Oltre quarant’anni di carriera, decine di canzoni e un rapporto speciale con il pubblico diventano ora anche materia di studio. Vasco Rossi ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa in Politica e Comunicazione dall’Università degli Studi di Salerno. Il riconoscimento nasce dall’importanza che il percorso del rocker ha avuto anche nel campo della comunicazione. L’ateneo ha sottolineato il suo modo di raccontare i cambiamenti della società, le inquietudini di generazioni diverse e il rapporto costruito nel tempo con il pubblico. Un legame che, secondo l’Università di Salerno, è andato oltre la musica. Le canzoni e il linguaggio di Vasco sono diventati infatti parte di un fenomeno culturale e identitario.
A spiegare le motivazioni del riconoscimento è stato il rettore Virgilio D’Antonio, secondo cui il percorso dell’artista non si è limitato a raccontare il proprio tempo, ma ha contribuito a definirne “linguaggi, immaginari e forme di relazione”.
Dopo la proclamazione è stato lo stesso Vasco Rossi a prendere la parola per la sua lectio magistralis: “Un dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione… per me? Questa proprio non me l’aspettavo”, ha detto il rocker. Non è mancata, come sempre, una battuta. Vasco ha giocato sul significato del nuovo titolo ricevuto: “Dottorato significa che potrei anche insegnare, ma tranquillizzo subito i miei affezionati detrattori: continuerò a fare concerti”.
Da qui è partita una riflessione sul rapporto tra musica, politica e comunicazione: “Quando mi chiedono cosa significhi essere Vasco Rossi, la risposta è restare me stesso senza tradire quello che sono per piacere a qualcuno”, ha spiegato. Poi ha parlato delle sue canzoni e del modo in cui, una volta pubblicate, smettono di appartenere solo a lui: “Le mie canzoni escono di casa e diventano anche vostre. Politica e comunicazione non le ho studiate sui libri ma le ho vissute, subite e a volte anche provocate”.
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Nel corso della lectio, Vasco Rossi ha affrontato anche il significato della politica: “La politica non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini”, ha dichiarato.
Sui social il rocker di Zocca si è lasciato andare a una riflessione: “Quando ho saputo che il conferimento di questo dottorato era stato votato all’unanimità, sono rimasto davvero sorpreso. All’unanimità? A Me? Che sono sempre stato considerato divisivo…
Ho pensato: possibile che non ci fosse nemmeno uno contrario? Sul mio conto ne sono state dette tante, compresa la leggenda secondo cui avrei offeso il sud. Voi avete scelto di guardare oltre etichette e pregiudizi. Questa unanimità è, per me, la prova concreta che lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall’ignoranza e dai pregiudizi.
Una cosa, però, l’ho imparata: Non puoi discuterci con l’ignoranza… Chi ascolta le mie canzoni sa da che parte sto. E di che pasta sono fatto. Ricevere questo riconoscimento in quest’Aula Magna mi emoziona davvero. In questa Università ho sentito un’aria di pluralità, inclusione, libertà.
Vi ringrazio di cuore, uno per uno. E grazie, cari colleghi professori… da oggi sono un prof anch’io! Tranquilli: non darò voti. Al massimo chiederò il bis”.
Il riconoscimento ha avuto un significato particolare anche per il rapporto che Vasco Rossi ha con la città. Il rocker era arrivato a Salerno nel 1978, durante il periodo del servizio militare: “Sono molto legato a Salerno. La prima volta ci sono arrivato nel lontano ’78 per fare il militare… avevo la divisa ma dopo un po’ sono stato “liberato”. Non potevo perdere il treno… che mi ha portato fin qui”.
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