EMPOLI (3-4-2-1) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 15 Ceesay (dal 25′ st 26 Candela), 6 Degli Innocenti, 18 Ghion, 7 Elia (dal 34′ st 27 Moruzzi), 10 Ilie (dal 25′ st 14 Yepes), 25 Ignacchiti (dal 1′ st 11 Shpendi); 19 Nasti (dal 25′ st 17 Fila). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 4 Romagnoli, 24 Ebuehi; 32 Haas; 70 Saporiti, 77 Popov. All. Alessio Dionisi
MODENA (3-5-2) – 1 Chichizola; 77 Tonoli, 19 Nador, 20 Nieling; 2 Beyuku (dal 23′ st 98 Zanimacchia), 17 Massolin (dal 23′ st 18 Pyyhtia), 16 Gerli, 8 Santoro, 7 Zampano; 99 De Luca (dal 23′ st 9 Gliozzi), 11 Mendes (dal 28′ st 92 Defrel, dal 37′ st 28 Adorni). A disp. 13 Laidani, 22 Pezzolato; 33 Cauz, 29 Cotali, 25 Dellavalle, 6 Magnino. All. Andrea Sottil
Arbitro: Sig. Giuseppe Mucera di Palermo (Preti-Galimberti | IV Uff.le Perri – VAR Cosso/Fabbri)
Note: Angoli Empoli 5 Modena 4. Ammoniti: al 38′ 99 De Luca (M), al 45′ 19 Nador (M); al 11′ st 11 Shpendi (E), al 36′ st 19 Nador (M). Espulsi: al 36′ st 19 Nador (M) per doppia ammonizione. Recupero: 1′ pt – 6′ st. Spettatori: 6.386.
Ha vinto il vento di tramontana, che ha sferzato lo stadio Carlo Castellani rendendo ulteriormente poco piacevole una partita già di per sé abbastanza scarsa di contenuti tecnici, e poco emotiva anche in termini di spettacolo. Lo 0-0 è, probabilmente, il risultato perfetto che sintetizza nel miglior modo quanto visto tra le 15:00 e le 16:54 nell’impianto empolese.
Alessio Dionisi alla vigilia “perde” Konate, ceduto al Lecco, e Tosto che sembra in procinto di passare al Livorno, oltre a Bianchi, fermato per un piccolo problemino muscolare, che si aggiungono a Pellegri cui l’Empoli deve rinunciare fino alla fine della stagione. Ci sono però i tre freschi nuovi arrivati: Romagnoli, Fila e Candela, che si accomodano tutti in panchina. Tra le riserve c’è anche Shpendi, che in settimana non si è allenato per qualche piccolo acciacco, così Dionisi sceglie la stessa formazione di Carrara rimpolpando il centrocampo con l’inserimento di Ignacchiti dal primo minuto con Ghion e Degli Innocenti. Nel Modena, invece, l’unico indisponibile è Sersanti.
L’avvio, ed in generale i primi venti minuti, sono ad appannaggio degli emiliani, apparsi più brillanti e tonici, decisamente padroni del campo, con l’Empoli costretto sulla difensiva e che però sembra crescere con il passare dei minuti. All’intervallo Dionisi opta per un cambio, così l’Empoli che esce dagli spogliatoi presenta la novità Shpendi in luogo di Ignacchiti. L’albanese offre una maggior fluidità d’attacco, non a caso l’Empoli costruisce una clamorosa palla gol con Nasti che, sulla corta respinta di Chichizola, colpisce un palo da posizione ravvicinata, anche se defilata, con il pallone che poi si perde sul fondo.
A venti minuti dalla fine i tecnici stravolgono le squadre, entrambi con l’intento di provare a cambiare marcia. Prima il Modena con Gliozzi, Zanimacchia e Pyynthia al posto di Beyuku, Massolin e De Luca, due minuti dopo l’Empoli con i due nuovi Candela e Fila, oltre a Yepes, al posto di Ceesay, Nasti ed Ilie.
La svolta della gara, in favore del Modena, sembra arrivare intorno alla mezzora con l’inserimento di Defrel al posto di Mendes: l’ex Roma sembra avere i movimenti giusti per mettere in difficoltà la retroguardia azzurra, e al minuto 33 ha subito l’occasione per portare gli ospiti in vantaggio, il suo colpo di testa su cross da sinistra termina di poco sopra la traversa. Come spesso accade nel calcio un episodio rischia di cambiare la “vita” di una partita, e la svolta pare arrivare davvero al minuto 36′, questa volta in favore dell’Empoli, quando Fila sfugge via alla marcatura di Nador: il centrale difensivo del Modena lo trattiene un po’ per la maglia e si becca il secondo giallo che vale il cartellino rosso. Fortuna per Sottil che può fare ancora un cambio: dentro un difensore dunque, tal Adorni proprio al posto di Defrel che archivia così la partita con appena nove minuti effettivi. E fortuna per Sottil al quadrato, perché l’Empoli odierno, anzi l’Empoli attuale, sembra non avere né coraggio, né fuoco, ardore ed energia per far male: così l’ultimo quarto d’ora, compreso i sei minuti di recupero, non offre molti spunti, e verrà ricordato solo per quegli urli e quei gesti di sprono verso i compagni da parte del portiere Andrea Fulignati, che probabilmente immaginava un finale diverso.
Fonte: gabrieleguastella.it













