Leggenda, festival della lettura e dell’ascolto organizzato dal Comune di Empoli, torna da giovedì 21 a domenica 24 maggio 2026.
La nona edizione del festival sarà una nuova occasione per incontrarsi attraverso le storie, un festival per i piccini, ma anche per i grandi, una festa vera e propria per tutta la città, ma anche per chi ne vuole scoprire la bellezza e l’ospitalità.
Tantissimi incontri tra chi scrive e illustra e chi legge e scopre, sia riservati alle scuole in orario scolastico sia aperti al pubblico, a Palazzo Leggenda, in altri luoghi caratteristici del festival, ma anche per le strade della città.
Saranno più di 100 le classi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del Comune di Empoli che incontreranno autrici e autori in orario scolastico durante i giorni del Festival.
Tutti gli eventi in programma saranno, come sempre, gratuiti.
Luogo simbolo del festival sarà Palazzo Leggenda, che ospita la sezione ragazzi della biblioteca comunale inaugurata nel gennaio 2024. Tre piani dedicati interamente alla lettura e all’ascolto per bambine e bambini, ragazze e ragazzi da 0 a 17 anni.
Leggenda rappresenta la sintesi del sistema di educazione e formazione alla lettura e all’ascolto, che parte dalle esperienze consolidate portate avanti nei servizi educativi per l’infanzia e nelle diverse realtà scolastiche, passando per le innumerevoli iniziative di promozione della lettura organizzate e promosse dalla Biblioteca comunale.
Un tessuto vivo e vitale che dal 2018 ha permesso a Empoli di divenire “Città che legge”, qualifica assegnata da Il Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, alle amministrazioni comunali impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura.
Leggenda, sia come laboratorio permanente artistico ed educativo, sia come Festival prioritariamente rivolto alle nuove generazioni (0-14 anni), vuole essere un grande e appassionato invito a un ascolto multisensoriale dei libri, all’esplorazione delle loro storie che ci permettono magicamente di viaggiare nel tempo e nello spazio fino ben oltre i confini della nostra immaginazione.
Per quanto caldo e sentito, può essere solo un invito perché, come ci ricorda Gianni Rodari, il verbo leggere non sopporta l’imperativo.









