Pontedera costretto a rimandare l’appuntamento con la vittoria, sfumata quest’oggi al Tonino Benelli di Pesaro, con i padroni di casa a recuperare lo svantaggio iniziale siglato al 51′ da Yeboah e rovinare la festa ai granata. Adesso però i granata sono chiamati a ripartire dal buon pari e il buon atteggiamento messo in atto per provare a conquistare la vittoria mercoledì 4 marzo contro la Juventus Next Gen in un Mannucci che dovrà trascinare i ragazzi allenati da Piero Braglia.
A rendere però contento il Pontedera sono i risultati delle rivali avanti tutte sconfitte e rallentate, tranne la Sambenedettese che resta comunque a otto distanze di lunghezza.
Vis Pesaro-Pontedera 1-1
Vis Pesaro: Pozzi; Ceccacci, Primasso, Di Renzo (72′ Lari); Zoia, Pucciarelli (56′ Berengo), Di Paola, Franchetti (56′ Giovannini); Machin, Durmush; Nicastro (56′ Jallow). A disp. Guarnone, Fratti, Piras, Magi, Bastianelli, Barranco, Podrini, Rizza, Chiudy, Ventre. Allenatore: Roberto Stellone.
Il Livorno torna a San Benedetto del Tronto dopo la vittoriosa esperienza nella Poule Scudetto di Serie D dell’anno scorso. Inizio determinato del Livorno, ma è la Samb a rendesi pericolosa con un cross su cui Seghetti non esce al 4°, Dalmazzi manda fuori. La partita fornisce poi scarse emozioni con entrambe le squadre che sbagliano parecchi passaggi, al 25° un tiro da fuori di Odjer parato a terra da Cultraro. Al 31° tiro alto di Parigini in ripartenza, 2 minuti dopo di testa Eusepi impegna Seghetti in due tempi. Al 42° ottimo intervento di Seghetti su Parigini con palla deviata in angolo, poi termina il primo tempo. La ripresa inizia con un fallo subito da Peralta in area al 47°, il Livorno chiede la revisione FVS ma l’arbitro Frasynyak lo nega. Buona opportunità per Dionisi al 55° ma il tiro è alle stelle, al 63° entrano Panaioli, Vayrynben e Marchesi per Luperini, Bonassi e Malagrida. Mischia in area Samb al 69° ma Cultraro se la cava con due respinte di pugno. Al 76° tacco di Dionisi per Peralta che finisce a terra in area. Pericoloso Marranzino al 78° con un diagonale fuori di poco.All’80° escono Peralta e Ghezzi per Biondi e Mawete, poi all’85° Konate tira fuori da buona posizione, al 90° tiro telefonato di Vayrynen, 6 minuti di recupero durante i quali non accade niente e la partita termina in parità.
L’Empoli di Alessio Dionisi non sa più vincere, la squadra azzurra impatta anche con il Cesena, allungando ad otto la serie negativa con quattro pareggi e quattro sconfitte, e la miseria di quattro punti raccolti su 24 a disposizione. Gli azzurri retrocedono in undicesima posizione, scavalcati anche dal Padova, vittorioso a Modena, ma alle sue spalle la zona retrocessione rischia di avanzare pericolosamente: se domani la Carrarese dovesse perdere a Mantova, finirebbe nei guai oltre ai marmiferi stessi anche l’Empoli che vedrebbe ridursi il vantaggio sulla zona retrocessione a sole due lunghezze.
Dopo l’incoraggiante prestazione di Frosinone ci aspettavamo un Empoli battagliero e voglioso di ritrovare la vittoria che manca ormai da quasi due mesi, proprio nella gara d’andata contro il Cesena, e al Castellani addirittura da fine novembre, quando gli azzurri strapazzarono il Bari per 5-0, pugliesi che curiosamente sono i prossimi avversari (turno infrasettimanale di mercoledì, ndr): dicevamo, ci aspettavamo un Empoli arrembante, siamo rimasti per l’ennesima volta delusi. Abbiamo assistito, invece, all’ennesimo primo tempo piatto, senza grinta e mordente, senz’anima, svogliato: un primo tempo in cui l’Empoli ha riversato sul terreno di gioco tutti i propri malesseri; i malesseri di una squadra che fa perfino irritare e al tempo stesso annoiare. Lenta, prevedibile, compassata, pasticciona, disordinata, inconcludente e perfino impaurita. Il Cesena, che al pari degli azzurri sta attraversando un “momento no”, al cospetto è sembrata avere quanto meno un’idea di squadra: e con quell’idea di squadra, approfittando delle amnesie empolesi ha colpito due pali interni, sul secondo di questi è provvidenziale la deviazione di Fulignati, ed è passata in vantaggio al minuto 29 con Cristian Shpendi, gemello dell’azzurro Stiven. Ecco, appunto, Stiven: se gli altri nove ci mettessero la stessa foga, la stessa voglia che ci mette questo ragazzo forse oggi non saremmo qui a dover scrivere pagine nere, anziché azzurre.
Invece dobbiamo sorbirci gli erroracci “grammaticali” in mediana, con errori di lessico nel dare del tu al pallone e di ortografia in quelli di impostazione, e le idee raffazzonate sulle fasce dove ogni qual volta si deve fare a meno di Elia (oggi squalificato, ndr) dobbiamo sorbirci orripilanti giocate, con idee sbagliate e la solita giocata palla dietro e, ancora, palla dietro, e di nuovo, palla dietro per Fulignati che lancia lungo. Il primo tempo si chiude “solo” 0-1, e il menomale è per due motivi: il primo riguarda uno spettacolo indegno per un campionato di Serie B; il secondo perché clamorosamente l’Empoli è sempre in partita. Gli azzurri si aggrappano a quel “clamorosamente c’è ancora partita” e con Saporiti, poi Ilie ma soprattutto Fila, che ha il merito di trovare la rete del pari, riagguantano un match che ad un certo punto della prima frazione di gara sembrava pura utopia.
Dopo la rete del pareggio l’Empoli ha dato il meglio di un pomeriggio qualitativamente scarso, ha rischiato di prendersi un paio di ripartenze degli ospiti, ma ha anche sfiorato di portare a casa l’intera posta in palio. Al triplice fischio finale si sente qualche fischio, coperto solo dal solito baccano musicale, che si mescola a qualche applauso… di incoraggiamento, lo aggiungiamo noi.
Un punto che smuove la classifica, di poco, ma la smuove: adesso siamo a 31, ne mancano più o meno 15-16 per raggiungere la salvezza; undici giornate alla fine di una stagione che sta diventando una specie di agonia, ed in cui l’Empoli adesso deve impegnarsi per non trasformarla in un incubo. Sette di queste undici apparizioni si giocheranno lontano dal nostro stadio, e soltanto quattro tra le mura amiche, dove l’Empoli in sedici gare ufficiali, compresa quella di Coppa Italia, in questa stagione ha vinto soltanto tre volte: se vinci tre volte in 16 partite, vorrà pur dire qualcosa. E la prossima settimana, con due partite ravvicinate tra Bari e Catanzaro, potrebbe già rivelare molto del destino che attende gli azzurri da qui al secondo fine settimana di maggio, quando calerà il sipario su questa stagione cadetta.
Fonte: gabrieleguastella.it
L’attaccante azzurro Fila contrastato dalla difesa del Cesena: per fortuna il ceco ha trovato la rete del pareggio, tra l’altro primo gol con la maglia azzurra, evitando l’ennesima sconfitta stagionale dell’Empoli (Credit Ph EFC 1920)
Mancano poche ore all’inizio della quarta serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover e ai duetti, uno dei momenti più attesi della kermesse canora. “Stasera è la festa per eccellenza. Ci saranno una serie di duetti, probabili e anche improbabili”, ha dichiarato Carlo Conti.
Al fianco del direttore artistico alla co-conduzione ci sarà Laura Pausini e Bianca Balti, che torna sul palco dell’Ariston a un anno di distanza, dopo un percorso personale molto delicato, legato al tumore che le era stato diagnosticato nel 2024.
Grande attesa anche per l’esibizione di Laura Pausini, che si esibirà in un medley di cui non ha ancora voluto svelare i brani.
Spazio poi al Premio Città di Sanremo, che verrà consegnato a Caterina Caselli a 60 anni dalla sua partecipazione al festival.
Anche questa sera verranno trattati temi molto attuali, come il disagio e le dipendenze giovanili, dalla droga al digitale. Per questo salirà sul palco Vincenzo Schettini, che si concentrerà sulla dipendenza tecnologica e sul dialogo con i più giovani.
Al Suzuki Stage di Piazza Colombo sarà la serata di Francesco Gabbani, mentre a bordo della Costa Toscana Max Pezzali promette un’esibizione una con “uno dei pezzi che hanno lasciato il segno”.
Questa sera si esibiranno tutti e 30 i Big in gara in duetti con artisti ospiti in cover tratte dal repertorio italiano o internazionale. Le esibizioni verrano votate attraverso il Televoto, la Giuria della Sala Stampa Tv e Web e la Giuria delle Radio, e il premio della serata andrà all’artista più votato, proclamato vincitore della serata delle cover.
Ecco tutti i duetti della quarta serata, in ordine alfabetico:
Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono
Bambole di pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
Chiello con Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp
Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via
Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé
Enrico Nigiotti con Alfa – En e Xanax
Ermal Meta con Dardust – Golden hour
Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser – Meravigliosa creatura
Francesca Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola
Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole parole
J-Ax con Ligera County Fam. – E la vita, la vita
Lda e Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento
Leo Gassmann con Aiello – Era già tutto previsto
Levante con Gaia – I maschi
Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro al cuore
Mara Sattei con Mecna – L’ultimo bacio
Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas – Il mondo
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno
Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone
Raf con The Kolors – The riddle
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci – Baila morena
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the road Jack
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Bésame mucho
Bryan Adams ha annunciato una nuova serie di date del tour europeo a supporto del suo acclamato album del 2025, “Roll With The Punches”. Il cantante porterà il suo inconfondibile show nelle arene di tutta Europa a partire dal 27 settembre. All’interno del tour anche un unico attesissimo concerto italiano che si terrà sabato 28 novembre all’Unipol Dome di Milano.
Dopo l’uscita di “Roll With The Punches”, Adams continua a dimostrare perché rimane uno degli artisti più dinamici al mondo. Nominato ai JUNO Awards 2026 nella categoria Rock Album of the Year, l’album propone il suo inconfondibile mix di rock anthemico, riff di chitarra graffianti e scrittura intensa e personale, alternando brani incisivi e ricchi di hook a momenti più riflessivi che catturano la resilienza e lo spirito che hanno definito la sua carriera. I nuovi brani stanno già trovando spazio in scaletta accanto ai classici senza tempo come “Summer of ’69”, “Heaven”, “Run to You” e “(Everything I Do) I Do It For You”, promettendo ai fan una setlist capace di attraversare generazioni. Con decenni di successi in classifica, tour sold out e performance dal vivo indimenticabili, Bryan Adams continua a offrire uno show rock da arena che unisce i fan di tutto il mondo.
Questa tournée europea promette serate memorabili tra nuova musica, gemme per intenditori e canzoni che sono ormai parte del DNA musicale globale. Saranno inoltre disponibili speciali pacchetti VIP per i fan che desiderano vivere l’esperienza da vicino. I vantaggi includono i migliori posti disponibili, accesso a un Q&A pre-show con Bryan Adams, tour esclusivo dietro le quinte della produzione, una versione delax del vinile autografata e molto altro.
I biglietti saranno in prevendita per gli iscritti alla newsletter D’Alessandro e Galli da mercoledì 4 marzo, alle ore 11.00, fino a giovedi 5 marzo, alle 23.59. La vendita generale avrà inizio venerdì 6 marzo, alle 10.00, su Ticketone e nei punti vendita autorizzati.
Alla vigilia di Empoli-Cesena, gara in programma allo stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena sabato 28 febbraio alle ore 15:00, ha parlato il tecnico degli azzurri Alessio Dionisi.
Per la nostra redazione sportiva presente la voce azzurra Gabriele Guastella.
Pontedera costretto a rimandare l’appuntamento con la vittoria, sfumata quest’oggi al Tonino Benelli di Pesaro, con i padroni di casa a recuperare lo svantaggio iniziale siglato al 51′ da Yeboah e rovinare la festa ai granata. Adesso però i granata sono chiamati a ripartire dal buon pari e il buon atteggiamento messo in atto per provare a conquistare la vittoria mercoledì 4 marzo contro la Juventus Next Gen in un Mannucci che dovrà trascinare i ragazzi allenati da Piero Braglia.
A rendere però contento il Pontedera sono i risultati delle rivali avanti tutte sconfitte e rallentate, tranne la Sambenedettese che resta comunque a otto distanze di lunghezza.
Vis Pesaro-Pontedera 1-1
Vis Pesaro: Pozzi; Ceccacci, Primasso, Di Renzo (72′ Lari); Zoia, Pucciarelli (56′ Berengo), Di Paola, Franchetti (56′ Giovannini); Machin, Durmush; Nicastro (56′ Jallow). A disp. Guarnone, Fratti, Piras, Magi, Bastianelli, Barranco, Podrini, Rizza, Chiudy, Ventre. Allenatore: Roberto Stellone.
Il Livorno torna a San Benedetto del Tronto dopo la vittoriosa esperienza nella Poule Scudetto di Serie D dell’anno scorso. Inizio determinato del Livorno, ma è la Samb a rendesi pericolosa con un cross su cui Seghetti non esce al 4°, Dalmazzi manda fuori. La partita fornisce poi scarse emozioni con entrambe le squadre che sbagliano parecchi passaggi, al 25° un tiro da fuori di Odjer parato a terra da Cultraro. Al 31° tiro alto di Parigini in ripartenza, 2 minuti dopo di testa Eusepi impegna Seghetti in due tempi. Al 42° ottimo intervento di Seghetti su Parigini con palla deviata in angolo, poi termina il primo tempo. La ripresa inizia con un fallo subito da Peralta in area al 47°, il Livorno chiede la revisione FVS ma l’arbitro Frasynyak lo nega. Buona opportunità per Dionisi al 55° ma il tiro è alle stelle, al 63° entrano Panaioli, Vayrynben e Marchesi per Luperini, Bonassi e Malagrida. Mischia in area Samb al 69° ma Cultraro se la cava con due respinte di pugno. Al 76° tacco di Dionisi per Peralta che finisce a terra in area. Pericoloso Marranzino al 78° con un diagonale fuori di poco.All’80° escono Peralta e Ghezzi per Biondi e Mawete, poi all’85° Konate tira fuori da buona posizione, al 90° tiro telefonato di Vayrynen, 6 minuti di recupero durante i quali non accade niente e la partita termina in parità.
L’Empoli di Alessio Dionisi non sa più vincere, la squadra azzurra impatta anche con il Cesena, allungando ad otto la serie negativa con quattro pareggi e quattro sconfitte, e la miseria di quattro punti raccolti su 24 a disposizione. Gli azzurri retrocedono in undicesima posizione, scavalcati anche dal Padova, vittorioso a Modena, ma alle sue spalle la zona retrocessione rischia di avanzare pericolosamente: se domani la Carrarese dovesse perdere a Mantova, finirebbe nei guai oltre ai marmiferi stessi anche l’Empoli che vedrebbe ridursi il vantaggio sulla zona retrocessione a sole due lunghezze.
Dopo l’incoraggiante prestazione di Frosinone ci aspettavamo un Empoli battagliero e voglioso di ritrovare la vittoria che manca ormai da quasi due mesi, proprio nella gara d’andata contro il Cesena, e al Castellani addirittura da fine novembre, quando gli azzurri strapazzarono il Bari per 5-0, pugliesi che curiosamente sono i prossimi avversari (turno infrasettimanale di mercoledì, ndr): dicevamo, ci aspettavamo un Empoli arrembante, siamo rimasti per l’ennesima volta delusi. Abbiamo assistito, invece, all’ennesimo primo tempo piatto, senza grinta e mordente, senz’anima, svogliato: un primo tempo in cui l’Empoli ha riversato sul terreno di gioco tutti i propri malesseri; i malesseri di una squadra che fa perfino irritare e al tempo stesso annoiare. Lenta, prevedibile, compassata, pasticciona, disordinata, inconcludente e perfino impaurita. Il Cesena, che al pari degli azzurri sta attraversando un “momento no”, al cospetto è sembrata avere quanto meno un’idea di squadra: e con quell’idea di squadra, approfittando delle amnesie empolesi ha colpito due pali interni, sul secondo di questi è provvidenziale la deviazione di Fulignati, ed è passata in vantaggio al minuto 29 con Cristian Shpendi, gemello dell’azzurro Stiven. Ecco, appunto, Stiven: se gli altri nove ci mettessero la stessa foga, la stessa voglia che ci mette questo ragazzo forse oggi non saremmo qui a dover scrivere pagine nere, anziché azzurre.
Invece dobbiamo sorbirci gli erroracci “grammaticali” in mediana, con errori di lessico nel dare del tu al pallone e di ortografia in quelli di impostazione, e le idee raffazzonate sulle fasce dove ogni qual volta si deve fare a meno di Elia (oggi squalificato, ndr) dobbiamo sorbirci orripilanti giocate, con idee sbagliate e la solita giocata palla dietro e, ancora, palla dietro, e di nuovo, palla dietro per Fulignati che lancia lungo. Il primo tempo si chiude “solo” 0-1, e il menomale è per due motivi: il primo riguarda uno spettacolo indegno per un campionato di Serie B; il secondo perché clamorosamente l’Empoli è sempre in partita. Gli azzurri si aggrappano a quel “clamorosamente c’è ancora partita” e con Saporiti, poi Ilie ma soprattutto Fila, che ha il merito di trovare la rete del pari, riagguantano un match che ad un certo punto della prima frazione di gara sembrava pura utopia.
Dopo la rete del pareggio l’Empoli ha dato il meglio di un pomeriggio qualitativamente scarso, ha rischiato di prendersi un paio di ripartenze degli ospiti, ma ha anche sfiorato di portare a casa l’intera posta in palio. Al triplice fischio finale si sente qualche fischio, coperto solo dal solito baccano musicale, che si mescola a qualche applauso… di incoraggiamento, lo aggiungiamo noi.
Un punto che smuove la classifica, di poco, ma la smuove: adesso siamo a 31, ne mancano più o meno 15-16 per raggiungere la salvezza; undici giornate alla fine di una stagione che sta diventando una specie di agonia, ed in cui l’Empoli adesso deve impegnarsi per non trasformarla in un incubo. Sette di queste undici apparizioni si giocheranno lontano dal nostro stadio, e soltanto quattro tra le mura amiche, dove l’Empoli in sedici gare ufficiali, compresa quella di Coppa Italia, in questa stagione ha vinto soltanto tre volte: se vinci tre volte in 16 partite, vorrà pur dire qualcosa. E la prossima settimana, con due partite ravvicinate tra Bari e Catanzaro, potrebbe già rivelare molto del destino che attende gli azzurri da qui al secondo fine settimana di maggio, quando calerà il sipario su questa stagione cadetta.
Fonte: gabrieleguastella.it
L’attaccante azzurro Fila contrastato dalla difesa del Cesena: per fortuna il ceco ha trovato la rete del pareggio, tra l’altro primo gol con la maglia azzurra, evitando l’ennesima sconfitta stagionale dell’Empoli (Credit Ph EFC 1920)
Mancano poche ore all’inizio della quarta serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover e ai duetti, uno dei momenti più attesi della kermesse canora. “Stasera è la festa per eccellenza. Ci saranno una serie di duetti, probabili e anche improbabili”, ha dichiarato Carlo Conti.
Al fianco del direttore artistico alla co-conduzione ci sarà Laura Pausini e Bianca Balti, che torna sul palco dell’Ariston a un anno di distanza, dopo un percorso personale molto delicato, legato al tumore che le era stato diagnosticato nel 2024.
Grande attesa anche per l’esibizione di Laura Pausini, che si esibirà in un medley di cui non ha ancora voluto svelare i brani.
Spazio poi al Premio Città di Sanremo, che verrà consegnato a Caterina Caselli a 60 anni dalla sua partecipazione al festival.
Anche questa sera verranno trattati temi molto attuali, come il disagio e le dipendenze giovanili, dalla droga al digitale. Per questo salirà sul palco Vincenzo Schettini, che si concentrerà sulla dipendenza tecnologica e sul dialogo con i più giovani.
Al Suzuki Stage di Piazza Colombo sarà la serata di Francesco Gabbani, mentre a bordo della Costa Toscana Max Pezzali promette un’esibizione una con “uno dei pezzi che hanno lasciato il segno”.
Questa sera si esibiranno tutti e 30 i Big in gara in duetti con artisti ospiti in cover tratte dal repertorio italiano o internazionale. Le esibizioni verrano votate attraverso il Televoto, la Giuria della Sala Stampa Tv e Web e la Giuria delle Radio, e il premio della serata andrà all’artista più votato, proclamato vincitore della serata delle cover.
Ecco tutti i duetti della quarta serata, in ordine alfabetico:
Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono
Bambole di pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
Chiello con Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp
Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via
Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé
Enrico Nigiotti con Alfa – En e Xanax
Ermal Meta con Dardust – Golden hour
Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser – Meravigliosa creatura
Francesca Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola
Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole parole
J-Ax con Ligera County Fam. – E la vita, la vita
Lda e Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento
Leo Gassmann con Aiello – Era già tutto previsto
Levante con Gaia – I maschi
Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro al cuore
Mara Sattei con Mecna – L’ultimo bacio
Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas – Il mondo
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno
Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone
Raf con The Kolors – The riddle
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci – Baila morena
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the road Jack
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Bésame mucho
Bryan Adams ha annunciato una nuova serie di date del tour europeo a supporto del suo acclamato album del 2025, “Roll With The Punches”. Il cantante porterà il suo inconfondibile show nelle arene di tutta Europa a partire dal 27 settembre. All’interno del tour anche un unico attesissimo concerto italiano che si terrà sabato 28 novembre all’Unipol Dome di Milano.
Dopo l’uscita di “Roll With The Punches”, Adams continua a dimostrare perché rimane uno degli artisti più dinamici al mondo. Nominato ai JUNO Awards 2026 nella categoria Rock Album of the Year, l’album propone il suo inconfondibile mix di rock anthemico, riff di chitarra graffianti e scrittura intensa e personale, alternando brani incisivi e ricchi di hook a momenti più riflessivi che catturano la resilienza e lo spirito che hanno definito la sua carriera. I nuovi brani stanno già trovando spazio in scaletta accanto ai classici senza tempo come “Summer of ’69”, “Heaven”, “Run to You” e “(Everything I Do) I Do It For You”, promettendo ai fan una setlist capace di attraversare generazioni. Con decenni di successi in classifica, tour sold out e performance dal vivo indimenticabili, Bryan Adams continua a offrire uno show rock da arena che unisce i fan di tutto il mondo.
Questa tournée europea promette serate memorabili tra nuova musica, gemme per intenditori e canzoni che sono ormai parte del DNA musicale globale. Saranno inoltre disponibili speciali pacchetti VIP per i fan che desiderano vivere l’esperienza da vicino. I vantaggi includono i migliori posti disponibili, accesso a un Q&A pre-show con Bryan Adams, tour esclusivo dietro le quinte della produzione, una versione delax del vinile autografata e molto altro.
I biglietti saranno in prevendita per gli iscritti alla newsletter D’Alessandro e Galli da mercoledì 4 marzo, alle ore 11.00, fino a giovedi 5 marzo, alle 23.59. La vendita generale avrà inizio venerdì 6 marzo, alle 10.00, su Ticketone e nei punti vendita autorizzati.
Alla vigilia di Empoli-Cesena, gara in programma allo stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena sabato 28 febbraio alle ore 15:00, ha parlato il tecnico degli azzurri Alessio Dionisi.
Per la nostra redazione sportiva presente la voce azzurra Gabriele Guastella.
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