
Le parole di Gabriele Cioffi nel post partita di Catanzaro sono comprensibili. Un allenatore deve difendere il proprio gruppo, soprattutto dopo una gara nella quale, al di là del risultato, la Carrarese ha avuto le proprie occasioni e ha pagato anche episodi sfortunati. Il doppio palo colpito da Marconi è certamente un’immagine che fotografa bene una serata nella quale alla Carrarese è mancato anche quel pizzico di fortuna necessario per portare a casa un risultato positivo.
Ma se è giusto guardare alla prestazione, è altrettanto giusto guardare alla classifica. E quella, oggi, racconta una storia decisamente più preoccupante.
La Carrarese è ultima, ha il peggior attacco del campionato e ha segnato appena due gol nelle prime quattro giornate, subendone cinque. Numeri che non possono essere ignorati e che, soprattutto dopo la sconfitta di Catanzaro, impongono una riflessione più profonda.
Il primo elemento sul quale mi soffermerei è il mercato. Quella della Carrarese è stata una costruzione della rosa arrivata tardissimo, con moltissime operazioni concentrate negli ultimi giorni e, in alcuni casi, nelle ultime ore della sessione. Il problema di un mercato così tardivo non è soltanto quello di avere meno tempo per inserire i nuovi giocatori nei meccanismi tattici: significa anche ritrovarsi con calciatori che arrivano senza una condizione fisica ottimale e che hanno bisogno di tempo per raggiungere il livello di rendimento che ci si aspetta da loro.
E questo tempo, in Serie B, non sempre viene concesso.
È probabilmente questo uno dei motivi per cui oggi sarebbe sbagliato emettere sentenze definitive sul valore della squadra. La Carrarese ha giocatori che possono sicuramente offrire molto di più rispetto a quanto visto nelle prime giornate. Ma proprio per questo diventa fondamentale capire quanto tempo servirà per vedere la squadra nella sua versione migliore.
Il problema, però, non riguarda soltanto il mercato.
C’è un altro aspetto che personalmente faccio fatica a comprendere: la tendenza di Cioffi a modificare radicalmente la posizione di alcuni giocatori.
L’esperimento di Reale impiegato da interno, bisogna riconoscerlo, ha avuto anche risultati interessanti. Ma adesso vedere Parlanti utilizzato da esterno mi lascia parecchie perplessità. Un conto è adattare un giocatore in una determinata situazione di partita, un altro è trasformare sistematicamente il ruolo di un calciatore.
È una scelta che può anche pagare, naturalmente. Ma comporta dei rischi, soprattutto in una squadra che sta ancora cercando una propria identità.
E proprio qui arriva la domanda: perché complicare ulteriormente una situazione che avrebbe bisogno soprattutto di certezze?
Non stiamo parlando di un allenatore che ha a disposizione una rosa costruita da anni e meccanismi consolidati. Cioffi stesso sottolinea come il gruppo lavori insieme da poco e come ci siano ancora molti meccanismi da oliare. Proprio per questo, a mio avviso, sarebbe preferibile partire dalle caratteristiche naturali dei giocatori, costruendo intorno a quelle un sistema riconoscibile e facilmente assimilabile.
Perché oggi la Carrarese ha bisogno soprattutto di questo: certezze.
La sconfitta di Catanzaro, inoltre, non può essere archiviata soltanto come una partita persa in maniera “bugiarda”. È vero che la prestazione può essere stata migliore del risultato. È vero che il doppio palo avrebbe potuto cambiare la partita. Ma il calcio, alla fine, si misura anche attraverso i punti e i gol.
E la Carrarese oggi ha soltanto un punto.
Ancora più significativo è il fatto che siano arrivate sconfitte contro Empoli e Catanzaro, due squadre che, almeno sulla carta, sono tra quelle destinate a giocarsi la permanenza in Serie B. Non sono quindi necessariamente le partite nelle quali ci si aspetta di dominare, ma sono proprio gli scontri diretti o comunque le sfide contro avversarie dello stesso livello che dovrebbero fornire indicazioni importanti sul reale valore della squadra.
A questo si aggiunge il momento del Catanzaro. La squadra calabrese, per quanto mostrato in questo avvio di campionato, non sembra certamente una delle formazioni più brillanti della categoria. E perdere una partita del genere, soprattutto dopo la sconfitta interna contro l’Empoli, rende il bilancio ancora più pesante.
Per questo considero quella di Catanzaro una sconfitta grave e soprattutto preoccupante.
Non perché la Carrarese sia necessariamente una squadra destinata alla retrocessione. Sarebbe una conclusione affrettata dopo appena quattro giornate. E nemmeno perché il lavoro di Cioffi debba essere messo in discussione oggi.
Ma perché i segnali da correggere sono già diversi.
Il mercato tardivo ha inevitabilmente complicato il lavoro dell’allenatore. I nuovi arrivati devono ancora raggiungere la migliore condizione. I meccanismi devono essere assimilati. E proprio per questo servirebbe adesso una gestione il più possibile semplice e lineare, senza aggiungere ulteriori difficoltà attraverso esperimenti tattici che possono funzionare, ma che possono anche creare più confusione che vantaggi.
Cioffi chiede tempo e fiducia. È una richiesta legittima.
Ma tempo e fiducia devono essere accompagnati da una crescita concreta.
Perché la classifica non aspetta, e soprattutto la Serie B non aspetta.
La Carrarese ha ancora tutto il tempo per cambiare il proprio campionato. Ma dopo quattro giornate è arrivato il momento di trasformare le buone prestazioni, gli episodi sfortunati e le potenzialità ancora inespresse in qualcosa di concreto.
I punti.
E soprattutto i gol.









