Ogni anno in Italia i Vigili del Fuoco effettuano oltre 200mila interventi per incendi ed esplosioni. Le abitazioni rappresentano il contesto più frequentemente coinvolto e, soprattutto, quello più pericoloso: oltre il 60% delle vittime di incendio si registra proprio in ambito domestico.
Questo dato evidenzia come la casa, pur essendo percepita come un luogo sicuro, sia in realtà uno degli ambienti a maggior rischio in caso di incendio, soprattutto a causa della presenza diffusa di materiali combustibili e della possibilità di inalazione di fumi tossici.
Statisticamente, oltre la metà degli incendi (o dei principi di incendio) ha origine da cause elettriche, spesso riconducibili all’utilizzo di elettrodomestici, a cortocircuiti o a malfunzionamenti dell’impianto elettrico. Una quota significativa è inoltre associata a problematiche legate alle canne fumarie e all’uso di dispositivi di cottura alimentati a gas, mentre la restante parte è imputabile a cause varie o non accertate.
Anche i dispositivi alimentati da batterie ricaricabili possono costituire una possibile fonte di innesco, in particolare durante la fase di ricarica, quando risultano collegati alla rete elettrica o a dispositivi di alimentazione ausiliari (power bank).
Un incendio all’interno di un’abitazione può evolvere in modo altamente distruttivo, raggiungendo il punto di flash-over, cui segue l’incendio generalizzato di tutto il materiale combustibile presente. In altri casi può rimanere confinato nel locale in cui si è sviluppato fino ad auto estinguersi.
La discriminante sull’andamento dell’evento distruttivo dipende da alcune caratteristiche:
– quantità di combustibile;
– tipo di combustibile;
– aereazione dei locali;
– compartimentazione dei locali.
Naturalmente, qualora un incendio si sviluppi in un ambiente caratterizzato da un basso carico d’incendio, con presenza limitata di materiali combustibili e arredi in legno massello, la probabilità di una rapida propagazione risulta ridotta, così come la produzione di fumi e gas nocivi.
Al contrario, ambienti con elevato carico d’incendio, caratterizzati dalla presenza di materiali combustibili quali arredi imbottiti, pannelli in legno truciolare, colle e materie plastiche, determinano, in caso di incendio, una significativa produzione di fumi e gas altamente tossici e infiammabili.
Tali condizioni favoriscono una rapida propagazione dell’incendio agli ambienti limitrofi e il possibile raggiungimento della fase di flashover in tempi brevi.
L’aerazione dei locali gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di un incendio. Oggi, grazie a infissi sempre più performanti e a sistemi di riscaldamento e raffrescamento evoluti, le abitazioni sono molto più “sigillate” rispetto al passato e la ventilazione naturale si è ridotta notevolmente.
In queste condizioni, l’incendio può rallentare la sua velocità di propagazione che, se da un lato evita un maggior coinvolgimento della struttura, dall’altro comporta comunque la formazione di grandi quantità di fumi caldi e gas tossici, estremamente pericolosi per chi si trova all’interno.
Il rischio maggiore si presenta nel cosiddetto backdraft (ritorno di fiamma): se un ambiente chiuso, saturo di fumi e gas infiammabili, riceve improvvisamente aria dall’esterno, ad esempio aprendo una porta o una finestra, può verificarsi un’accensione violenta della miscela, con effetti simili a un’esplosione.
MISURE DI PREVENZIONE:
1. verificare che gli impianti elettrici siano realizzati a regola d’arte e che sia presente dichiarazione di conformità;
2. lo stesso vale per gli impianti di adduzione e utilizzo di gas infiammabili (metano o gpl);
3. verificare che i camini e gli altri impianti a combustibile solido (legna, pellet, cippato, ecc) siano montati a regola d’arte con particolare attenzione al montaggio delle canne fumarie e soprattutto in caso di presenza di tetti in legno o peggio ancora tetti ventilati;
4. non lasciare MAI in carica bici o monopattini elettrici dentro casa, qualora sia l’unico posto possibile, caricare sempre quando si è presenti e possibilmente in stanze ventilate e con poco materiale infiammabile;
5. non lasciare in carica cellulari o tablet di notte, se proprio non se ne può fare a meno, tenerli comunque a portata di mano e comunque non appoggiarli MAI in carica su materiale infiammabile (cuscini, materassi, divani imbottiti, poltrone, ecc);
6. in caso di uso di candele posizionarle in contenitori che non bruciano e in posizione distante da materiale combustibile;
7. non uscire di casa lasciando sul piano cottura pentole con il fuoco acceso.
MISURE DI PROTEZIONE:
1. se il fuoco è nella fase iniziale e valgono tutte le seguenti condizioni:
– è di modeste dimensioni (interessa un cestino, un cuscino, un pentolino);
– l’aria è sicuramente respirabile;
– hai a disposizione una via di esodo alle spalle per andare via in qualsiasi istante;
– hai a disposizione un estintore;
allora prova a spegnere con l’estintore.
2. se non puoi provare a spegnere:
– esci dai locali interessati;
– chiudi le relative porte di accesso;
– avvisa possibilmente tutti i presenti dell’edificio di quanto sta avvenendo.
Segui quanto indicato al punto 3).
3. In caso di necessità, chiama immediatamente il numero unico di emergenza 112 (dal 1° aprile 2025, il 112 ingloba le chiamate di soccorso al 115, al 118, al 112, al 113, …), indicando:
– le proprie generalità e da dove si sta telefonando;
– cosa sta accadendo con riferimento a luogo, entità dell’INCENDIO e, soprattutto, se ci sono persone bloccate che non possono uscire e in imminente pericolo di vita;
– se l’incendio coinvolge depositi con sostanze pericolose o apparecchiature;
– attendere sempre che sia l’operatore della Sala operativa a chiudere la chiamata cercando di rispondere a tutte le domande.
4. mantieni, se possibile, accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso per consentire nel modo più efficace le operazioni dei Vigili del Fuoco quando arrivano e l’avvicinamento con mezzi per evacuare le persone (Autoscala). (a cura dei Vigili del Fuoco di Ravenna- fotografia: incendio appartamento Firenze 2024)












