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Un videogioco potrebbe aiutare a ricostruire Notre Dame

Come tutti sanno, il 15 aprile un violento incendio ha colpito duramente la cattedrale di Notre Dame a Parigi, facendo crollare la copertura della navata, oltre alla guglia centrale. Attualmente è rimasta intatta solo la struttura portante e l’obiettivo attuale è di ricostruire il monumento più visitato d’Europa il prima possibile, desiderio espresso anche dal presidente francese Emmanuel Macron.

La ricostruzione però potrebbe impiegare decenni, vista la complessità della struttura, costruita nel corso di oltre 180 anni, e dei danni riportati, ma potrebbe arrivare un aiuto da un videogioco: Assassin’s Creed.

La serie di videogiochi di casa Ubisoft è famosa per aver ambientato le proprie avventure in diverse epoche e luoghi del mondo, tra cui Parigi durante la Rivoluzione francese. La particolarità di questo videogioco è di poter esplorare i diversi scenari, scalando e arrampicandosi su edifici e monumenti storici ricostruiti alla perfezione.

Assassin’s Creed: Unity, titolo del 2014, presenta un modello molto accurato di Notre Dame. I designer della software house hanno lavorato per due anni per realizzare un modello 3D verosimile della cattedrale, inserendo molti particolari come guglie e ristrutturazioni introdotti nell’ottocento e che non erano presenti nel 1789, anno della Rivoluzione francese. Tanto che alcuni giocatori, in queste ore, stanno omaggiando la cattedrale con le immagini delle loro avventure tratte dal videogame.

Utilizzare i modelli del videogioco potrebbe aiutare la ricostruzione, con l’aiuto di Andrew Tallon (scomparso recentemente), che nel 2015 aveva completato la mappatura della cattedrale con misurazioni estremamente precise. “Se ho lavorato correttamente la scansione è accurata con uno scarto di cinque millimetri” aveva dichiarato lo studioso al National Geographic.

In meno di 24 ore sono già stati raccolti più di 600 milioni di fondi per la ricostruzione della cattedrale divorata dalle fiamme. L’iniziativa è stata lanciata dalla Fondation du patrimoine francese e hanno risposto all’appello la famiglia Pinault, alla guida del colosso del lusso Kering, Arnault, Bettencourt Meyers e colossi come L’Oreal.

Da quanto viene riferito dai media francesi, pare che la cattedrale non fosse assicurata, in quanto lo Stato è assicuratore di sé stesso per gli edifici religiosi di cui è proprietario, come Notre Dame. Quindi, gran parte dei costi di restauro, sarò a carico delle spese pubbliche.
“Lo Stato farà quello che serve”, ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester.

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