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Vasco Rossi affida ai social un lungo sfogo

Una riflessione sulla propria condizione di uomo ed anche di cantante su cui pesa come un macigno la notorietà. E’ quella che Vasco Rossi ha affidato ai social: “All’inizio essere famosi era molto divertente, perché la vivevo come una conferma che esistevo. I primi successi mi diedero l’illusione di aver risolto tutti i problemi. Poi sono arrivati i prezzi da pagare”.

Si definisce un emarginato, un emarginato di lusso ma pur sempre un emarginato.
Sa di non potersi lamentare perché essere famosi fa parte del successo, ma ammette che essere conosciuto da tutti, non poter entrare in un negozio o in un ristorante come una persona qualunque, a volte gli pesa: “Tutti mi conoscono ma io non conosco nessuno, perché ogni rapporto è comunque falsato, capisci?”
Per questo ogni tanto se ne va all’estero dove non viene riconosciuto e si chiede “come possano sentirsi Bono, Dylan o Mick Jagger”.

Conclude poi con una riflessione sulla musica e in particolare sul rock: “Quando scrivo, ho una sola certezza: quello che hai fatto prima non conta nulla, perché nel rock non esiste la riconoscenza. Non esistono meriti pregressi che ti facciano star comodo. Se tu smetti di fare grande musica, non è che la gente continua a seguirti solo perché una volta la facevi!!”

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#Repost @ilblasco52 with @get_repost ・・・ E’ cosi. Rimango un emarginato, lo ripeto sempre. Emarginato di lusso, ma sempre emarginato. All’inizio essere famosi era molto divertente, perché la vivevo come una conferma che esistevo. I primi successi mi diedero l’illusione di aver risolto tutti i problemi. Poi sono arrivati i prezzi da pagare. Ma come potrei lamerntarmi? Sarei un pazzo, anche perché la popolarità è la conferma del valore delle cose che hai fatto. Mi spiace solo non poter camminare per strada, entrare nei negozi, entrare in un locale tranquillamente. Tutti mi conoscono ma io non conosco nessuno, perché ogni rapporto è comunque falsato, capisci? Mi pesa. Mi pesa da morire. Ogni tanto parto e vado all’estero, dove non mi conosce nessuno. E li mi mescolo alla gente e sto bene. Mi chiedo come possano sentirsi Bono, Dylan o Mick Jagger. Io ho bisogno della gente, il palco da solo non basta, il rock forse ti salva la vita all’inizo ma non per sempre, perché quando si spengono le luci, il concerto finisce, il disco esce e la gente smette di acclamarti, tu torni a essere quello che sei. Il successo tende a forzarti la mano, a far crescere dentro te la sensazione che tu esista nel mondo in cui ti vede la gente. Ma è sbagliato, perché se credi a queste cose, allora devi accettarne anche le conseguenze: che tu esisti solo se c’è qualcuno che ti vede. E quando non ti vede nessuno? Ti ammazzi? Per fortuna, questi ragionamenti, queste aberrazioni – vogliamo chiamarle cosi? – non influenzano la composizione. Quando scrivo, ho una sola certezza: quello che hai fatto prima non conta nulla, perché nel rock non esiste la riconoscenza. Non esistono meriti pregressi che ti facciano star comodo. Se tu smetti di fare grande musica, non è che la gente continua a seguirti solo perché una volta la facevi !! Vasco Rossi #vascorossi @vascorossi #setipotessidire #6come6 #vascorossi #allena_menti #il_blasco_fan_club #vascorossinews #VNSLF #VNSLFESTIVAL #VNSF2020 #vascononstopfestival2020 #ilgeniodizocca #ilredeglistadi #rock #modenapark #ilrecordmondiale #vivereoniente #firenzerocks #idaysmilano #rockinroma #vascoimola2020 #imolanonstop #komandante

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