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Accoltellato e ucciso in strada davanti agli occhi della famiglia: all’origine della tragedia vi sarebbe una banale lite

Passeggiata con la famiglia che si trasforma in tragedia: è accaduto ieri, domenica 8 agosto, nel centro di Bergamo.

Un 34enne tunisino Tayari Marouan è stato colpito e ucciso da una coltellata sotto gli occhi atterriti della compagna e delle due figlie di 2 e 12 anni. La famiglia si trovava in via Ermete Novelli quando, poco dopo le 13.00, è avvenuto l’omicidio. Come riportano diversi media, tra cui Il Giorno e l’Ansa, all’origine della tragedia vi sarebbe un banale diverbio: i due si sarebbero leggermente sfiorati mentre camminavano sul marciapiede e da lì ne sarebbe scaturita la lite poi degenerata.

L’omicida si sarebbe allontanato qualche minuto per poi tornare armato di coltello a serramanico e colpire il 34enne con un fendente mortale al petto. Nonostante l’intervento del personale sanitario del 118, per Tayari Marouan non c’è stato nulla da fare: l’uomo è morto nel giro di pochi minuti.
L’omicidio è avvenuto non lontano dalla caserma dei Carabinieri di Bergamo Bassa che in pochi istanti sono giunti sul posto ed hanno rintracciato e fermato il presunto aggressore: si tratta di un 19enne italiano. I

ncensurato, avrebbe accusato un malore mentre si trovava nella caserma dei Carabinieri ed è stato trasferito all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per un controllo.
Sul posto sono giunti anche gli Agenti della Polizia di Stato.
Tayari Marouan, regolare in Italia, viveva da anni con la famiglia a Terno d’Isola (Bergamo). (fotografia di repertorio)

AGGIORNAMENTO: il 19enne accusato di avere ucciso Tayari Marouan ha raccontato di essersi difeso dal 34enne dopo che quest’ultimo lo avrebbe insultato per aver urtato la figlia 12enne. Nell’interrogatorio, durato tutta la notte, davanti al pm Paolo Mandurino, il giovane, incensurato, assistito dall’avvocato Enrico Pelillo, ha detto che era stato minacciato con una bottiglia rotta. A quel punto avrebbe reagito ferendo mortalmente il 34enne con un coltello a serramanico che aveva già con sé. Sarebbe rientrato sì a casa dopo la prima discussione, ma per recuperare il casco che aveva dimenticato. Lo riporta l’Ansa.
Accusato di omicidio aggravato dall’aver agito per motivi futili o abietti, ha risposto a parte delle domande del pm, poi avrebbe deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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