Domani, mercoledì 12 agosto, il cielo offrirà uno spettacolo “doppio” davvero eccezionale: l’eclissi parziale di Sole e, poche ore dopo, il picco delle Perseidi, le celebri “stelle cadenti”. Si tratta di due grandi eventi astronomici nello stesso giorno. In Italia si potrà vedere l’eclissi a partire dalle 19.30 circa e sarà particolarmente suggestiva, con una copertura del 93% del sole che lascerà fuori solo una “buccia” molto piccola e visibile.
Attenzione però ai rischi per la vista, che non sono affatto da sottovalutare: la cosa principale è non guardare mai direttamente il Sole, anche se l’ora è quella del tramonto e sembra che non sia così forte. In realtà bisogna stare molto attenti perché i danni alla retina potrebbero essere importanti anche se il Sole è molto basso sull’orizzonte. Per poter osservare in sicurezza l’eclissi si possono acquistare gli appositi occhiali, ma bisogna controllare che siano certificati ISO.
La notte del 12 agosto sarà inoltre ideale per andare a caccia di stelle cadenti. Sebbene l’associazione con la notte di San Lorenzo, quella del 10 agosto, sia ormai radicata nella nostra tradizione, dal punto di vista astronomico il fenomeno non raggiunge il suo picco massimo in quella data, bensì tra la notte del 12 e quella del 13 agosto. E per chi se le dovesse perdere, c’è comunque tempo fino alla fine di agosto.
Per aumentare le possibilità di avvistamento delle cosiddette stelle cadenti non servono telescopi o binocoli, lo si può fare anche a occhio nudo, ma occorre trovare un luogo con il cielo il più possibile buio. E’ quindi consigliato allontanarsi dalle luci della città, scegliere punti panoramici con l’orizzonte libero, lasciare agli occhi almeno 20 minuti per adattarsi al buio, evitare di guardare continuamente lo smartphone, che riduce l’adattamento della vista, portare una coperta o una sedia reclinabile per osservare il cielo in modo confortevole. Il momento migliore resta generalmente tra la mezzanotte e le prime luci dell’alba, quando la costellazione di Perseo, da cui le meteore sembrano provenire, è più alta nel cielo.
Il fenomeno noto come “stelle cadenti” non ha nulla a che fare con le stelle vere e proprie, ma riguarda un processo di tipo detritico e atmosferico. Durante la sua orbita attorno al Sole, la cometa Swift-Tuttle rilascia polveri, piccoli frammenti e granelli di roccia. Questi residui rimangono disseminati lungo la scia percorsa dalla cometa. Ogni anno, a metà agosto, la Terra attraversa questa nube di detriti. Quando i piccoli frammenti entrano nell’atmosfera terrestre, l’attrito con l’aria provoca un intenso surriscaldamento: il frammento roccioso e i gas circostanti si ionizzano, rendendo l’aria incandescente e la scia luminosa che osserviamo (la “stella cadente”) è il risultato visibile di questo processo di vaporizzazione dei detriti. Si chiamano “Perseidi” perchè il radiante, punto dal quale provengono, appare situato all’interno della costellazione del Perseo. (fotografia generata con AI-Firefly)











