L’ipnosi come alternativa o coadiuvante all’anestesia farmacologica tradizionale. L’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, e in particolare la struttura complessa di Cardiologia diretta dalla dottoressa Tania Chechi, come si legge in un comunicato stampa, sta adottando l’ipnosi come alternativa o coadiuvante all’anestesia farmacologica tradizionale nelle procedure cardiologiche complesse e invasive.
Due nuove figure sono state formate come ipnotisti: si tratta della cardiologa Elena Crudeli e dell’infermiera Laura Benucci. L’invecchiamento della popolazione, in costante aumento, porta a trattare pazienti sempre più fragili per i quali l’anestesia generale potrebbe rappresentare un rischio. L’ipnosi clinica si inserisce in questo contesto offrendo numerosi vantaggi come l’assenza di sovraccarico farmacologico o l’instabilità respiratoria ed emodinamica, una buona gestione dello stress e del dolore pre ed intraprocedurale che trasforma un momento critico in un’esperienza vissuta in maniera positiva, un ambiente calmo e silenzioso in sala, a beneficio anche dei professionisti. L’ipnosi inoltre rende più efficace il lavoro dell’anestesista, dal momento che la gestione analgesica potenzia l’ipnosi stessa.
Il progetto che è stato avviato inizialmente da Marzia Giaccardi per l’elettrofisiologia oggi vede l’uso dell’ipnosi allargato anche alla cardiologia interventistica strutturale e al trattamento delle occlusioni coronariche croniche.
“È stata utilizzata l’ipnosi – spiega la Direttrice della struttura, Tania Chechi – in caso di procedure cardiologiche complesse. Per procedure complesse intendiamo interventi di rivascolarizzazione coronarica, di cardiologia strutturale o di elettrofisiologia per le quali il paziente non deve essere intubato ma deve comunque mantenere la posizione per molto tempo durante una procedura che può essere a volte dolorosa e ansiogena. In questi casi – specifica la dottoressa – possiamo decidere per la sedazione con i farmaci, che possono però avere effetti collaterali importanti o per l’ipnosi associata a meno ad una sedazione minimale. Naturalmente non tutti i pazienti sono ipnotizzabili e non per tutte le procedure è opportuno ricorrere all’ipnosi”. (fotografia di repertorio, generica di sala operatoria)












