il viaggio aereo che lo conduce ad Osaka, si accorge di avere in testa una melodia per violino e orchestra. In una camera dell’Albergo S. Regis di Osaka, a partire da quella melodia, Giovanni compone di getto il primo movimento del suo Concerto in Fa minore per Violino e Orchestra. Dopo 4 anni di silenzio la musica torna ad invadere la sua mente e, al ritorno in Italia, ne compone il secondo e il terzo movimento.
    Il Concerto per Violino viene eseguito per la prima volta nel 2012 al teatro Carlo Felice di Genova, la città di Paganini, dal virtuoso violinista polacco Mariusz Patyra, con l’orchestra diretta dallo stesso compositore. E’ un grande successo di pubblico, accolto con lo stesso entusiasmo finalmente anche dalla critica, che inizia ad abbandonare ogni riserva. Il Concerto in Fa minore, inserito nell’album sinfonico “Sunrise”, verrà più volte eseguito da giovani talenti del violino, vincitori delle maggiori competizioni internazionali: il Paganini e il Tchaikowsky.
    Giovanni Allevi riprende a pieno ritmo a comporre musica e a fare tournée all’estero, con uno spirito nuovo e rivoluzionario, dedicando le sue energie anche al sostegno dell’Ospedale dei bambini “Buzzi” di Milano, alla Onlus Save the Children, di cui diviene Ambassador, e agli incontri con i giovani nelle università, dove afferma più volte:
    “La musica colta è diventata espressione di una volontà di potere, e invece deve tornare ad essere Amore, un dono!”
    “Non bisogna aver paura di rompere le regole, quando è il cuore a chiederlo!”
    Pur essendo molto seguito sui social, si definisce “a-social”, e nonostante sia ormai una star, evita la vita mondana, scrive la sua musica al supermercato o in metropolitana. Innumerevoli sono le tesi di laurea a lui dedicate, mentre da oltre oceano arriva un grande ed inaspettato riconoscimento: l’Agenzia Spaziale Americana NASA dedica un asteroide a Giovanni Allevi.
    Nel 2015 pubblica l’album di piano solo “Love” e dal palco della Cadogan Hall di Londra intraprende un tour prima in Europa, poi nel sud est asiatico ed in Giappone, paese in cui è più volte invitato, e di cui diventa un profondo conoscitore. “Del Giappone amo l’affascinante tradizione, e la straordinaria capacità di guardare al futuro. Così deve essere la musica contemporanea!”.
    Ormai in rotta di collisione con il minimalismo dilagante e di moda, Giovanni Allevi dirige a Milano in prima assoluta la sua Cantata Sacra “Sotto lo stesso cielo”, opera per coro polifonico, orchestra sinfonica e quattro solisti, in cui il contrappunto rinascimentale si unisce ai ritmi contemporanei e alle scale pentafoniche cinesi; come se la volta celeste abbracciasse in un arco simbolico, oriente ed occidente, in un messaggio di pace, rispetto per la diversità ed incanto per la natura.
    Negli ultimi tour Giovanni Allevi è affiancato dall’Orchestra Sinfonica Italiana, una formazione nuova, fatta di giovani musicisti provenienti dalle più importanti e storiche istituzioni di Italia, come l’Orchestra alla Scala di Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova: una “nazionale di calcio” delle orchestre. Il rapporto con i musicisti è speciale ed informale: “Conoscono la mia musica nota per nota, durante le prove ci diamo del tu, ridiamo e scherziamo, ma sul palco o in studio di registrazione sono una macchina da guerra!”
    Dal 2016 passa lunghi periodi dell’anno in un’isola dell’Oceano Atlantico, dove, nell’anonimato, si dedica alla corsa e alla meditazione, intento a recuperare le forze e l’equilibrio mentale, intento a rimandare almeno di quattro anni il prossimo progetto musicale.
    Ma nel 2017 avviene l’incontro fortuito con il pianista classico americano Jeffrey Biegel, grande interprete di Liszt e Rachmaninov, stretto collaboratore di Leonard Bernstein e Keith Emerson.
    All’invito di scrivere “qualcosa” per lui, Giovanni Allevi risponde componendo di getto il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1: “Biegel è un’interprete dotato di un grande cuore ed una tecnica trascendentale. Ho composto il concerto a lui dedicato, senza pormi alcun limite”.
    Il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1 è eseguito in prima mondiale nell’agosto del 2017 allo SKyPAC (Kentucky USA) da Jeffrey Biegel al pianoforte, accompagnato dall’Orchestra Kentucky, diretta dal maestro Jeff Reed. Il concerto ottiene un immediato successo di pubblico che accoglie la prima esecuzione con grande entusiasmo. “Il Concerto per pianoforte e orchestra di Allevi rappresenterà un punto di riferimento per le nuove generazioni di pianisti”, afferma Biegel all’indomani della prima esecuzione.

    JEFFREY BIEGEL
    Jeffrey Biegel, considerato l’artista più prolifico della sua generazione, ha ricevuto dal Moravian College di Bethlehem, Pennsylvania, la Laurea ad Honorem di Dottore in Scienze Umanistiche. In agosto 2017, Jeffrey Biegel si esibisce con la Prima Mondiale del ‘Concerto per Piano e Orchestra’ di Giovanni Allevi con l’Orchestra Kentucky al Teatro dal Verme di Milano. Leonard Bernstein ha detto del pianista Jeffrey Biegel: “Suona Liszt in modo fantastico. È uno splendido musicista e un performer brillante”.

    ORCHESTRA SINFONICA ITALIANA
    L’Orchestra Sinfonica Italiana nasce dalla fusione delle esperienze classiche e liriche di alcuni tra i migliori professori d’orchestra italiani provenienti da importanti teatri nazionali. L’Orchestra Sinfonica Italiana dimostra una straordinaria versatilità e conoscenza dei linguaggi sia del repertorio classico che di quello contemporaneo, e sotto la guida del M° G. Allevi dal 2009 ad oggi ha realizzato numerose tournées, portando in scena composizioni originali in prima esecuzione mondiale.










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