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Via libera al Parco Lulù in memoria della figlioletta di Niccolò Fabi, tragicamente scomparsa

Dopo quasi quattro anni di stop per questioni burocratiche, si sblocca a Taranto l’iter per la realizzazione del Parco Lulù nel quartiere Tamburi, nato dalla volontà del cantautore Niccolò Fabi per ricordare Olivia, la figlia tragicamente scomparsa nel 2010 all’età di due anni a causa di una meningite fulminante.

Nicolò Fabi e la moglie Shirin Amini decisero di realizzare il parco giochi per bambini, finanziato dalla Fondazione Pizzarotti e dallo stesso cantautore romano, accanto alla scuola “Gabelli”, in un quartiere particolarmente problematico della città soprattutto sul fronte dell’inquinamento industriale, vista la vicinanza agli impianti siderurgici ex Ilva, ora Arcelor Mittal.

Il dirigente del settore Ambiente della Provincia di Taranto, Roberto Carucci, ha firmato venerdì scorso il provvedimento, istruito dal funzionario Aniello Polignano, che certifica l’avvenuta bonifica delle aree del quartiere Tamburi.
Tra gli interventi, la rimozione del terreno contaminato superficiale (primi 30 centimetri) in tutte le aree scoperte e non pavimentate in modo da annullare in maniera certa i percorsi di esposizione che hanno evidenziato criticità in relazione al rischio sanitario cancerogeno e tossico per bambini e adulti residenti.

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