Home Magazine Giorni di vinile 11 Febbraio 2012, a soli 48 anni muore Whitney Houston, The Voice

11 Febbraio 2012, a soli 48 anni muore Whitney Houston, The Voice

“The Voice”, proprio come il soprannome che le aveva attribuito Oprah Winfrey.

Withney rimane un’icona nel firmamento musicale internazionale. Anche se oggi è un termine molto abusato, forse è l’unico in grado di  dare immediatezza alla figura dell’artista che è stata e di ciò che ha saputo regalare al suo immenso pubblico. Senza dimenticare che non è stata solo un’interprete musicale, ma anche attrice e produttrice cinematografica e la sua prematura scomparsa ha scosso profondamente tutti. Un’amarezza che si è amplificata dalle modalità del decesso: annegamento accidentale nella vasca da bagno, così è stata identificata la causa, in seguito ad un’eccessiva assunzione di sostanze stupefacenti combinata all’arteriosclerosi.

Ad allertare parenti ed amici quella mattina dell’11 luglio 2012 fu l’ex marito Bobby Brown allarmato da un suo ritardo. Whitney si trovava nella Suite 434 del Beverly Hilton Hotel a Los Angeles e a nulla servirono i tentativi di rianimazione effettuati dall’equipe di paramedici chiamati ad intervenire.

Ad omaggiarla con la sua interpretazione Giorgia dal palco dell’Ariston il 5 febbraio scorso come super ospite della 69esima edizione del Festival, esibendosi in “I Will Always Love You”. Una performance che ha emozionato il pubblico, ma che alle spalle ha avuto una lunga e impegnativa gestazione, complicata da una forte emotività legata al brano e naturalmente alla sua originale interprete. A raccontarne è stata la stessa Giorgia in più occasioni

Ricordiamo ora tutto il suo valore, da regina incontrastata delle classifiche mondiali, un serie infinita di riconoscimenti e premi che leggo e riporto testualmente:

È stata una delle donne di maggior successo discografico, la quarta donna per numero di vendite negli Stati Uniti, con circa 55 milioni di dischi. Le sue vendite complessive di album e singoli sono di 200 milioni di copie. Tra gli altri record, detiene anche il primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo insieme a Michael Jackson, e nel 2006 il Guinnes dei Primati l’ha dichiarata “l’artista più premiata e famosa di tutti i tempi“.

L’artista ha vinto 6 Grammy Award e detiene il record di American Music Award, avendone ricevuti ben 22. Nel 2012 il Guinness dei Primati ha citato nuovamente la cantante come la prima e unica artista ad avere 12 brani contemporaneamente nella U.K. chart, il che risulta un altro primato mondiale. Whitney Houston è stata inserita alla 34ª posizione nella lista dei 100 cantanti più grandi di tutti i tempi della rivista Rolling Stone”

Dopo tutto questo di certo non poteva mancare una sorta di biopic, un docufilm, che finalmente è arrivato nel 2017 firmato da Nick Broomfield, regista inglese noto anche per aver firmato il documentario “Kurt & Courtney”, dedicato alla vita di Kurt Cobain e Courtney Love. “Whitney: Can I Be Me” è stato distribuito in Italia come evento speciale.

Di certo l’incontro con il cantante R&B, Bobby Brown avvenuto nel 1989 ha inciso fortemente sulla vita di Whitney, come eventi e cronaca hanno testimoniato. Un vortice ‘distruttivo’ ha avuto ripercussioni da subito sulle sue vicende non solo personali, ma anche musicali, e nel tempo, anche oltre il loro divorzio avvenuto nel settembre del 2006 dopo 14 anni di matrimonio. Infatti dal 2004 al 2006 la sua carriera artistica subisce un arresto a causa di gravi problemi familiari.

Nel 2007 torna finalmente alla musica firmando un contratto con il suo discografico di sempre, Clive Davis, lo stesso che lei ringrazierà commossa l’anno dopo, nel 2008. L’8 febbraio in occasione dei Grammy fu una straordinaria apparizione che le valse un’emozionante standing ovation. Da quel palco oltre a ringraziare il suo produttore, premio una ancor più emozionata Jennifer Hudson come ‘Miglior Album R&B”

Un binomio che si ricompose il 1° febbraio 2010 quando a Whitney fu consegnato l’ “Entertainer Honor Award” ai Bet Honors. In quell’occasione a omaggiarla proprio Jennifer Hudson che interpretò “I Will Always Love You”, considerata la perla nella discografia della Houston, un’interpretazione magistrale davanti alla quale difficilmente “l’allievo ha superato mai il maestro

La sua ultima apparizione avvenne il 9 febbraio 2012, ad appena tre giorni dalla tragica morte. Si esibì a Hollywood in duetto con Kelly Price interpretando “Jesus Love Me”, un brano dal titolo emblematico.

Il 18 febbraio 2012 si celebrarono le esequie nella stessa chiesa battista di Newark, nello stato del New Jersey, dove Whitney aveva iniziato a cantare nel coro gospel. Presenti alla cerimonia 1.500 persone tra cui tantissime celebrità. L’artista è sepolta nel cimitero di Westfield accanto al padre, John Russel Houston.

Solo tre anni dopo, il 26 luglio 2015 morì nello stesso modo anche la figlia che ebbe da Bobby Brown, Bobby Christina

Patrizia Santini

 

Whitney Houston e sua figlia e Bobby Christina. New York Central Park, 1° Settembre 2009

 

 

 

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