Home app Monossido di carbonio, la morte bianca

Monossido di carbonio, la morte bianca

D’inverno, con la stagione fredda, tornano in funzione camini, stufe, caldaie e boiler rimasti inattivi durante i mesi più caldi. Allo stesso tempo, le abitazioni vengono arieggiate meno frequentemente e, grazie al miglioramento dei sistemi costruttivi, risultano spesso molto ben isolate dall’ambiente esterno, anche per effetto di infissi altamente prestanti.
Queste condizioni garantiscono minori consumi energetici e ambienti più confortevoli, ma possono anche favorire lo sviluppo di monossido di carbonio qualora i dispositivi di riscaldamento e i loro componenti non siano correttamente controllati e manutenuti, risultino difettosi o vengano utilizzati in modo improprio.
Pur in assenza di un database regionale annuale aggiornato e completo, i dati locali disponibili indicano che, ogni inverno, in Emilia-Romagna si registrano accessi ospedalieri per intossicazione da monossido di carbonio, con decine di casi clinicamente significativi, nella quasi totalità riconducibili a sistemi di riscaldamento e a processi di combustione in ambito domestico.

Ma che cos’è il monossido di carbonio?
Il monossido di carbonio (CO) è un gas tossico e infiammabile che si genera durante le reazioni di combustione di combustibili solidi, liquidi e gassosi contenenti carbonio (come legna, carbone, benzina, gasolio, metano, GPL ecc.), quando il comburente è l’ossigeno presente nell’aria.
Questo gas ha la pericolosa caratteristica di essere incolore, inodore e insapore: la sua presenza in un ambiente non è quindi percepibile dai sensi umani e ci si può rendere conto dell’intossicazione solo quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi sull’organismo.
Il monossido di carbonio ha una densità molto simile a quella dell’aria, per cui in ambienti confinati tende a diffondersi uniformemente in tutto il volume, senza stratificarsi in modo significativo. Inoltre, ha una capacità di legarsi all’emoglobina dei globuli rossi (responsabili del trasporto dell’ossigeno nell’organismo) con un’affinità circa 300 volte superiore a quella dell’ossigeno, riducendo drasticamente l’ossigenazione dei tessuti.
In condizioni ideali di combustione completa, ad esempio del gas naturale o della legna, il carbonio si combina con due atomi di ossigeno formando anidride carbonica (CO₂), un gas relativamente innocuo alle basse concentrazioni normalmente presenti nell’aria.
Quando invece l’ossigeno disponibile non è sufficiente o la combustione avviene in modo inefficiente, il carbonio si combina con un solo atomo di ossigeno, dando origine al monossido di carbonio (CO), altamente tossico.

Principali cause per la formazione di monossido di carbonio
Spesso non esiste un solo motivo per la formazione di monossido ma una combinazione di cause, molte delle quali dovute a mancata manutenzione o comportamenti sbagliati. Elenchiamo di seguito le principali cause:

Mancata manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento: tutti gli impianti di riscaldamento, siano essi caldaie, camini, boiler, stufe ecc, necessitano di manutenzione programmata e controlli periodici. Il mancato rispetto di tali obblighi è una delle principali cause di incidenti da intossicazione da monossido di carbonio. La mancata pulizia delle canne fumarie può provocare il ritorno dei gas di scarico negli ambienti interni, oltre ad aumentare significativamente il rischio di incendio.

– Allo stesso modo, l’assenza o l’irregolarità dei controlli periodici sulle caldaie, siano esse tradizionali o a camera stagna, può determinare malfunzionamenti del bruciatore o dei sistemi di evacuazione dei fumi. Queste condizioni favoriscono la produzione di monossido di carbonio e il ristagno dei gas combusti nei condotti, con possibile successivo rientro negli ambienti abitati.

Mancata o insufficiente aereazione dei locali: questa è una delle cause principali di intossicazione, poiché molti dispositivi di produzione di calore, come le caldaie non stagne, prelevano l’ossigeno necessario alla combustione direttamente dall’ambiente in cui sono installati. Se tale ambiente è privo di adeguate aperture per l’ingresso di aria dall’esterno, nel tempo la concentrazione di ossigeno diminuisce, la combustione diventa incompleta e si ha produzione di monossido di carbonio. In queste condizioni, la mancanza di apporto di aria dall’esterno può generare una depressione che favorisce il richiamo dei prodotti della combustione all’interno dei locali. Il monossido di carbonio, lentamente ma in modo inesorabile, può così accumularsi fino a raggiungere concentrazioni estremamente pericolose.

NB: l’apertura di aerazione che è obbligo di legge per aver impianti a norma nei locali cucina con piano cottura alimentati a gas va lasciata completamente aperta anche in inverno e soprattutto nell’arco temporale di uso del piano cottura. Se comprate un appartamento o entrate in affitto chiedete la dichiarazione di conformità dell’impianto di adduzione e utilizzo del gas.
Le prese d’aria, pertanto, non rappresentano una dispersione inutile di calore, ma costituiscono un vero e proprio dispositivo di sicurezza indispensabile per il corretto funzionamento degli impianti e per la tutela della salute degli occupanti.

Braci: dopo gli impianti malfunzionanti o installati in ambienti insufficientemente aerati, un’altra delle principali cause di intossicazione da monossido di carbonio è rappresentata dalle braci, siano esse generate da bracieri utilizzati per scaldarsi, da camini aperti lasciati accesi a lungo in locali poco ventilati o da altre fonti analoghe. Durante la fase di brace non è presente una fiamma viva: la temperatura di combustione si abbassa e la produzione di fumo visibile si riduce quasi completamente. Tuttavia, la legna o il carbone continuano a reagire con l’ossigeno dell’aria; in assenza di condizioni sufficienti per completare la combustione, si formano grandi quantità di monossido di carbonio. Questa situazione è particolarmente insidiosa perché, con la diminuzione del fumo e dell’odore, le persone tendono a sottovalutare il pericolo, restano nell’ambiente contaminato e, in molti casi, si addormentano. La fase di brace è quindi la più pericolosa, poiché produce elevate concentrazioni di monossido di carbonio in assenza di fiamme o segnali evidenti, proprio nel momento in cui il rischio è massimo e le possibilità di percepirlo sono minime.

Sintomi dell’intossicazione da monossido di carbonio
L’intossicazione da monossido inizia in modo subdolo e i primi sintomi sono spesso ignorati o facilmente confondibili con disturbi comuni:
– mal di testa: è il sintomo più frequente e spesso il più sottovalutato;
– capogiro o senso di vertigine: sensazione di “testa leggera” o di svenimento;
– nausea e malessere generale: spesso confusa con indigestione;
– sonnolenza e stanchezza anomala: sonno improvviso e affaticamento sproporzionato (molto insidioso perché favorisce l’addormentamento);
– difficoltà di concentrazione e confusione;
– disturbi alla vista;
– palpitazioni e respiro accelerato.
Se più persone nello stesso ambiente presentano sintomi simili nello stesso momento, il sospetto di monossido di carbonio deve essere immediato!

Cosa fare
In caso di sospetta intossicazione da monossido di carbonio, la prima azione da compiere è arieggiare immediatamente i locali, aprendo porte e finestre. Contestualmente, se possibile e senza esporsi a rischi, è necessario spegnere l’apparecchio che potrebbe essere la fonte del monossido (come una caldaia o una stufa) oppure allontanarlo dall’ambiente, nel caso di dispositivi mobili come i bracieri.
Subito dopo è fondamentale chiamare il Numero Unico delle Emergenze 112, che attiverà tempestivamente i soccorsi, inviando personale sanitario e i Vigili del Fuoco.

Attenzione: qualora si venga a conoscenza di una possibile intossicazione da monossido di carbonio e si tenti di prestare soccorso, è fondamentale ricordare che anche pochi minuti trascorsi in un ambiente contaminato possono essere estremamente pericolosi.
La presenza di persone gravemente intossicate o decedute indica infatti concentrazioni molto elevate di monossido di carbonio, tali da poter causare gravi intossicazioni anche a chi entra per prestare aiuto.

Conclusione
Il monossido di carbonio non si vede e non si sente, ma uccide. Bastano pochi accorgimenti per evitare tragedie che, troppo spesso, sono completamente prevenibili. (a cura dei Vigili del Fuoco di Ravenna)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here