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Sant’Orsola di Bologna: per la prima volta chirurghi in sala operatoria con i visori di realtà aumentata

Per la prima volta un chirurgo in sala operatoria con bisturi in mano e indossando i visori di realtà aumentata. All’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola di Bologna i professionisti della chirurgia maxillo-facciale avviano la sperimentazione clinica per l’applicazione della realtà aumentata sui pazienti in sala operatoria durante lo svolgimento degli interventi chirurgici per integrare l’immagine riprodotta dai visori al campo operatorio.

È il coronamento di un percorso iniziato da tempo – commenta Achille Tarsitano, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-facciale dell’IRCCS – Abbiamo applicato tecniche e procedure all’avanguardia nello studio dei casi e nella preparazione degli interventi e delle “guide” in 3D per effettuarli. Adesso siamo pronti allo step successivo: integrare i dispositivi di realtà aumentata nella nostra quotidianità in sala operatoria per applicare sempre meglio e con continuità tutte le potenzialità delle tecnologie digitali unendole alla nostra esperienza nel gesto chirurgico. L’obiettivo è garantire risultati sempre migliori e conservare l’estetica dei nostri pazienti quanto più possibile”.

Queste tecnologie di pianificazione virtuale, stampa 3D, realtà aumentata sono facilitate all’interno dell’IRCCS, dalla presenza del Laboratorio eDIMES Lab, diretto dalla Prof.ssa Emanuela Marcelli dell’Università di Bologna, con cui i chirurghi Maxillo-facciali lavorano proficuamente da tempo. Dall sinergica integrazione di competenze ingegneristiche e cliniche nascono idee di sviluppo tecnologico sempre più mirate alla medicina di precisione.

È partita quindi la sperimentazione in sala: il chirurgo opera indossando i visori e visualizza il progetto operatorio con le immagini in 3D sovrapposte direttamente all’anatomia reale del paziente. Questo consente una visualizzazione tridimensionale durante tutto l’intervento.

Siamo entrati nel futuro della chirurgia – continua Tarsitano – Parliamo di innovazioni che ci consentono già di avere una sempre maggiore precisione nel gesto chirurgico reale e nella pianificazione delle azioni da mettere in campo. Inoltre garantiamo una sempre maggiore personalizzazione degli interventi e delle procedure da applicare ad ogni caso. Parliamo di un ambito dove si agisce sul volto dei pazienti, per noi essere precisi e accurati nell’eliminare la malattia significa non solo curare ma anche tutelare l’immagine dei nostri pazienti, quindi l’impatto della malattia sulla loro qualità della vita”.

Il primo intervento eseguito con questa modalità riguarda un caso di chirurgia oncologica del distretto maxillo-facciale, più precisamente un carcinoma squamo-cellulare del cavo orale. L’intervento è andato bene e la tecnologia ha prodotti i risultati attesi. (fotografia dalla pagina Facebook Policlinico di Sant’Orsola IRCCS)

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