EMPOLI (3-5-2) – 12 Seghetti; 25 Curto, 6 Romagnoli (dal 1’ st 98 Zedadka), 33 Cauz; 15 Ceesay (dal 44′ st 35 Egan), 8 Magnino, 23 Bandinelli (dal 1′ st 44 Deli), 39 Biondini (dal 26′ st 5 Degli Innocenti), 91 Corrado (dal 26′ st 11 Shpendi); 10 Saporiti, 77 Popov. A disp. 1 Perisan, 13 Filippis; 28 Indragoli, 36 Bembnista; 57 Belardinelli; 16 Mežnar. All. Matteo Andreoletti
PALERMO (4-2-3-1) – 14 Fortin; 84 Cassandro, 13 Bani, 32 Ceccaroni, 3 Augello; 8 Segre (dal 34′ st 36 Mazzitelli), 10 Ranocchia (dal 34′ st 24 Estevez); 9 Vavassori, 5 Palumbo (dal 34′ st 23 Hernani), 17 Johnsen (dal 40′ st 29 Peda); 20 Pohjanpalo (dal 34′ st 99 Gabrielloni). A disp. 1 Perin, 12 Nespola; 6 Gomes, 11 Gyasi, 27 Pierozzi, 33 Bozzolan, 96 Magnani. All. Filippo Inzaghi
ARBITRO: Sig. Livio Marinelli di Tivoli (Ceolin-Laghezza / IV Uff.le Mazzoni – VAR Maggioni/Rapuano)
MARCATORI: al 5’ st rig. 10 Saporiti (E), al 12′ st 20 Pohjanpalo (P), al 20′ st 5 Palumbo (P), al 24′ st 17 Johnsen (P), al 35′ st rig. 77 Popov (E), al 43′ st 84 Cassandro (P).
NOTE: Angoli Empoli 1 Palermo 5. Ammoniti: al 12′ st 12 Seghetti (E), al 30′ st 10 Ranocchia (P). Espulsi: -. Recupero: 0′ pt – 6′ st. Spettatori: 8mila.
Di Gabriele Guastella
Il nuovo corso tecnico dell’Empoli, con alla guida l’ex Padova Matteo Andreoletti, inizia con una sconfitta casalinga con la supercorazzata Palermo. Una sconfitta per la verità ampiamente prevedibile alla vigilia, viste le evidenti differenze di spessore tecnico, qualitativo e di profondità tra le due rose. In otto anni, dal 2018 ad oggi, insomma, si è completamente capovolta la situazione tra i due club: otto anni fa era l’Empoli di Andreazzoli a primeggiare in B, ed il Palermo, seppur in corsa promozione fu letteralmente travolto dagli azzurri che finirono per strapazzare i rosanero con un clamoroso 4-0. Allora si parlava di un Empoli supercorazzata della serie cadetta, tant’è che il club azzurro fece cadere tanti record della serie B, perfino fino ad allora detenuti dalla nobil decaduta al nome Juventus nel 2006/07. Nel pomeriggio del Castellani, otto anni dopo, è invece il Palermo a rifilare quattro reti agli azzurri e, ad onor del vero, all’Empoli è perfino andata di lusso: basta leggere il tabellino finale per intuirlo con 35 tiri a 6 in favore dei rosanero, e con un Seghetti capace di evitare almeno quattro reti con altrettante prodezze.
Riavvolgiamo il nastro. Palermo con il figlio d’arte Fortin tra i pali, torna Perin ma si accomoda in panchina: rosanero che devono fare a meno di Joronen, l’ex Barba e Strefezza. L’Empoli già alla vigilia del match deve fare a meno di Yepes, colpito da un lutto familiare, e Monaco; a poche ore dal fischio d’inizio perde anche Distefano per un risentimento muscolare: un bel problema per una squadra costruita con pochissime risorse economiche e che in pratica già nella normalità appare in emergenza. Rientrano Egan e Bandinelli, il primo ricomincia dalla panchina e il secondo invece viene impiegato dal primo minuto; c’è anche Shpendi, alle prese con una dolorosa fascite plantare, che però si accomoda in panchina, dove al suo fianco si siede anche il giovane centravantone sloveno della primavera Meznar. Recuperato anche Magnino, il capitano però torna a giocare a centrocampo, con Andreoletti che sistema la difesa a tre con Romagnoli centrale e Curto e Cauz braccetti di difesa. Sugli esterni Corrado e Ceesay: a proposito di Ceesay, che si dia una svegliata questo ragazzo! La formazione è completata dal giovane Biondini in mediana e con la coppia offensiva Saporiti-Popov.
A proposito di Popov: in un avvio tutto di marca ospite un suo colpo di testa centra in pieno la traversa a Fortin battuto. Ma è l’unico pericolo portato dall’Empoli in una prima frazione di gioco letteralmente dominata dai rosanero che calciano verso lo specchio della porta avversaria una ventina di volte, colpiscono un palo, deviazione strepitosa di Seghetti, e poi una traversa. Seghetti nega il gol agli avversari in almeno altre due circostanze, poi tanti errori di mira e occasioni gettate al vento.
Il primo tempo termina 0-0, l’Empoli tira un sospiro di sollievo, il Palermo invece va dentro gli spogliatoi tra l’incredulità e la paura di poter subire la classica beffa che spesso regala il calcio. E’ il pensiero che pervade la testa di “Pippo” Inzaghi, la paura di subire gol alla prima occasione degli avversari. L’Empoli che rientra in campo per la ripresa nel frattempo porta due modifiche: ci sono Zedadka e Deli al posto di Romagnoli e Bandinelli; Magnino retrocede così nel ruolo di braccetto, con Curto che si accomoda al centro della difesa. La prima occasione della ripresa è comunque del Palermo che centra l’ennesimo palo, ma i pensieri negativi di Inzaghi sono giusti perché sul capovolgimento di fronte i padroni di casa conquistano un calcio di rigore (visto dal VAR che richiama Marinelli al monitor, ndr): dal dischetto Saporiti è freddo e, spiazzando Fortin, infila il pallone sotto l’incrocio. L’uno a zero dell’Empoli, che spreca un paio di ripartenze, dura però appena sette minuti, perché il Palermo pareggia con Pohjanpalo su assist di Bani, mentre otto minuti dopo Palumbo si mette in proprio e da solo si beve la difesa azzurra infilando sotto la traversa l’incolpevole Seghetti. Ecco è questo il gol che fa arrabbiare, perché è un gol evitabile, ma forse non per una difesa, quella azzurra, che onestamente senza offese non è davvero all’altezza per un campionato di Serie B (e non lo scriviamo da ora, ndr).
E poi, poi passano appena quattro minuti e il Palermo sembra mettere in ghiaccio la partita con il norvegese Johnsen: quello che non erano riusciti a fare nel primo tempo i siciliani lo fanno nel secondo, con una facilità disarmante. Andreoletti ora prova a cambiare qualcosa: minuto 26, dentro Degli Innocenti e Shpendi al posto di Corrado e Biondini, e proprio Shpendi quattro minuti dopo si conquista un calcio di rigore per trattenuta insistita di Ranocchia, con l’ex Empoli che finisce sul taccuino dei cattivi. Dal dischetto Shpendi si fa ipnotizzare da Fortin che respinge il tiro, la curva siciliana con quasi 1700 tifosi esulta, ma il Var fredda l’entusiasmo del popolo rosanero e invita Marinelli a far ripetere il calcio di rigore. Così quasi cinque minuti dopo l’assegnazione del rigore ci pensa Popov a spiazzare l’estremo difensore dei siciliani e riaprire clamorosamente una contesa che sembrava chiusa. La cosa non piace ad Inzaghi che effettua quattro cambi in un colpo solo: Mazzitelli, Estevez, Hernani e Gabrielloni entrano al posto di Palumbo, Ranocchia, Segre e Pohjanpalo, poi tre minuti dopo anche Peda al posto di Johnsen. L’Empoli si allunga, un po’ troppo, mentre Ceesay si fa male ma non chiede il cambio, e mentre la panchina cerca di richiamarlo per provare a fare la sostituzione proprio da una sua “buca” riparte un contropiede che il Palermo finalizza con il gol del poker di Cassandro. Palermo 4 Empoli 2, partita chiusa. Solo ora arriva l’ingresso in campo di Egan al posto di Ceesay, che delusione questo ragazzo, ma ormai i buoi sono scappati dalla stalla e anche i sei minuti di recupero sono un inutile appello finale.
Terza sconfitta consecutiva per l’Empoli, seconda consecutiva in casa: sei punti in sei partite e classifica che porta gli azzurri sull’orlo della zona retrocessione. Sarà un’altra stagione di sofferenza, ci mancherebbe, lo sapevamo. L’instabilità del club rischia di minare un ambiente che avrebbe bisogno di serenità per superare questo momento difficile e complicato.
NEL FRATTEMPO LA PRIMAVERA DI FILIPPESCHI – La buona notizia, intanto, arriva da Roma dove in contemporanea alla prima squadra stava giocando la formazione Primavera (Under 20) penalizzata dalle assenze di Bembnista e del suo centravanti Meznar prestati alla prima squadra. Nonostante tutto gli azzurri strappano l’1-1 in casa dei giallorossi mantenendo il secondo posto in classifica condiviso proprio con la Roma e con il Bologna, alle spalle della capolista Inter. Inizio affascinante per gli azzurrini, quest’anno nei panni di matricola dopo l’anno passato nel purgatorio della Primavera 2, se si tiene conto che dentro alle prime sei giornate hanno già affrontato tra le altre oltre alla Roma, proprio l’Inter.













