
La sconfitta interna contro l’Empoli lascia alla Carrarese più di qualche interrogativo. Non tanto per un risultato maturato al termine di una partita dominata dagli avversari, quanto per il modo in cui gli azzurri hanno progressivamente perso campo e incisività nella ripresa.
Lo stesso Gabriele Cioffi, al termine della gara, non ha cercato alibi. Il tecnico ha parlato di una squadra ordinata ma poco aggressiva nel primo tempo e soprattutto “piatta” nella ripresa, assumendosi direttamente la responsabilità della prestazione. Cioffi ha definito la Carrarese ancora un “cantiere aperto”, ma ha anche ammesso di aspettarsi qualcosa in più dai propri giocatori.
Particolarmente significativa l’analisi sull’azione del gol subito: secondo l’allenatore, la squadra è stata troppo passiva e ha mostrato una sorta di paura nell’osare e nel mettere in campo le proprie qualità. Il messaggio è quindi chiaro: resettare, senza alibi, e ripartire immediatamente dalla trasferta di Catanzaro.
Di tutt’altro tenore, ma con alcuni punti di contatto, le parole di Nicolas Schiavi. Il centrocampista ha sottolineato come nel primo tempo la Carrarese avesse giocato meglio, creando anche diverse occasioni, mentre nella ripresa l’Empoli avrebbe costretto gli azzurri ad abbassare il baricentro. «Ci è mancato qualcosa», ha ammesso Schiavi, ribadendo però la fiducia in un gruppo che considera unito e determinato.
Dopo tre giornate e appena un punto in classifica, anche Schiavi riconosce però che tutti dovranno dare qualcosa in più. La ricetta, per il centrocampista, passa dal lavoro quotidiano e dalla convinzione nelle qualità della squadra, con Catanzaro già nel mirino.
Una squadra ancora da costruire
Ed è proprio qui che, a nostro avviso, si apre la riflessione più importante.
La partita contro l’Empoli ha mostrato quanto possa essere complicato completare una rosa all’ultimo giorno di mercato, soprattutto quando arrivano giocatori che hanno bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione fisica e inserirsi nei meccanismi della squadra.
È una scelta che può pagare nel medio periodo, ma che inevitabilmente presenta dei rischi nell’immediato. E la Carrarese, oggi, sembra proprio essere una squadra che ha bisogno di tempo.
Resta però un interrogativo anche sulla scelta di Cioffi come allenatore per gestire una situazione di questo tipo. È presto per dare giudizi definitivi, ma alcune perplessità emerse contro l’Empoli meritano di essere sottolineate.
Perché al di là degli uomini e della condizione fisica, alla Carrarese sembra mancare ancora un’identità tattica precisa.
La squadra è apparsa troppo lunga e spesso troppo bassa, con una distanza importante tra i reparti. Il risultato è una manovra che sembra affidarsi soprattutto alla ripartenza: recuperare il pallone e cercare immediatamente la profondità.
Il problema è che, almeno contro l’Empoli, questa soluzione è sembrata più frutto di iniziative individuali che di una manovra realmente corale.
E qui sta probabilmente la sfida più importante per Cioffi: riuscire a trasformare una squadra ancora in costruzione in una formazione riconoscibile, capace di avere un proprio modo di stare in campo anche quando l’avversario non concede spazi.
Il tempo, naturalmente, è dalla parte della Carrarese. Ma il campionato non aspetta.
Catanzaro sarà già un banco di prova importante per capire se le difficoltà viste contro l’Empoli rappresentano soltanto i normali problemi di una squadra ancora da assemblare oppure se c’è qualcosa di più profondo su cui intervenire.
La fiducia del gruppo, quella ribadita da Schiavi, è certamente un punto di partenza. Ora servirà trasformarla in gioco, identità e, soprattutto, risultati.








