Il biopic “Michael” debutta sul grande schermo con numeri molto forti: 217 milioni di dollari incassati a livello globale, di cui 97 solo negli Stati Uniti. È il miglior esordio di sempre per un film musicale di questo tipo. Il progetto è dedicato a Michael Jackson ed è interpretato dal nipote Jaafar Jackson. Con questi numeri, il film supera altri titoli noti come “Straight Outta Compton” e “Bohemian Rhapsody”, almeno per quanto riguarda il debutto.
Dietro il successo al box office, però, ci sono anche diverse polemiche. Secondo quanto riportato dal magazine Variety, una parte del film sarebbe stata modificata: il terzo atto, legato alle accuse di abusi, sarebbe stato rimosso. Questa scelta sarebbe collegata a questioni legali, in particolare a un accordo passato con la famiglia di Jordan Chandler, che impedirebbe di rappresentare certi episodi. Si tratta di una vicenda che risale agli anni ’90 e che ha segnato a lungo la figura pubblica di Jackson.
Nel frattempo, il dibattito si è riacceso anche fuori dal cinema. James Safechuck, tra i protagonisti del documentario “Leaving Neverland”, ha pubblicato un messaggio critico, parlando del rischio che alcune figure vengano ancora celebrate nonostante le accuse. Anche il regista del documentario, Dan Reed, ha attaccato il film, sostenendo che ignori completamente questi aspetti. Dall’altra parte, il regista del biopic, Antoine Fuqua, ha risposto mettendo in dubbio alcune testimonianze e parlando di possibili interessi economici.
La discussione resta quindi aperta. Da un lato ci sono i numeri molto alti al botteghino, dall’altro un tema che continua a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori.












