
La Carrarese cade al Dei Marmi, sconfitta 1-0 dal Benevento al termine di una gara nella quale gli azzurri hanno creato ma non sono riusciti a concretizzare. A decidere il match è stato un eurogol di Prisco, una giocata di grande qualità che ha condannato la squadra di Gabriele Cioffi.
Una serata amara anche per il tecnico azzurro, che si è presentato in sala stampa con oltre un’ora di ritardo rispetto al termine della partita. Un’attesa insolita, che ha fatto inevitabilmente aumentare l’incertezza sulla presenza dell’allenatore davanti ai giornalisti.
Quando finalmente Cioffi si è presentato, ha parlato soprattutto della prestazione e della crescita della squadra, pur riconoscendo la pesantezza del risultato.
«Sono mortificato e frustrato per l’ambiente Carrarese, perché questa gente ha risposto presente anche oggi all’appello e ci ha supportato encomiabilmente per tutto l’arco dei novanta minuti. Il più grande rammarico di oggi è per loro».
Il tecnico ha poi difeso il percorso della squadra: «Personalmente provo tanta amarezza, ma continuo a vedere una squadra in costante crescita, che lavora duramente e si sta impegnando molto per arrivare anche ai risultati».
Cioffi ha sottolineato anche la reazione dopo il gol del Benevento: «La squadra ha reagito, dimostrando quanto volesse provare in ogni modo a cambiare l’inerzia del match. Non siamo stati però in grado di finalizzare quanto creato e su questo dobbiamo crescere».
Secondo l’allenatore, il problema principale resta dunque legato ai risultati: «Credo che la squadra stia venendo meno solo in termini di risultati, ma non penso che questo gruppo sia in difficoltà per quanto riguarda prestazioni o idee. Eccetto la sfida con l’Empoli, continuo a osservare continui miglioramenti».
Cioffi ha infine parlato della sostituzione di Schiavi, costretto ad abbandonare il campo per un problema fisico: «È stata una scelta obbligata, perché il ragazzo ha subito un infortunio. Ancora non so dirvi quale sia l’entità del problema».
La sconfitta, però, lascia la Carrarese ancora a mani vuote. Al di là delle valutazioni sulla crescita della squadra, il dato che pesa resta quello dei risultati: gli azzurri dovranno ora trasformare le buone prestazioni in punti.









