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Fase 2: come cambierà il lavoro? Si ipotizza una sanificazione dell’abbigliamento provato in negozio

In attesa di un protocollo nazionale unico, si ipotizza come poter riaprire le prime aziende e negozi, in particolare abbigliamento e calzature nella fase 2. Al Governo si sta discutendo di come garantire la sicurezza personale di clienti ed esercenti nei negozi a dettaglio, si parla quindi di guanti e mascherine, dispenser per il disinfettante, code all’esterno e distanza di un metro da poter mantenere. Tra le tante misure si discute anche sul poter mantenere aperti i negozi 7 giorni su 7 per evitare assembramenti e di prolungare gli orari di apertura per chi sarà in condizione di sostenere le spese. Per il settore dell’abbigliamento si dovrà pensare a una sanificazione dei camerini e degli abiti provati dai clienti, provvedendo a sistemi di sterilizzazione efficaci.

Le opere pubbliche sono già ripartite e si avvicina anche la riapertura dei cantieri privati, dove si potrà mantenere una distanza di sicurezza tra i lavoratori, regola che dovrà essere rispettata anche nelle cave e miniere.

L’Inail evidenzia che le aziende dovranno provvedere alla nomina di un medico competente ad hoc per il periodo d’emergenza sanitaria, o trovare soluzioni alternative, che possa effettuare visite anche a richiesta dei lavoratori. Il medico permetterà di proteggere i soggetti suscettibili e di poter garantire il rientro di chi si è ammalato di Covid-19 in tutta sicurezza. Inoltre l’Inail suggerisce la “sorveglianza sanitaria eccezionale” per i lavoratori con età superiore ai 55 anni o al di sotto di tale età se soffrono di patologie.

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