Ieri, 4 ottobre, nel giorno di San Francesco d’Assisi, si è celebrata la Giornata Mondiale degli Animali e nell’occasione Eurispes ha presentato i dati relativi alla presenza degli animali nelle famiglie italiane.
GLI ANIMALI DOMESTICI NELLE FAMIGLIE ITALIANE AUMENTANO
Una presenza sempre più diffusa se si pensa che un italiano su tre convive con gli animali domestici (2026); il 17,6% ha un solo animale, il 7,6% ne ha due, l’8,5% ha tre o più animali. Se si considera la serie storica di questi dati, sottolinea Eurispes, si rileva una leggera flessione nel 2026 rispetto al biennio precedente, nel 2024 e nel 2025 rispettivamente il 37,3% e il 40,5% degli italiani intervistati dichiaravano di possedere un animale. Un altro dato significativo è come sia modesto lo scarto tra chi possiede un solo animale domestico e chi ne possiede più di uno: sono ormai molte le famiglie che scelgono di accogliere in casa più di un amico a quattro zampe.
L’aumento significativo del numero di animali domestici, rispetto ai decenni passati, può essere dovuto a fattori demografici, come la diminuzione delle nascite e l’aumento delle famiglie unipersonali, ma anche a fattori culturali, quali la sempre maggiore sensibilità verso il benessere degli animali e la consapevolezza del benessere che gli animali portano all’uomo. Di contro, il fenomeno dell’abbandono e del randagismo non è purtroppo ancora stato superato.
L’ANIMALE PIU’ PRESENTE E’ IL CANE
Cani e gatti si confermano i protagonisti assoluti nelle case degli italiani. Nel 2026 il cane è l’animale più diffuso (41%) seguito dal gatto (37,1%). Le altre specie compaiono con percentuali decisamente più contenute: uccelli (4,1%), tartarughe (4%) e pesci (3,3%). Sotto la soglia del 3% si posizionano criceti (2%), rettili (1,6%), conigli (1,6%), cavalli (1,2%), gli animali esotici (1,1%).
L’osservazione della serie storica, puntualizza Eurispes, evidenzia dinamiche interessanti. La prima riguarda il fatto che la percentuale di chi possiede un cane sia tornata a crescere nell’ultimo anno (+4% tra il 2025 e il 2026), interrompendo il trend negativo iniziato nel 2023. La percentuale di chi possiede un gatto rimane invece sostanzialmente stabile: nel 2026 quindi il cane torna a superare il gatto dopo la parità riscontrata nel 2025.
PET ECONOMY, UN SETTORE UN RAPIDA ASCESA
L’Eurispes ogni anno esplora nel dettaglio anche questo aspetto rilevando come nel 2026 la maggioranza spenda mensilmente per i propri animali domestici una cifra compresa tra i 31 e i 100 euro (57,9%). Oltre un quarto dei proprietari, invece, affronta costi più elevati, superiori ai 100 euro al mese; un più contenuto 2,6% supera i 300 euro, solo il 16% del campione dichiara di spendere meno di 30 euro al mese. La fascia bassa (meno di 30 euro) si è ridotta di quasi tre volte in un decennio, mentre le fasce medio-alte sono cresciute costantemente, effetto della congiuntura economica sfavorevole. A causa delle difficoltà economiche, il 23% dei proprietari ha rinunciato a prendere altri animali (2025). Inoltre, tra coloro che al momento non ne hanno, oltre un decimo (11,4%) afferma di aver dovuto rinunciarvi a causa delle difficoltà economiche.
AUMENTANO LE ADOZIONI IN CANILI E GATTILI
Per quanto riguarda la provenienza degli animali domestici, circa 4 italiani su 10 dichiarano di aver fatto una scelta di cuore, salvandoli dalla strada o adottandoli da un canile o gattile (2024). Il confronto tra 2017 e 2024 mostra uno spostamento significativo nella modalità di ingresso degli animali in famiglia: se nel 2017 l’acquisto in negozio rappresentava un canale importante (34,4%, la scelta più citata), nel 2021 il negozio viene citato solo dal 12,3%, a favore del dono ricevuto (20,7%), del canile/gattile (19,3%) e della strada (17,1%); nel 2024 prevalgono gli animali raccolti in strada (20,3%) e presi al canile/gattile (19,4%), insieme quasi il 40%. l’acquisto in negozio rimane fermo al 12,8%. La preferenza attuale per l’adozione da randagismo o da struttura di accoglienza, rispetto al canale commerciale, costituisce un ulteriore indicatore di cambiamento culturale nella percezione dell’animale, membro della famiglia da accogliere, proteggere ed amare.
GLI ANIMALI VENGONO CONSIDERATI PARTE DELLA FAMIGLIA
Altri dati registrati in questi ultimi anni riflettono l’atteggiamento diffuso nel nostro Paese nei confronti degli animali, non più considerati semplici creature domestiche, ma veri e propri membri della famiglia. Un italiano su cinque (il 20,2%), tra coloro che possiedono almeno un animale domestico, dichiara di aver seriamente preso in considerazione l’ipotesi di destinare una parte della propria eredità al suo (o ai suoi) pet (2023).
Un quinto dei possessori di animali ha stipulato un’assicurazione relativa alla tutela legale e alla responsabilità civile.












