
La Carrarese non si ferma. Al Dei Marmi gli azzurri piegano l’Arezzo per 2-1, centrano la terza vittoria dall’inizio della gestione di Guido Pagliuca e danno un’altra dimostrazione di quanto questo gruppo stia crescendo sotto il profilo tecnico, mentale e caratteriale. Il bilancio del nuovo corso parla chiaro: tre successi e una sola sconfitta, quella maturata sul campo della capolista Palermo, al termine di una prestazione nella quale la formazione apuana aveva comunque tenuto testa alla prima della classe, offrendo forse la propria miglior prova stagionale.
Contro l’Arezzo è arrivata una vittoria diversa, costruita con pazienza dopo aver sprecato moltissimo e decisa dalla qualità di chi è entrato dalla panchina. Una partita che sembrava destinata a complicarsi, con gli ospiti progressivamente più arroccati a difesa del pareggio, e che la Carrarese ha saputo sbloccare quando lucidità e convinzione hanno fatto la differenza.
Una Carrarese dominante, ma poco concreta
L’avvio degli azzurri è di quelli che lasciano pensare a una serata in discesa. La Carrarese prende in mano il pallino del gioco, attacca con continuità e mette in difficoltà un Arezzo che inizialmente concede spazi e fatica a contenere le iniziative dei padroni di casa.
Le occasioni non mancano, ma sotto porta la squadra di Bruno Loureiro, in panchina al posto dello squalificato Pagliuca, non riesce a trovare il guizzo decisivo. Rubino e Rouhi hanno opportunità importanti per indirizzare la gara, ma la precisione non è quella necessaria per trasformare la superiorità territoriale in vantaggio.
L’Arezzo, superata la prima mezz’ora, prende progressivamente le misure e abbassa il proprio baricentro, cercando di togliere profondità agli avversari e di portare a casa un punto prezioso. La partita diventa più bloccata, gli spazi si riducono e la Carrarese è chiamata a dimostrare una qualità fondamentale: la capacità di non perdere la testa quando il risultato non premia quanto costruito.
È proprio qui che si vede la crescita degli azzurri. Nessuna frenesia, nessuna rinuncia al piano partita: la squadra continua a cercare la soluzione giusta, consapevole che prima o poi l’occasione per colpire sarebbe arrivata.
Rouhi inventa, Topalović cambia la partita
Quando la gara sembra ormai incanalata verso uno 0-0 difficile da scardinare, ecco la giocata che spezza l’equilibrio. Rouhi disegna un lancio perfetto in profondità, leggendo il movimento di Topalović, appena entrato in campo al posto di Martini.
L’attaccante si ritrova davanti a una prateria, punta la porta, supera Nunziante e deposita il pallone in rete nonostante il disperato tentativo di recupero dei difensori aretini. È il gol che fa esplodere il Dei Marmi, ma soprattutto la dimostrazione di quanto possano incidere le scelte dalla panchina quando vengono accompagnate dalla fiducia e dalla disponibilità di tutto il gruppo.
La rete, arrivata all’83’, spezza la resistenza dell’Arezzo e premia una Carrarese che non aveva mai smesso di cercare la vittoria. Nell’azione si registra anche un episodio sfortunato per gli ospiti, con un giocatore costretto a lasciare il terreno di gioco in barella e la formazione amaranto momentaneamente in inferiorità numerica.
Ma gli azzurri non si accontentano. Al 90’ è ancora Topalović a illuminare la scena: il suo assist di tacco permette a Gabriele Parlanti di trovare la conclusione vincente e firmare il raddoppio. Una combinazione di qualità, istinto e lucidità che sembra mettere definitivamente in cassaforte i tre punti.
Per Topalović arriva il primo gol in maglia azzurra, accompagnato da un assist decisivo. Per Parlanti, invece, una rete pesantissima, che certifica l’importanza di un centrocampista capace di inserirsi e di farsi trovare pronto nel momento decisivo.
Il rigore finale riaccende la paura
La partita, però, non è ancora finita. Al 95’ l’arbitro assegna un calcio di rigore all’Arezzo per una presunta trattenuta in area e Pattarello trasforma dagli undici metri, riaprendo improvvisamente una gara che la Carrarese sembrava aver già archiviato.
Il finale torna così a essere carico di tensione, con gli azzurri costretti a difendere fino all’ultimo secondo un successo meritato. Resta la sensazione di un arbitraggio che, ancora una volta, lascia più di una perplessità per la gestione degli episodi decisivi. Dopo il rigore prima assegnato alla Carrarese e poi revocato al termine della revisione al VAR, anche la decisione finale alimenta inevitabilmente le discussioni.
Al di là delle valutazioni sui singoli episodi, il dato più importante è che la Carrarese ha saputo resistere alla pressione e portare a casa una vittoria fondamentale, senza permettere che il nervosismo del finale cancellasse quanto di buono mostrato nel corso della partita.
La freddezza della panchina e la fiducia nei propri uomini
Tra gli aspetti più significativi della serata c’è anche la gestione di Bruno Loureiro. Il vice di Pagliuca ha dovuto guidare la squadra in una partita tutt’altro che semplice, mantenendo equilibrio e lucidità anche nei momenti più delicati.
Una menzione particolare merita la gestione di Rouhi. Dopo l’ammonizione rimediata nel primo tempo e due interventi consecutivi intorno al 40’, il rischio di un secondo cartellino era diventato una preoccupazione concreta. La panchina ha scelto di non intervenire immediatamente, dimostrando freddezza e fiducia nel giocatore, che ha poi ripagato la scelta con il lancio illuminante per il gol di Topalović.
Non era una decisione scontata. Sostituire un giocatore già ammonito può sembrare la soluzione più prudente, ma la gestione di una partita richiede anche la capacità di leggere le situazioni e valutare quanto un calciatore possa ancora dare alla squadra. In questo caso Rouhi è rimasto in campo ed è diventato uno dei protagonisti assoluti della vittoria.
È un segnale che va oltre il singolo episodio: questa Carrarese sembra avere trovato una maggiore consapevolezza collettiva, una panchina capace di incidere e un gruppo che continua a credere nel lavoro svolto.
Tre vittorie e una sola sconfitta: il percorso è quello giusto
Il successo contro l’Arezzo conferma le indicazioni emerse nelle ultime uscite. La Carrarese ha qualità, sa produrre gioco e, soprattutto, sta imparando a gestire le diverse fasi della partita. Se a Palermo era arrivata una sconfitta contro la capolista nonostante una prestazione di grande spessore, contro l’Arezzo è servita la capacità di insistere fino a trovare la soluzione vincente.
Naturalmente non mancano gli aspetti da migliorare. La mole di occasioni creata nella prima parte di gara avrebbe potuto e dovuto produrre un vantaggio più ampio, evitando una seconda metà di partita vissuta sul filo dell’equilibrio e un recupero finale carico di apprensione.
Ma è proprio da serate come questa che una squadra può crescere: imparando a concretizzare meglio, senza perdere fiducia quando il gol tarda ad arrivare e mantenendo la lucidità anche quando tutto sembra complicarsi.
La prossima fermata sarà Verona, un’altra trasferta impegnativa che metterà alla prova la solidità e la maturità degli azzurri. La strada è ancora lunga, ma questa Carrarese ha cominciato a mostrare segnali incoraggianti. E tre vittorie in quattro partite rappresentano un punto di partenza sul quale costruire, senza proclami ma con la consapevolezza di essere sulla strada giusta.
Al Dei Marmi, intanto, resta una certezza: questa squadra non ha intenzione di arrendersi facilmente.









