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Filippo, Anna e Julian, Campioni del mondo a Imola; ma la lode “lode” la meritano anche l’organizzazione, la Regione, lo sportivissimo pubblico e il percorso selettivo

Servizio e interviste di Gigi Ravaglia
Foto IsolaPress

 

«L’Italia ha realizzato un nuovo record olimpico: l’organizzazione dei Mondiali in tempi record. È un miracolo e dimostra l’efficienza del sistema sportivo dell’Italia». Il complimento più bello agli organizzatori del Campionati del Mondo UCI 2020 di Imola – Emilia-Romagna è arrivato da Thomas Bach, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale.

Che spot pubblicitario per la Regione!!!

Ascolta l’intervista a Stefano Bonaccini, Presidente della regione Emilia Romagna

 

Nino Ceroni e Vittorio Adorni

La storia si ripete. Quelli “datati” come me, ricordano il mondiale del ‘68 organizzato da Nino Ceroni, oggi … arzillo 93enne, caratterizzato dalla mitica fuga di Vittorio Adorni, vincitore sul traguardo dell’Autodromo di Imola col vantaggio-record di 10 minuti.

Vittoria di Adorni – 1968

Quest’anno, il mondiale Svizzero cancellato per Covid; organizzato impeccabilmente in pochi giorni, dalla “passionaccia” di Marco & Marco – Selleri e Pavirani, supportati da uno staff impagabile, dalla Federazione ciclistica Italiana e premiato dalle spettacolari riprese televisive dei nostri calanchi Romagnoli.

Ascolta l’intervista a Marco Pavirani, Presidente del comitato organizzativo e a Renato di Rocco, Presidente della Federazione Italiana di ciclismo

Quando si fa squadra, l’Italia eccelle e non poteva debuttare meglio il giovane neo sindaco di Imola Marco Panieri.

Ascolta l’intervista a Marco Panieri

 

COPERTINA ALLA CRONOMETRO INDIVIDUALE MASCHILE

Filippo Ganna show all’Enzo e Dino Ferrari di Imola. Superpippo, quattro volte campione del mondo nell’inseguimento individuale in pista, tramuta in oro zecchino il terzo posto dell’anno scorso e regala all’Italia un titolo storico nella cronometro maschile individuale (2 argenti con Chirato al debutto della specialità nel ‘94 e Malori nel 2015). E’ già rassicurante il margine utile all’intertempo di Borgo Tossignano, poi mette il rapportone 58×11 che sviluppa oltre 11 metri a pedalata ed è entusiasmante l’arrivo all’autodromo. Alla media di 53 km orari, chiude con il tempo di 35’ 54’’, argento al belga Wout Van Aert a 26’’, bronzo allo svizzero Stefan Kung a 29’’, quarto Thomas, quinto l’ex campione Dennis. Poi nel rispetto Covid… via ai festeggiamenti.

Ascolta l’intervista a Filippo Ganna

 

GARA IN LINEA MASCHILE

Risuona la marsigliese all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari nella giornata conclusiva dei Campionati del Mondo UCI 2020 di Imola – Emilia-Romagna. Il francese Julian Alaphilippe conquista la maglia iridata tra gli Uomini Elite nella prova in linea. Sull’ultima salita di Gallisterna, a meno di dieci chilometri dal termine, il 28enne di Saint-Amand-Montrond piazza l’attacco decisivo, togliendosi di ruota tutti gli altri big. Il capitano della Francia sprinta nel falsopiano successivo e poi pennella la discesa che porta al traguardo. Pochi secondi di vantaggio difesi con tenacia dall’inseguimento di van Aert, Fuglsang, Kwiatkowski, Roglic e Hirschi. Pochi secondi che gli permettono di centrare il suo grande sogno, laurearsi campione del mondo. La volata per l’argento la domina il belga Wout van Aert con lo svizzero Marc Hirschi al terzo posto.

Ascolta l’intervista a Julian Alaphilippe

 

«Non ho parole per descrivere questa emozione. Oggi ho centrato l’obiettivo più grande della mia carriera. Ho affrontato tanti sacrifici, senza lasciare nulla al caso. Devo dire grazie ai miei compagni. È stata una giornata da sogno, ancora non realizzo cosa siamo riusciti a combinare» racconta Alaphilippe con ancora le lacrime agli occhi. «Sull’ultima salita sono andato “a tutta” per prendere un po’ di vantaggio prima della discesa. Non ho pensato, ma ho solo dato tutto quello che avevo. A 200 mt dalla fine ho capito che non potevano più riprendermi e che il sogno si era realizzato. Sono così felice!» prosegue il nuovo campione del mondo che debutterà in maglia iridata alla Freccia Vallone mercoledì prossimo.
Gli Italiani? Sono protagonisti fino all’ultima salita, Nibali molla e conta di trovare la miglior condizione nel giro d’Italia, Damiano Caruso con la sua decima piazza, è il migliore al traguardo e Bettiol ha poco da rimproverarsi.

Ascolta le interviste a Nibali e Bettiol

CRONOMETRO INDIVIDUALE FEMMINILE

Anna van der Breggen vince l’oro, unico tassello mancante ad una carriera incredibile. Sul secondo gradone del podio la svizzera Reusser e terza l’altra olandese van Dijk; nella top ten troviamo anche l’ azzurra Vittoria Bussi. Ma l’oscar della sfortuna lo merita l’americana Chloé Dygert: la pluricampionessa mondiale dell’inseguimento, è passata a metà percorso con 26′ di vantaggio e nella discesa di Codrignano, per l’eccessiva velocità (… aveva le mani sulle protesi e non è riuscita a frenare), o per colpa di una malaugurata foratura, ha impattato contro il guardrail e non ha potuto difendere il titolo.

Anna van der Breggen

CORSA IN LINEA FEMMINILE

Tre giorni e Anna van der Breggen concede l’ immediato bis iridato e torna ad alzare le braccia al cielo, nella prova in linea riservata alle Donne Élite. La 30enne olandese, già numero 1 al mondo nel 2018 e campionessa olimpica in carica, attacca a 41 km dal traguardo, sfruttando il forcing dello squadrone Orange e con un’impresa d’altri tempi, sbaraglia la concorrenza e taglia il traguardo con oltre un minuto di vantaggio sul resto delle pretendenti alla vittoria.
«Non mi sarei mai aspettata di portare a casa da Imola due maglie» ha raccontato commossa Anna van der Breggen dopo il traguardo. «Per me sono stati davvero tre giorni da sogno. Amo l’Italia per le sue belle salite e il buon cibo. Questa Regione e questo circuito, che mi ha regalato così tanta gioia, resteranno per sempre nel mio cuore. La Freccia Vallone? È la prossima grande corsa in calendario (mercoledì 30 settembre, ndr), ma ora proprio non ci penso. Mi godo questo momento, davvero stupendo».

Foto IsolaPress

Alla fine è stato un vero e proprio dominio olandese, con tre atlete ai primi quattro posti, e l’applauditissima azzurra Elisa Longo Borghini, terza alle spalle della van Vleuten, che ha dato tutto e meritava un metallo più pregiato.

Ascolta l’intervista a Elisa Longo Borghini

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