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Carrarese, mercato in ritardo? Tra cessioni, abbonamenti e tempo che stringe cresce l’attesa

Se c’è una parola che, finora, descrive meglio di ogni altra l’estate della Carrarese è attesa. Un’attesa che, con il passare dei giorni, rischia però di trasformarsi in preoccupazione. Non tanto perché il mercato sia già da bocciare o perché la squadra abbia dimostrato di non essere competitiva, quanto perché, ad oggi, i motivi per guardare con entusiasmo alla nuova stagione sembrano ancora troppo pochi.

Il primo elemento che ha inevitabilmente alimentato il dibattito è stato il cambio in panchina. Dopo il grande lavoro svolto da Antonio Calabro, protagonista di un ciclo culminato con la storica promozione in Serie B e con due brillanti salvezze consecutive, l’arrivo di Gabriele Cioffi rappresenta una scelta importante e coraggiosa. Un allenatore dal curriculum di alto livello, che porta esperienza anche in Serie A, ma che dovrà raccogliere un’eredità pesante. Più che una diffidenza nei confronti del nuovo tecnico, quella manifestata da una parte della tifoseria è la naturale conseguenza della fine di un ciclo che ha regalato alcune delle pagine più belle della storia recente della Carrarese.

A questo si è aggiunto un mercato che, almeno fino a oggi, lascia più interrogativi che certezze.

Le partenze di Julian Illanes, Emanuele Zuelli e Simone Zanon hanno privato la squadra di tre elementi fondamentali sotto il profilo tecnico, tattico e caratteriale. In particolare, la cessione di Zanon ha sorpreso per la formula del prestito: molti immaginavano una cessione a titolo definitivo che avrebbe consentito di reinvestire immediatamente sul mercato.

Sul fronte degli acquisti, la dirigenza ha scelto di investire su profili giovani e di prospettiva. Una filosofia che ha spesso caratterizzato il club e che in passato ha dato risultati importanti, ma che comporta inevitabilmente un periodo di crescita e adattamento.

Tra i nuovi arrivati, Yanis Khafi e Moustapha Cissé sembrano essere i profili più interessanti. Entrambi possiedono qualità importanti, ma sarebbe ingeneroso pensare che possano raccogliere fin da subito l’eredità di giocatori come Zuelli o incidere immediatamente con continuità. Khafi dovrà acquisire esperienza e diventare un punto di riferimento in mezzo al campo, mentre Cissé, dopo una buona stagione in Serie C, dovrà crescere soprattutto nella gestione delle scelte e nella lettura delle situazioni di gioco.

Anche la campagna abbonamenti sembra rispecchiare questo clima di prudenza. L’entusiasmo non è ancora esploso e le ragioni appaiono molteplici.

Da una parte pesa un mercato che, almeno finora, ha visto partire diversi protagonisti senza che siano arrivati giocatori capaci di infiammare la piazza. Dall’altra c’è il tema dei prezzi. Per uno stadio come il Dei Marmi, dove soltanto la tribuna è coperta mentre gradinata e curve sono completamente scoperte, il costo degli abbonamenti e dei biglietti viene considerato da molti tifosi elevato. Altre società di Serie B hanno preferito politiche più popolari, soprattutto nei settori dedicati al tifo organizzato, con l’obiettivo di riempire lo stadio e creare fin da subito un forte coinvolgimento. Una scelta diversa rispetto a quella della Carrarese.

C’è poi un altro elemento che rende il momento particolarmente delicato: il tempo.

Oggi è 3 agosto. Tra appena dodici giorni la Carrarese sarà impegnata nella prima gara ufficiale della stagione, all’Olimpico Grande Torino contro il Torino nei trentaduesimi di Coppa Italia Frecciarossa. Diciannove giorni separano invece gli azzurri dall’esordio in campionato, davanti al proprio pubblico, contro il Mantova.

Questo significa che ogni giorno che passa riduce inevitabilmente il tempo a disposizione per costruire la squadra. Anche qualora la società riuscisse a chiudere nelle prossime ore due o tre operazioni importanti, non è affatto scontato che i nuovi arrivati possano essere immediatamente pronti.

L’inserimento in un gruppo richiede tempo, così come l’apprendimento dei meccanismi tattici di Cioffi. Se poi dovessero arrivare giocatori stranieri – ad esempio un calciatore belga o proveniente da un altro campionato estero – i tempi potrebbero ulteriormente allungarsi. Oltre all’adattamento al calcio italiano, entrerebbero in gioco anche l’ambientamento in una nuova realtà, la conoscenza della lingua e la necessità di costruire rapidamente un’intesa con i compagni.

Per questo motivo il fattore tempo rischia di diventare il principale avversario della Carrarese. Non basta individuare i profili giusti: serve metterli a disposizione dell’allenatore il prima possibile, affinché possano assimilare principi di gioco e ritmi della categoria.

Il mercato è ancora aperto e i giudizi definitivi andranno inevitabilmente rimandati. Tuttavia, a meno di tre settimane dall’inizio del campionato, la sensazione è che la Carrarese sia chiamata ad accelerare. Perché la qualità degli acquisti sarà importante, ma lo sarà altrettanto la loro capacità di arrivare in tempo per incidere fin dalle prime giornate. E in un campionato equilibrato come la Serie B, partire con il piede giusto può fare tutta la differenza del mondo.

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