Nata con una cardiopatia che colpisce un neonato su 10.000, è salva grazie alla rete sanitaria toscana.
La piccola è tornata a casa, nella Valdichiana senese, sta bene e cresce circondata dall’affetto della sua famiglia.
Come si legge in un comunicato stampa dell’Ausl Toscana sud est, solo due mesi fa, a un giorno di vita, la bimba ha affrontato una corsa contro il tempo che ha mobilitato professionisti, ospedali e servizi di emergenza di tutta la rete sanitaria toscana. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, appena nata, è stata trasferita da Nottola a Siena. Qui il cardiologo pediatrico, dottor Riccardo Barbati, dell’unità di Cardiologia Interventistica, ha accertato una grave cardiopatia congenita e ha preso contatti con l’Ospedale del Cuore di Monasterio, centro di riferimento regionale per la cardiochirurgia neonatale e pediatrica.
Gli accertamenti hanno confermato la diagnosi di cardiopatia congenita: un ritorno venoso polmonare totale anomalo con ostruzione, una rara malformazione che colpisce circa un neonato ogni 10.000 e che impedisce al sangue ossigenato di seguire il corretto percorso nell’organismo. Una condizione incompatibile con la vita senza un’operazione cardiochirurgica urgente. La bambina è stata così preparata immediatamente per l’intervento. Aveva appena un giorno di vita e pesava soltanto tre chilogrammi quando è entrata in sala operatoria, affidata all’équipe di cardiochirurgia pediatrica guidata dal dottor Vitali Pak, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e del Congenito Adulto.
L’intervento, riuscito, ha avuto una durata di oltre 4 ore: il difetto cardiaco è stato corretto e il sangue è tornato finalmente a ossigenarsi.
Seguita costantemente dall’équipe di Terapia Intensiva Neonatale di Monasterio, la piccola ha affrontato il decorso post-operatorio mostrando una straordinaria capacità di recupero. Trasferita in degenza, nelle scorse settimane è stata dimessa ed è tornata a casa con la sua famiglia. Attualmente è seguita all’Ospedale di Nottola dall’ambulatorio di follow up del neonato post critico.
“Questa storia è il risultato di una rete che funziona – spiega il dottor Vitali Pak –. Dal riconoscimento immediato della criticità alla centralizzazione della paziente, fino all’attivazione del trasporto in emergenza e all’intervento cardiochirurgico. In situazioni come questa la rapidità è fondamentale, ma altrettanto decisiva è la presenza di team multidisciplinari capaci di lavorare insieme per dare a una bambina di un giorno una possibilità di vita“. (nella foto il team dell’Ospedale di Nottola, da sinistra a destra: Elisa Morelli, Marco Lucherini, Valentina Canocchi, Flavio Civitelli e Francesca Macucci)









