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SERIE B – 8a Giornata | Questo Empoli è “imbarazzante”: il Vicenza vince senza neanche premere sull’acceleratore. Ennesima espulsione “stupida” di Curto.

EMPOLI (3-5-2) – 12 Seghetti; 8 Magnino (dal 37′ st 35 Egan), 25 Curto, 33 Cauz; 98 Zedadka, 23 Bandinelli (dal 24′ st 20 Distefano), 5 Degli Innocenti (dal 24′ st 44 Deli), 10 Saporiti (dal 24′ st 57 Belardinelli), 91 Corrado; 15 Ceesay (dal 5′ st 15 Shpendi), 77 Popov. A disp. 1 Perisan, 13 Filippis; 6 Romagnoli, 29 Indragoli, 36 Bembnista; 39 Biondini. All. Matteo Andreoletti

VICENZA (3-5-2) – 16 Gagno; 66 Papetti, 23 Brighenti, 5 Marchizza (dal 32′ st 27 Sandon); 28 Caferri, 26 Pellizzari, 8 Bellemo, 10 Valoti (dal 37′ st 29 Zonta), 21 Corazza; 7 Rauti (dal 29′ 33 Merkaj), 9 Morra (dal 29′ st 24 Alessio). A disp. 1 Bagheria; 4 Carraro, 6 Leverbe, 11 Moncini, 30 Vescovi, 32 Costa, 44 Talarico, 99 Pietrelli. All. Fabio Gallo

ARBITRO: Sig. Claudio Giuseppe Allegretta di Molfetta (Miniutti-Djurdjevic / IV Uff.le Galipò – VAR Mazzoleni/Volpi)
MARCATORI: 20’ 7 Rauti (V); 40′ st 26 Pellizzari (V)
NOTE – Angoli Empoli 4 Vicenza 4. Ammoniti: al 24′ st 5 Marchizza (V), al 28′ st 44 Deli (E), al 35′ st 28 Caferri (V). ESPULSO: al 10′ st 25 Curto (E). Recupero: 1′ pt – 4′ st. Spettatori: 5.500.

Servizio di Gabriele Guastella

Non c’è fine al peggio: l’Empoli di questa sera è stato “imbarazzante”, un pugno nello stomaco per un club e per una città abituata a “fare” calcio; si può perdere, ma così fa male, malissimo. Quella offerta nell’anticipo che apre l’ottava giornata di Serie B è stata una prestazione davvero sconcertante, ai limiti della decenza per una squadra impegnata ad affrontare un campionato importante come quello cadetto. Tolti i primi sette-otto minuti di partita, in cui l’Empoli sembrava avesse impattato bene, poi è stato un delirio di errori e orrori, una sequela impressionante di cose fatte male e di scelte sbagliate quasi da far pensare che non può essere tutto così maledettamente vero. Il primo tempo si riassume nella fiammata azzurra sull’azione che ha portato al tiro di Ceesay finito a millimetri dal gol, poi buio pesto: azzurri sempre secondi su quasi tutti i palloni, squadra lunga, reparti scollati, difesa ferma sull’azione del gol che spiana la strada al Vicenza, con Rauti che ringrazia la dormita di Curto.
Inguardabile lo stop di palla di Bandinelli nell’occasione in cui si trovava da solo nel cuore dell’area di rigore vicentina.
Da chiedersi poi a cosa stesse pensando nella propria testa lo stesso Curto al decimo della ripresa, quando si è fatto cacciare dal direttore di gara con un rosso diretto, il secondo rimediato da questo ragazzo nel giro di poche partite, il secondo fallo da rosso assurdo della stagione. Non giriamoci tanto intorno, è finito il tempo delle “carezze”, l’inizio di questa stagione di Curto è un disastro, e l’errore di Curto di questa sera sarebbe inaccettabile perfino nel campionato di Promozione, con tutto il rispetto per la categoria e chi la rappresenta. Inaccettabile dover vedere camminare Ceesay a palla lontana: gobbo e ricurvo, distaccato, con quell’aria che sembra quasi voglia comunicare “è già tanto che sono qui…”. Il gol di Ascoli? Lo abbiamo scritto, bravo, bello, la conferma che ha talento: ma nel calcio, come nella vita, avere talento non basta, il talento va allenato, con tanta disciplina.

Il secondo tempo dell’Empoli, che inizia guarda il caso con l’ingresso in campo di Shpendi al posto di Ceesay, è appena migliore rispetto al primo, ma solo perché l’albanese si danna l’anima e almeno per cinque minuti l’Empoli sembra giocare in undici. Cinque minuti minuti perché appunto poi Curto combina la frittata e l’Empoli in dieci ci gioca davvero, e in dieci non gioca neanche malissimo, anzi offre forse il meglio, o il meno peggio della serata. Shpendi, e chi sennò, impegna severamente Gagno al termine di un’azione personale, poi è sfortunato il ragazzo a finire in fuorigioco nell’azione che porta l’Empoli al pareggio e Cauz al gol: il Castellani esulta, ma l’urlo e l’entusiasmo restano strozzati in gola quando il VAR richiama all’ordine il direttore di gara, annullando la rete del difensore. Come sarebbe potuta finire la serata se quel gol fosse stato convalidato è difficile da saperlo, forse la partita sarebbe finita al 17′ della ripresa, forse le due squadre avrebbero finito per annullarsi a vicenda, o accontentarsi; l’impressione è questa nonostante l’inferiorità numerica dei toscani. Il Vicenza, infatti, non ha fatto quasi nulla per vincerla davvero questa partita, ha semplicemente raccolto quanto concesso, o regalato, dagli avversari. Come in occasione del gol del definitivo 0-2, quando Deli ha perso una sanguinosa palla sulla propria trequarti spalancando la porta a Pellizzari per la più classica delle classiche realizzazioni.

Serata perfetta per fare delle profonde riflessioni in seno al club, e probabilmente per capire che se il Carlo Castellani non è più un fortino come una volta non è solo un segno del cambiamento dei tempi di un calcio che non è più come una volta, ma il riflesso di alcuni errori di comunicazione impresse da chi questo club lo rappresenta ai vertici. A volte gli errori si pagano subito, altre volte il riflesso arriva con qualche “stagione” di ritardo… il primo passo per agguantare una salvezza che al momento, ahimè, appare assai complicata, sarebbe quello di provare a riportare una determinata mentalità all’interno dell’ambiente… farlo con meno di quell’empolesità che contraddistingueva il club fino a non molto tempo fa però appare strada assai difficile ed impervia. L’unica fortuna di questa triste serata sportiva, a proposito ad un certo punto del match si è pure abbattuto il classico acquazzone delle giornate storte, è rappresentata dal fatto che martedì si scende di nuovo in campo e che probabilmente domani si dovrà voltare subito pagina… senza guardare ai risultati degli altri, e senza soffermarsi sulla classifica che, dopo appena otto giornate, si è fatta piuttosto tenebrosa.

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