Taylor Swift fa ancora parlare di sé, ma questa volta per un motivo diverso dal solito: quello dei brevetti. L’obiettivo è chiaro, provare a proteggere la sua voce e la sua immagine, soprattutto in un momento in cui i contenuti creati con l’intelligenza artificiale stanno aumentando.
Negli ultimi giorni ha depositato alcune richieste presso l’ufficio marchi negli Stati Uniti. Tra queste ci sono anche due frasi molto semplici: “Hey, it’s Taylor” e “Hey, it’s Taylor Swift”. Non solo scritte, ma proprio registrate con la sua voce, con file audio allegati. Non è una pratica così comune, di solito si vengono registrati nomi, loghi o simboli, anche se esistono già esempi legati ai suoni, come alcuni jingle televisivi. In questo caso, però, il focus è proprio sulla voce.
C’è anche un’altra richiesta: riguarda una sua immagine mentre si esibisce sul palco. In realtà Swift ha già molti marchi registrati, tra nome, titoli di album e testi, ma questa volta il contesto è diverso. Dietro questa scelta c’è anche il tema dei deepfake: video e audio generati con l’IA stanno diventando sempre più diffusi, e questo tipo di tutela potrebbe servire a limitare usi non autorizzati.
Non è l’unico caso recente. Anche Matthew McConaughey aveva provato a muoversi in modo simile, cercando di proteggere la propria immagine. Resta però da capire quanto queste strategie possano davvero funzionare a livello legale. Per ora, Swift aggiunge un altro tassello al controllo della sua identità artistica, spostandosi anche su un piano più tecnico e giuridico.












