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Cesare Cremonini schizofrenico: “Mi hanno salvato la psichiatria e il camminare”

Cesare Cremonini si racconta e svela di aver sofferto di schizofrenia in una lunga intervista al Corriere della Sera, raccontando la sensazione di avere dentro di sé una figura estranea: “Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola. Mi pareva quasi di vederlo. E lo psichiatra me lo fece vedere. L’immagine si trova anche su Internet. “È questo?”, chiese. Era quello. Braccia corte e appuntite, gambe ruvide e pelose. La diagnosi era: schizofrenia”.

L’intervista arriva in occasione dell’uscita del suo libro “Let them talk”, prevista per il 1° dicembre, e ha voluto condividere con il pubblico il suo lato più intimo e di uno dei periodi più oscuri della sua vita. Cesare ha trovato il coraggio di raccontare quando ha accompagnato dallo psichiatra un amico e ha iniziato a parlare di sé e di ciò che stava provando in un momento difficile della sua vita: “Venivo da due anni di ossessione feroce per la musica. Sempre chiuso in studio, anche la domenica. Smisi di tagliarmi la barba e i capelli. Lo psichiatra mi chiese cosa mi faceva sentire meglio. Risposi: camminare. Non lavorare; il lavoro era la causa”.

Così l’ex Lunapop ha cominciato a camminare e a mettere in pausa il lavoro. Questo periodo difficile ha ispirato “Nessuno vuole essere Robin”, inserito nell’album “Possibili scenari” del 2017, una prima ammissione.

Ogni tanto, però, i sintomi si ripresentano: “Quando sento il mostro borbottare, mi rimetto in cammino. Su una collina, in montagna. Sono tornato dallo psichiatra alla fine del primo tour negli stadi. Mi ha chiesto se vedevo ancora i mostri. Gli ho risposto di no, ma che ogni tanto li sento chiacchierare. E lui: “Let them talk””.

Ha parlato anche del periodo dei Lunapop, gruppo fondato sui banchi di scuola, ricordando i concerti e una curiosità sui suoi capelli rossi. Cesare fece scrivere sulla carta di identità, alla voce professione, “clown”: “Il successo può indebolirti: ingelosisce chi ti ama, spesso rende peggiore chi ti circonda. Solo un pagliaccio poteva sopravvivere a un cambiamento così grande. Per questo mi colorai i capelli di rosso”.

Orietta Berti positiva al Covid-19

Care amiche e cari amici, desidero condividere con voi che ieri dopo un nuovo tampone di controllo sono risultata positiva al covid19. Sono a casa e sono sotto controllo medico. Grazie a tutti per l’affetto e mi raccomando state attenti: indossatelamascherina, manteneteledistanze, lavarespessolemani. Un abbraccio a tutti”.

E’ il post che Orietta Berti, 77 anni, ha scritto sui suoi social e con il quale annuncia la sua positività al Covid-19. Come lei stessa scrive, si sta curando da casa e dunque le sue condizioni non preoccupano.

Dopo Iva Zanicchi e Ornella Vannoni, ora anche la cantante reggiana di Cavriago ha contratto il virus. (fotografia di copertina dal profilo Facebook di Orietta Berti)

 

Gary Barlow: è uscito il nuovo album “Music Played By Humans”

Gary Barlow torna con un nuovo album, “Music Played By Humans”, a distanza di sette anni dall’ultimo progetto discografico da solista. L’album prende ispirazione dalla musica che ha accompagnato l’infanzia di Gary, la musica orchestrale e delle big band che ha da sempre ha catturato la sua immaginazione. Registrato con un’orchestra di 80 elementi, “Music Played By Humans” fonde una moltitudine di suoni in quattordici brani dallo stile originale ed eclettico.

“La mia ambizione quando abbiamo iniziato questo album”, ha detto Gary, “era di creare qualcosa di veramente brillante, una vera e propria celebrazione della musica e dei meravigliosi musicisti che abbiamo nel Regno Unito e in tutto il mondo. Alcuni brani sono registrati con un’orchestra, altri con quartetti, con una band latina, e alcuni brani hanno sezioni jazz – è davvero musica suonata da persone, un insieme di musicisti e collaboratori, da qui il titolo dell’album – Music Played By Humans”.

L’album, che si apre con il singolo dai suoni latini, “Elita” con Michael Bublé e la star colombiana Sebastián Yatra, presenta anche collaborazioni con artisti di tutto il mondo tra cui James Corden, Barry Manilow, Chilly Gonzales, Alisha Dixon, Beverley Knight, Ibrahim Maalouf e Avishai Cohen.

“Questo è il primo album che mi ha dato l’opportunità di collaborare con tale calibro di musicisti, tutti molto diversi tra loro. Elita è iniziato come un duetto con Bublè fino a quando Michael non ha suggerito di coinvolgere Sebastián sul disco e questo ha dato alla canzone una dinamica completamente nuova. The Kind Of Friend I Need con Corden è stata divertente da registrare fin dall’inizio – è una canzone calda, di buon umore e divertente che celebra davvero l’umorismo britannico – in un modo nordico!”.

Jason Derulo: dal 4 dicembre il nuovo singolo “Love Not War (The Tampa Beat)” feat. Nuka

Arriverà in rotazione radiofonica, venerdì 4 dicembre, “Love Not War (The Tampa Beat)”, il nuovo singolo di Jason Derulo insieme al giovane produttore Nuka. Il brano è già una hit social con più di 23 milioni di video e 200 Miliardi di riproduzioni su TikTok.

Con 40 milioni di follower su TikTok e ben 113 milioni in totale, Jason Derulo è l’artista con il maggior seguito sulle piattaforme social. L’immediato e coinvolgente beat di Nuka ha catturato subito la sua attenzione, così, nonostante le miglia che li separavano, i due artisti sono riusciti a collaborare per la pubblicazione di “Love Not War (The Tampa Beat)”.

È online anche il video ufficiale del brano, che vede Jason Derulo corteggiare la sua dolce metà e ballare la famosa coreografia virale nata per il beat originale di Nuka.

“Love Not War (The Tampa Beat)” segue la pubblicazione della hit globale da più di mezzo miliardo di stream “Savage Love (Laxed – Siren Beat)”, certificata Doppio Platino (FIMI/Gfk), e che ha raggiunto la Top 5 dell’airplay radiofonico in Italia, la #1 dell’airplay radiofonico in Europa, la #1 della classifica globale di Spotify e di quella di Shazam, e la Top 10 della classifica di vendita FIMI/GFK.

Coronavirus: il punto della situazione con l’assessore alla sanità Raffaele Donini

Anche oggi, venerdì 27 novembre, l’assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini, farà il punto sui casi di Covid-19 e sulla situazione sanitaria in Emilia Romagna.
Segui la diretta.

Foto: Facebook di Raffaele Donini

“Zerosettanta – Volume Uno”: è uscito il capitolo conclusivo della trilogia di Renato Zero

E’ uscito “Zerosettanta – Volume Uno”, il terzo disco che chiude la trilogia di Renato Zero, pubblicata nell’arco degli ultimi tre mesi, per festeggiare il suo 70° compleanno con 40 canzoni inedite. Con questo progetto discografico, Renato ha provato ad esplorare nuove vie, evitando di battere sentieri già percorsi dalla discografia e lasciando il segno.

In questo terzo ed ultimo capitolo si snodano 13 nuovi brani e ancora una volta si ritrovano e si consolidano le collaborazioni che hanno arricchito tutti e tre i lavori. Il fil rouge che lega le nuove canzoni è ancora una volta l’amore, potenza catartica che muove ogni cosa, scoglio salvifico al quale aggrapparsi quando si è in balia dei flutti imperiosi della vita di tutti i giorni.

“Zerosettanta – Volume Uno” si apre con Amara Melodia, una richiesta di scuse proprio alla Signora Melodia che tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento. Il disco prosegue con Io non mi stancherò mai di te, una ballad romantica e potente, un appello rivolto alla persona amata con la preghiera di un ultimo incontro. In Orfani di Cielo, la terza traccia dell’album, Zero alza gli occhi aprendo un dialogo sincero e misericordioso con una forza benevola. In un mondo in cui soprusi, incertezze, violenze e ingiustizie regnano sovrane, il brano vuole essere una preghiera rivolta proprio al cielo, perché continui a regalarci le mille meraviglie del creato. Nel quarto brano del disco, Zero manda una missiva ad una vecchia conoscenza, quel Nemico Caro che, offuscato dalla vanità, troppe volte gli ha teso trappole, ma che non riesce mai completamente ad allontanare dalla mente e dalla sua vita. Il disco prosegue con Io e Te, una delicata cartolina d’altri tempi. Il disco prosegue con L’Ultimo Gigolò: un brano sostenuto, che spariglia una volta in più luoghi comuni e schemi legnosi. Nel mondo frenetico di oggi accade che un gigolò possa ripensare con nostalgia agli occhi sognanti e alla timidezza dei primi incontri. Ti ricorderai di me è una ballad riflessiva e profonda, dedicata alla vita e al saliscendi di emozioni contrastanti che regala. Con Finalmente te ne vai, brano dalle atmosfere pop, scanzonate e vivaci, Renato Zero dipinge con sarcastica ironia la chiusura di un rapporto di coppia. Gli Anni Della Trasparenza è uno scorcio genuino della giovinezza più autentica, di quando ci si sente invisibili ai propri stessi occhi e a quelli di chi ci circonda. C’è è dedicata al sentimento che più di ogni altro apre imponenti squarci di luce nell’oscurità: l’amore. L’Italia si desta? dipinge una nazione disillusa e ferita, che ha smesso di credere in quegli stessi valori che hanno contribuito a farla conoscere al mondo come “Il bel Paese”. Il disco prosegue con Il tuo eterno respiro, dove Zero sembra accarezzare la nostra cara Madre Terra. Il disco termina con Un Mondo Perfetto, traccia attraverso cui viene dipinto, con romantiche melodie, un mondo idilliaco fatto di tolleranza, equilibrio, innocenza e rispetto.

Il percorso di Zerosettanta si è concluso con il primo volume che non chiude il viaggio ma lo avvia, con una filosofia che è un continuo divenire e un’incessante ricerca di se stessi.

Operaio 38enne precipita da un’impalcatura e muore

Si aggrava giorno dopo giorno il tragico bilancio delle vittime degli infortuni mortali sul lavoro. In un incidente accaduto questa mattina a Verona, in un cantiere di via Leopoldo Biasi, ha perso la vita un operaio di 38 anni.

In base a quanto riferito dalla stampa locale, l’uomo, di origine rumene, residente a Roma, è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura. Secondo i primi rilievi della Polizia e degli Ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera, il 38enne era impegnato dell’operazione di smontare un’impalcatura nella zona di Verona Sud, quando l’asse che lo reggeva avrebbe ceduto, facendolo precipitare.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati i soccorsi che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’operaio, morto praticamente sul colpo. (fotografia di repertorio)

Scuola aperte anche la domenica: bocciata dai Presidi la proposta del Ministro De Micheli

Accelerare sullo scaglionamento degli ingressi per le scuole superiori, utilizzare le dodici ore della giornata per le lezioni in presenza, dalle 8 alle 20, spingere per portare più classi a scuola il sabato e la domenica”. Queste le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, rilasciate nel corso di un’intervista al quotidiano La Repubblica, che stanno provocando una vera e propria levata di scudi.

Diverse infatti le critiche sollevate dalla proposta di andare a scuola anche la domenica per recuperare il tempo perduto con la chiusura degli istituti: “Ritengo irrealistico pensare di allungare la settimana scolastica anche alla domenica mentre il sabato, per moltissimi istituti, è già giornata di lezione”, ha detto Antonello Giannelli, Presidente dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi), che insiste sul nodo dei trasporti: “Deve essere chiaro – ha precisato Giannelli – il presupposto, ovvero che lo scopo del trasporto pubblico è far spostare le persone che ne hanno bisogno. Di conseguenza, non è pensabile asservire le persone alle necessità dei trasporti: questa sarebbe una eterogenesi dei fini”.

Del tutto contraria alla proposta del Ministro De Micheli anche la Cisl Scuola.

Gianna Nannini promuove l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana al World Protection Forum

Oggi Gianna Nannini è intervenuta al World Protection Forum per promuovere l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana.

Gianna Nannini ha dichiarato: «L’obbiettivo della nostra musica per comunicarla è che bisogna invertire i parametri e dare precedenza alle nostre produzioni in italiano e alle tipicità dei linguaggi che solo la musica italiana possiede perché c’è un’articolata territorialità. È un patrimonio e non bisogna disperderlo e neanche dimenticarlo. Io è un po’ tutta la vita che mi interesso alle culture popolari, innanzitutto mi sento proprio in dovere di tutelarle perché mi ci sono dedicata attraverso i miei studi, anche all’Università, sulle culture e soprattutto sulla cultura dei territori diversi in Italia. Questo è molto importante perché il rischio è che tutta questa cultura popolare di nostra origine si disperda, perché è molto diversa, però è rimasta un po’, nei ristoranti per esempio… Nessuno oggi prende un mandolino, una fisarmonica, perché sembra una cosa un po’ antica. Quindi sia la musica ma soprattutto l’appartenenza alla lingua italiana, cioè bisogna assolutamente rivalutare e promozionare la lingua italiana, questo vuol dire che bisogna cantare in italiano, ed è importante perché la lingua italiana è da proteggere, un po’ come è stato fatto in Francia con la legge Toubon, valorizzando la propria lingua oggi i francesi sono molto più attenti ai contenuti nella loro nazione.
Al di là di tutti i nazionalismi, il mio è un discorso più europeo, di tanta diversità che abbiamo in Europa, l’Italia è sicuramente un panorama bio-diverso che abbiamo solo noi. Noi abbiamo tanti modi di fare musica, un esempio è la Taranta, che salvaguarda questo con un’istituzione sulla Taranta con una grande organizzazione per far sì che la Festa della Taranta sia sempre presente ogni anno, ma questo è un piccolo granello, bisogna andare molto più a fondo su questa cosa qua. A fondo vuol dire cambiare le cose come stanno adesso, noi abbiamo una grande percentuale di musica italiana sui media ma non è abbastanza per tutelare la nostra lingua, bisogna imporla di più, fare in modo che questo accada.
Quando io ho dovuto studiare tante cose che non sapevo, mi sono resa conto del grande lavoro che ha fatto Alan Lomax, che lì per lì mi dava anche fastidio, lui è venuto qui per un anno, ha registrato tutti i nostri canti popolari e ha creato un grande archivio, ma meno male l’hanno fatto con la BBC, oggi è un grande patrimonio culturale nostro e lo trovate anche su Youtube, meno male che è uscito. Si può attingere a questa cosa, che non vuol dire rifare il passato ma fare il futuro, la tradizione è il futuro, non vuol dire rimanere nel passato, essere antichi, vuol dire che puoi fare rap, trap, rock (che è musica popolare per me), e difendere la nostra cultura folk, il folk è il nostro futuro. Non ho capito perché gli altri lo possono fare e noi non lo facciamo, rimane lì in un angolo. Sono stata a Nashville, a fare il disco nel Tennessee dove c’è la country music, guai a chi gliela tocca la country music, è una roba importante come la nostra musica dovrebbe essere. Mi sono resa conto che bisogna fare qualcosa.
Questo è un momento di immobilità e di silenzio della nostra scena, invece la nostra scena in questo momento di silenzio deve urlare, nella sua lingua, deve dire le cose come stanno, deve portare la musica italiana a grandi livelli, che può essere anche fuori dall’Italia, non rimanere fino a Chiasso, come dico sempre io, la nostra musica è una delle cose più belle. La moda, il cinema,… sono tutte cose che vanno fuori dai confini, noi con la musica siamo sempre lì legati, perché non ci crediamo, sembra di fare una cosa che facevano i nonni, ben venga invece, capito? Questo sto dicendo da anni.
Bisogna stare molto attenti a quello che è proteggere le nostre differenze, la tipicità dei linguaggi, perché sono così diversi, c’è un modo di accentare le parole, secondo la musica, secondo la forma. Nel sud Italia, dalla Tarantella alla Pizzica, trovi talmente tante cose diverse e dialetti diversi, che bisogna attingere a questi per continuare la nostra lingua. È molto importante non farla in dialetto per forza, io canto in italiano, perché non ho il dialetto. Bisogna prendere assolutamente una posizione, una posizione governativa, non si può stare qui solo a lamentarsi, bisogna creare questa possibilità come hanno fatto anche in altri paesi d’Europa perché il rischio è di perdere questo patrimonio culturale, che è un patrimonio dell’umanità, come la voce.
La contaminazione è assolutamente importante nella difesa del nostro repertorio, sennò si rimarrebbe immobili. Tutto il canto metrico nasce da atteggiamenti di lavoro. Una volta sono stata in Cina e ho parlato un mese intero con una cantante folk e mi faceva capire che è l’atteggiamento del corpo che crea la metrica del canto, come nella tamurriata nel napoletano. La mia tesi riguardava cinque esempi femminili di cultura folk, come si sono trasformate, partivo da lì, fino a Janis Joplin. Qualcosa di appartenenza che non bisogna dimenticare. È una cosa che fa parte di me, il mio modo di cantare, la melodia. La melodia viene messa sempre nella ricerca di un canto nordafricano, quindi se io vado in Africa, vado a sentire come fanno la musica lì e chiedo come possiamo influenzarci a vicenda, in base ai milioni di ritmi diversi. Credo che la contaminazione sia importantissima.
Quando sono andata dagli Himba in Namibia ho chiesto una canzone e loro non mi hanno voluto cantare una canzone, perché si vergognavano, allora io gli ho fatto una tamurriata nera e loro mi hanno applaudito, da lì è scaturito un rapporto di amicizia, mi hanno mandato, un giorno che ero in alloggio, delle persone di tutti gli Himba che sono venuti a fare un canto per me e io li ho registrati, lì è nata una canzone, loro non avevano i diritti d’autore, la SIAE, quindi per questa canzone gli ho mandato sei mucche e un toro, grazie al consolato della Namibia di Milano.
È uno scambio la vita, lo scambio dei linguaggi è fondamentale. Bisogna difendere prima di tutto la lingua italiana, perché senza quella tutti i meccanismi di comunicazione musicale, radiofonico, televisivo… Ormai c’è un’invasione di musica in inglese, niente contro la musica in inglese ma perché prima non difendiamo la nostra?».

L’Emilia-Romagna rimane zona arancione ma, con una nuova ordinanza di Bonaccini in vigore da domani, diminuiscono le restrizioni

L’Emilia-Romagna rimane zona arancione ma si allentano le misure: come si legge in una nota stampa della Regione, prosegue infatti il processo di riallineamento delle misure anti-Covid previste dall’ordinanza regionale rispetto a quelle contenute nel Dpcm del Governo per le aree in zona arancione. “I dati sull’andamento epidemiologico, – si precisa nel comunicato stampa – “alla luce soprattutto della costante diminuzione dell’indice Rt di trasmissibilità del virus, questa settimana sceso ulteriormente all’1,07, portano infatti ad adottare disposizioni meno restrittive rispetto alle ultime due ordinanze, la seconda in scadenza proprio oggi, in particolare in riferimento alle attività commerciali. Le grandi strutture di vendita continueranno a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, così come i centri e i parchi commerciali, a differenza di quelle medie, di superficie fino a 2.500 metri quadrati nei comuni con più di 10mila abitanti e fino a 1.500 metri quadrati in quelli con meno di 10 mila abitanti, che potranno riaprire nei fine settimana. Lo stesso avverrà per i negozi più piccoli, che tornano aperti anche la domenica”.

L’ordinanza è stata firmata oggi dal Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e sarà in vigore da domani, sabato 28 novembre, fino al prossimo 3 dicembre, quando scadrà anche il Dpcm vigente.

Ecco nel dettaglio le misure previste:

“Come previsto dal Dpcm, nei giorni festivi e prefestivi, gli esercizi commerciali insediati nell’ambito di centri commerciali, di aree commerciali integrate e di poli funzionali restano chiusi al pubblico, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole. A queste, in base all’ordinanza di Bonaccini, si aggiungono le grandi strutture di vendita non insediate all’interno di centri commerciali, aree commerciali integrate e poli funzionali: restano anch’esse chiuse al pubblico nei festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, prodotti per la cura e l’igiene della persona e per l’igiene della casa, degli articoli di cartoleria e cancelleria, tabacchi e edicole.
Rimane sempre consentita, e anzi fortemente raccomandata, la vendita con consegna a domicilio.

L’esercizio su aree pubbliche o private delle attività di commercio al dettaglio nell’ambito dei mercati, nonché di attività di vendita nei mercati contadini, sarà consentita solo lì dove siano adottate le misure di mitigazione del rischio Covid previste nel protocollo regionale sugli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche. E in ogni caso, resta raccomandata l’adozione di un apposito piano di controllo da parte del Comune.
In ogni caso, è vietato lo svolgimento di sagre e fiere di qualunque genere e di altri analoghi eventi. Inoltre, rimane vietato lo svolgimento dei mercatini degli Hobbisti e dei mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo e similari.

Confermato anche l’obbligo – sempre – dell’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione, con eccezione dei bambini con età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si trovino nella stessa incompatibilità. Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una distanza minima di un metro, salvo quanto disposto dai vigenti protocolli o da misure più restrittive.

Come già prevedeva l’ordinanza precedente, è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, e in ogni caso al di fuori delle strade e delle piazze del centro storico della città, nonché delle aree solitamente affollate.

Così come l’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari resta consentito ad una sola persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni.

In merito alle scuole, in attesa di ulteriori e specifiche indicazioni da parte del Comitato Tecnico Scientifico nazionale, in quelle del primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) restano sospese le lezioni di educazione fisica al chiuso, mentre da domani si potranno tenere invece all’aperto. Sospensione confermata per le lezioni di canto e per quelle di strumenti a fiato.

Confermato anche il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico.

Infine, la corsistica di ogni tipo, organizzata da soggetti sia pubblici che privati: da domani sarà possibile tornare a svolgerla in presenza ma solo in forma individuale, mentre per quella collettiva permane unicamente la possibilità di ricorrere alla modalità a distanza”.

Cesare Cremonini schizofrenico: “Mi hanno salvato la psichiatria e il camminare”

Cesare Cremonini si racconta e svela di aver sofferto di schizofrenia in una lunga intervista al Corriere della Sera, raccontando la sensazione di avere dentro di sé una figura estranea: “Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola. Mi pareva quasi di vederlo. E lo psichiatra me lo fece vedere. L’immagine si trova anche su Internet. “È questo?”, chiese. Era quello. Braccia corte e appuntite, gambe ruvide e pelose. La diagnosi era: schizofrenia”.

L’intervista arriva in occasione dell’uscita del suo libro “Let them talk”, prevista per il 1° dicembre, e ha voluto condividere con il pubblico il suo lato più intimo e di uno dei periodi più oscuri della sua vita. Cesare ha trovato il coraggio di raccontare quando ha accompagnato dallo psichiatra un amico e ha iniziato a parlare di sé e di ciò che stava provando in un momento difficile della sua vita: “Venivo da due anni di ossessione feroce per la musica. Sempre chiuso in studio, anche la domenica. Smisi di tagliarmi la barba e i capelli. Lo psichiatra mi chiese cosa mi faceva sentire meglio. Risposi: camminare. Non lavorare; il lavoro era la causa”.

Così l’ex Lunapop ha cominciato a camminare e a mettere in pausa il lavoro. Questo periodo difficile ha ispirato “Nessuno vuole essere Robin”, inserito nell’album “Possibili scenari” del 2017, una prima ammissione.

Ogni tanto, però, i sintomi si ripresentano: “Quando sento il mostro borbottare, mi rimetto in cammino. Su una collina, in montagna. Sono tornato dallo psichiatra alla fine del primo tour negli stadi. Mi ha chiesto se vedevo ancora i mostri. Gli ho risposto di no, ma che ogni tanto li sento chiacchierare. E lui: “Let them talk””.

Ha parlato anche del periodo dei Lunapop, gruppo fondato sui banchi di scuola, ricordando i concerti e una curiosità sui suoi capelli rossi. Cesare fece scrivere sulla carta di identità, alla voce professione, “clown”: “Il successo può indebolirti: ingelosisce chi ti ama, spesso rende peggiore chi ti circonda. Solo un pagliaccio poteva sopravvivere a un cambiamento così grande. Per questo mi colorai i capelli di rosso”.

Orietta Berti positiva al Covid-19

Care amiche e cari amici, desidero condividere con voi che ieri dopo un nuovo tampone di controllo sono risultata positiva al covid19. Sono a casa e sono sotto controllo medico. Grazie a tutti per l’affetto e mi raccomando state attenti: indossatelamascherina, manteneteledistanze, lavarespessolemani. Un abbraccio a tutti”.

E’ il post che Orietta Berti, 77 anni, ha scritto sui suoi social e con il quale annuncia la sua positività al Covid-19. Come lei stessa scrive, si sta curando da casa e dunque le sue condizioni non preoccupano.

Dopo Iva Zanicchi e Ornella Vannoni, ora anche la cantante reggiana di Cavriago ha contratto il virus. (fotografia di copertina dal profilo Facebook di Orietta Berti)

 

Gary Barlow: è uscito il nuovo album “Music Played By Humans”

Gary Barlow torna con un nuovo album, “Music Played By Humans”, a distanza di sette anni dall’ultimo progetto discografico da solista. L’album prende ispirazione dalla musica che ha accompagnato l’infanzia di Gary, la musica orchestrale e delle big band che ha da sempre ha catturato la sua immaginazione. Registrato con un’orchestra di 80 elementi, “Music Played By Humans” fonde una moltitudine di suoni in quattordici brani dallo stile originale ed eclettico.

“La mia ambizione quando abbiamo iniziato questo album”, ha detto Gary, “era di creare qualcosa di veramente brillante, una vera e propria celebrazione della musica e dei meravigliosi musicisti che abbiamo nel Regno Unito e in tutto il mondo. Alcuni brani sono registrati con un’orchestra, altri con quartetti, con una band latina, e alcuni brani hanno sezioni jazz – è davvero musica suonata da persone, un insieme di musicisti e collaboratori, da qui il titolo dell’album – Music Played By Humans”.

L’album, che si apre con il singolo dai suoni latini, “Elita” con Michael Bublé e la star colombiana Sebastián Yatra, presenta anche collaborazioni con artisti di tutto il mondo tra cui James Corden, Barry Manilow, Chilly Gonzales, Alisha Dixon, Beverley Knight, Ibrahim Maalouf e Avishai Cohen.

“Questo è il primo album che mi ha dato l’opportunità di collaborare con tale calibro di musicisti, tutti molto diversi tra loro. Elita è iniziato come un duetto con Bublè fino a quando Michael non ha suggerito di coinvolgere Sebastián sul disco e questo ha dato alla canzone una dinamica completamente nuova. The Kind Of Friend I Need con Corden è stata divertente da registrare fin dall’inizio – è una canzone calda, di buon umore e divertente che celebra davvero l’umorismo britannico – in un modo nordico!”.

Jason Derulo: dal 4 dicembre il nuovo singolo “Love Not War (The Tampa Beat)” feat. Nuka

Arriverà in rotazione radiofonica, venerdì 4 dicembre, “Love Not War (The Tampa Beat)”, il nuovo singolo di Jason Derulo insieme al giovane produttore Nuka. Il brano è già una hit social con più di 23 milioni di video e 200 Miliardi di riproduzioni su TikTok.

Con 40 milioni di follower su TikTok e ben 113 milioni in totale, Jason Derulo è l’artista con il maggior seguito sulle piattaforme social. L’immediato e coinvolgente beat di Nuka ha catturato subito la sua attenzione, così, nonostante le miglia che li separavano, i due artisti sono riusciti a collaborare per la pubblicazione di “Love Not War (The Tampa Beat)”.

È online anche il video ufficiale del brano, che vede Jason Derulo corteggiare la sua dolce metà e ballare la famosa coreografia virale nata per il beat originale di Nuka.

“Love Not War (The Tampa Beat)” segue la pubblicazione della hit globale da più di mezzo miliardo di stream “Savage Love (Laxed – Siren Beat)”, certificata Doppio Platino (FIMI/Gfk), e che ha raggiunto la Top 5 dell’airplay radiofonico in Italia, la #1 dell’airplay radiofonico in Europa, la #1 della classifica globale di Spotify e di quella di Shazam, e la Top 10 della classifica di vendita FIMI/GFK.

Coronavirus: il punto della situazione con l’assessore alla sanità Raffaele Donini

Anche oggi, venerdì 27 novembre, l’assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini, farà il punto sui casi di Covid-19 e sulla situazione sanitaria in Emilia Romagna.
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Foto: Facebook di Raffaele Donini

“Zerosettanta – Volume Uno”: è uscito il capitolo conclusivo della trilogia di Renato Zero

E’ uscito “Zerosettanta – Volume Uno”, il terzo disco che chiude la trilogia di Renato Zero, pubblicata nell’arco degli ultimi tre mesi, per festeggiare il suo 70° compleanno con 40 canzoni inedite. Con questo progetto discografico, Renato ha provato ad esplorare nuove vie, evitando di battere sentieri già percorsi dalla discografia e lasciando il segno.

In questo terzo ed ultimo capitolo si snodano 13 nuovi brani e ancora una volta si ritrovano e si consolidano le collaborazioni che hanno arricchito tutti e tre i lavori. Il fil rouge che lega le nuove canzoni è ancora una volta l’amore, potenza catartica che muove ogni cosa, scoglio salvifico al quale aggrapparsi quando si è in balia dei flutti imperiosi della vita di tutti i giorni.

“Zerosettanta – Volume Uno” si apre con Amara Melodia, una richiesta di scuse proprio alla Signora Melodia che tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento. Il disco prosegue con Io non mi stancherò mai di te, una ballad romantica e potente, un appello rivolto alla persona amata con la preghiera di un ultimo incontro. In Orfani di Cielo, la terza traccia dell’album, Zero alza gli occhi aprendo un dialogo sincero e misericordioso con una forza benevola. In un mondo in cui soprusi, incertezze, violenze e ingiustizie regnano sovrane, il brano vuole essere una preghiera rivolta proprio al cielo, perché continui a regalarci le mille meraviglie del creato. Nel quarto brano del disco, Zero manda una missiva ad una vecchia conoscenza, quel Nemico Caro che, offuscato dalla vanità, troppe volte gli ha teso trappole, ma che non riesce mai completamente ad allontanare dalla mente e dalla sua vita. Il disco prosegue con Io e Te, una delicata cartolina d’altri tempi. Il disco prosegue con L’Ultimo Gigolò: un brano sostenuto, che spariglia una volta in più luoghi comuni e schemi legnosi. Nel mondo frenetico di oggi accade che un gigolò possa ripensare con nostalgia agli occhi sognanti e alla timidezza dei primi incontri. Ti ricorderai di me è una ballad riflessiva e profonda, dedicata alla vita e al saliscendi di emozioni contrastanti che regala. Con Finalmente te ne vai, brano dalle atmosfere pop, scanzonate e vivaci, Renato Zero dipinge con sarcastica ironia la chiusura di un rapporto di coppia. Gli Anni Della Trasparenza è uno scorcio genuino della giovinezza più autentica, di quando ci si sente invisibili ai propri stessi occhi e a quelli di chi ci circonda. C’è è dedicata al sentimento che più di ogni altro apre imponenti squarci di luce nell’oscurità: l’amore. L’Italia si desta? dipinge una nazione disillusa e ferita, che ha smesso di credere in quegli stessi valori che hanno contribuito a farla conoscere al mondo come “Il bel Paese”. Il disco prosegue con Il tuo eterno respiro, dove Zero sembra accarezzare la nostra cara Madre Terra. Il disco termina con Un Mondo Perfetto, traccia attraverso cui viene dipinto, con romantiche melodie, un mondo idilliaco fatto di tolleranza, equilibrio, innocenza e rispetto.

Il percorso di Zerosettanta si è concluso con il primo volume che non chiude il viaggio ma lo avvia, con una filosofia che è un continuo divenire e un’incessante ricerca di se stessi.

Operaio 38enne precipita da un’impalcatura e muore

Si aggrava giorno dopo giorno il tragico bilancio delle vittime degli infortuni mortali sul lavoro. In un incidente accaduto questa mattina a Verona, in un cantiere di via Leopoldo Biasi, ha perso la vita un operaio di 38 anni.

In base a quanto riferito dalla stampa locale, l’uomo, di origine rumene, residente a Roma, è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura. Secondo i primi rilievi della Polizia e degli Ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera, il 38enne era impegnato dell’operazione di smontare un’impalcatura nella zona di Verona Sud, quando l’asse che lo reggeva avrebbe ceduto, facendolo precipitare.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati i soccorsi che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’operaio, morto praticamente sul colpo. (fotografia di repertorio)

Scuola aperte anche la domenica: bocciata dai Presidi la proposta del Ministro De Micheli

Accelerare sullo scaglionamento degli ingressi per le scuole superiori, utilizzare le dodici ore della giornata per le lezioni in presenza, dalle 8 alle 20, spingere per portare più classi a scuola il sabato e la domenica”. Queste le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, rilasciate nel corso di un’intervista al quotidiano La Repubblica, che stanno provocando una vera e propria levata di scudi.

Diverse infatti le critiche sollevate dalla proposta di andare a scuola anche la domenica per recuperare il tempo perduto con la chiusura degli istituti: “Ritengo irrealistico pensare di allungare la settimana scolastica anche alla domenica mentre il sabato, per moltissimi istituti, è già giornata di lezione”, ha detto Antonello Giannelli, Presidente dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi), che insiste sul nodo dei trasporti: “Deve essere chiaro – ha precisato Giannelli – il presupposto, ovvero che lo scopo del trasporto pubblico è far spostare le persone che ne hanno bisogno. Di conseguenza, non è pensabile asservire le persone alle necessità dei trasporti: questa sarebbe una eterogenesi dei fini”.

Del tutto contraria alla proposta del Ministro De Micheli anche la Cisl Scuola.

Gianna Nannini promuove l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana al World Protection Forum

Oggi Gianna Nannini è intervenuta al World Protection Forum per promuovere l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana.

Gianna Nannini ha dichiarato: «L’obbiettivo della nostra musica per comunicarla è che bisogna invertire i parametri e dare precedenza alle nostre produzioni in italiano e alle tipicità dei linguaggi che solo la musica italiana possiede perché c’è un’articolata territorialità. È un patrimonio e non bisogna disperderlo e neanche dimenticarlo. Io è un po’ tutta la vita che mi interesso alle culture popolari, innanzitutto mi sento proprio in dovere di tutelarle perché mi ci sono dedicata attraverso i miei studi, anche all’Università, sulle culture e soprattutto sulla cultura dei territori diversi in Italia. Questo è molto importante perché il rischio è che tutta questa cultura popolare di nostra origine si disperda, perché è molto diversa, però è rimasta un po’, nei ristoranti per esempio… Nessuno oggi prende un mandolino, una fisarmonica, perché sembra una cosa un po’ antica. Quindi sia la musica ma soprattutto l’appartenenza alla lingua italiana, cioè bisogna assolutamente rivalutare e promozionare la lingua italiana, questo vuol dire che bisogna cantare in italiano, ed è importante perché la lingua italiana è da proteggere, un po’ come è stato fatto in Francia con la legge Toubon, valorizzando la propria lingua oggi i francesi sono molto più attenti ai contenuti nella loro nazione.
Al di là di tutti i nazionalismi, il mio è un discorso più europeo, di tanta diversità che abbiamo in Europa, l’Italia è sicuramente un panorama bio-diverso che abbiamo solo noi. Noi abbiamo tanti modi di fare musica, un esempio è la Taranta, che salvaguarda questo con un’istituzione sulla Taranta con una grande organizzazione per far sì che la Festa della Taranta sia sempre presente ogni anno, ma questo è un piccolo granello, bisogna andare molto più a fondo su questa cosa qua. A fondo vuol dire cambiare le cose come stanno adesso, noi abbiamo una grande percentuale di musica italiana sui media ma non è abbastanza per tutelare la nostra lingua, bisogna imporla di più, fare in modo che questo accada.
Quando io ho dovuto studiare tante cose che non sapevo, mi sono resa conto del grande lavoro che ha fatto Alan Lomax, che lì per lì mi dava anche fastidio, lui è venuto qui per un anno, ha registrato tutti i nostri canti popolari e ha creato un grande archivio, ma meno male l’hanno fatto con la BBC, oggi è un grande patrimonio culturale nostro e lo trovate anche su Youtube, meno male che è uscito. Si può attingere a questa cosa, che non vuol dire rifare il passato ma fare il futuro, la tradizione è il futuro, non vuol dire rimanere nel passato, essere antichi, vuol dire che puoi fare rap, trap, rock (che è musica popolare per me), e difendere la nostra cultura folk, il folk è il nostro futuro. Non ho capito perché gli altri lo possono fare e noi non lo facciamo, rimane lì in un angolo. Sono stata a Nashville, a fare il disco nel Tennessee dove c’è la country music, guai a chi gliela tocca la country music, è una roba importante come la nostra musica dovrebbe essere. Mi sono resa conto che bisogna fare qualcosa.
Questo è un momento di immobilità e di silenzio della nostra scena, invece la nostra scena in questo momento di silenzio deve urlare, nella sua lingua, deve dire le cose come stanno, deve portare la musica italiana a grandi livelli, che può essere anche fuori dall’Italia, non rimanere fino a Chiasso, come dico sempre io, la nostra musica è una delle cose più belle. La moda, il cinema,… sono tutte cose che vanno fuori dai confini, noi con la musica siamo sempre lì legati, perché non ci crediamo, sembra di fare una cosa che facevano i nonni, ben venga invece, capito? Questo sto dicendo da anni.
Bisogna stare molto attenti a quello che è proteggere le nostre differenze, la tipicità dei linguaggi, perché sono così diversi, c’è un modo di accentare le parole, secondo la musica, secondo la forma. Nel sud Italia, dalla Tarantella alla Pizzica, trovi talmente tante cose diverse e dialetti diversi, che bisogna attingere a questi per continuare la nostra lingua. È molto importante non farla in dialetto per forza, io canto in italiano, perché non ho il dialetto. Bisogna prendere assolutamente una posizione, una posizione governativa, non si può stare qui solo a lamentarsi, bisogna creare questa possibilità come hanno fatto anche in altri paesi d’Europa perché il rischio è di perdere questo patrimonio culturale, che è un patrimonio dell’umanità, come la voce.
La contaminazione è assolutamente importante nella difesa del nostro repertorio, sennò si rimarrebbe immobili. Tutto il canto metrico nasce da atteggiamenti di lavoro. Una volta sono stata in Cina e ho parlato un mese intero con una cantante folk e mi faceva capire che è l’atteggiamento del corpo che crea la metrica del canto, come nella tamurriata nel napoletano. La mia tesi riguardava cinque esempi femminili di cultura folk, come si sono trasformate, partivo da lì, fino a Janis Joplin. Qualcosa di appartenenza che non bisogna dimenticare. È una cosa che fa parte di me, il mio modo di cantare, la melodia. La melodia viene messa sempre nella ricerca di un canto nordafricano, quindi se io vado in Africa, vado a sentire come fanno la musica lì e chiedo come possiamo influenzarci a vicenda, in base ai milioni di ritmi diversi. Credo che la contaminazione sia importantissima.
Quando sono andata dagli Himba in Namibia ho chiesto una canzone e loro non mi hanno voluto cantare una canzone, perché si vergognavano, allora io gli ho fatto una tamurriata nera e loro mi hanno applaudito, da lì è scaturito un rapporto di amicizia, mi hanno mandato, un giorno che ero in alloggio, delle persone di tutti gli Himba che sono venuti a fare un canto per me e io li ho registrati, lì è nata una canzone, loro non avevano i diritti d’autore, la SIAE, quindi per questa canzone gli ho mandato sei mucche e un toro, grazie al consolato della Namibia di Milano.
È uno scambio la vita, lo scambio dei linguaggi è fondamentale. Bisogna difendere prima di tutto la lingua italiana, perché senza quella tutti i meccanismi di comunicazione musicale, radiofonico, televisivo… Ormai c’è un’invasione di musica in inglese, niente contro la musica in inglese ma perché prima non difendiamo la nostra?».

L’Emilia-Romagna rimane zona arancione ma, con una nuova ordinanza di Bonaccini in vigore da domani, diminuiscono le restrizioni

L’Emilia-Romagna rimane zona arancione ma si allentano le misure: come si legge in una nota stampa della Regione, prosegue infatti il processo di riallineamento delle misure anti-Covid previste dall’ordinanza regionale rispetto a quelle contenute nel Dpcm del Governo per le aree in zona arancione. “I dati sull’andamento epidemiologico, – si precisa nel comunicato stampa – “alla luce soprattutto della costante diminuzione dell’indice Rt di trasmissibilità del virus, questa settimana sceso ulteriormente all’1,07, portano infatti ad adottare disposizioni meno restrittive rispetto alle ultime due ordinanze, la seconda in scadenza proprio oggi, in particolare in riferimento alle attività commerciali. Le grandi strutture di vendita continueranno a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, così come i centri e i parchi commerciali, a differenza di quelle medie, di superficie fino a 2.500 metri quadrati nei comuni con più di 10mila abitanti e fino a 1.500 metri quadrati in quelli con meno di 10 mila abitanti, che potranno riaprire nei fine settimana. Lo stesso avverrà per i negozi più piccoli, che tornano aperti anche la domenica”.

L’ordinanza è stata firmata oggi dal Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e sarà in vigore da domani, sabato 28 novembre, fino al prossimo 3 dicembre, quando scadrà anche il Dpcm vigente.

Ecco nel dettaglio le misure previste:

“Come previsto dal Dpcm, nei giorni festivi e prefestivi, gli esercizi commerciali insediati nell’ambito di centri commerciali, di aree commerciali integrate e di poli funzionali restano chiusi al pubblico, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole. A queste, in base all’ordinanza di Bonaccini, si aggiungono le grandi strutture di vendita non insediate all’interno di centri commerciali, aree commerciali integrate e poli funzionali: restano anch’esse chiuse al pubblico nei festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, prodotti per la cura e l’igiene della persona e per l’igiene della casa, degli articoli di cartoleria e cancelleria, tabacchi e edicole.
Rimane sempre consentita, e anzi fortemente raccomandata, la vendita con consegna a domicilio.

L’esercizio su aree pubbliche o private delle attività di commercio al dettaglio nell’ambito dei mercati, nonché di attività di vendita nei mercati contadini, sarà consentita solo lì dove siano adottate le misure di mitigazione del rischio Covid previste nel protocollo regionale sugli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche. E in ogni caso, resta raccomandata l’adozione di un apposito piano di controllo da parte del Comune.
In ogni caso, è vietato lo svolgimento di sagre e fiere di qualunque genere e di altri analoghi eventi. Inoltre, rimane vietato lo svolgimento dei mercatini degli Hobbisti e dei mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo e similari.

Confermato anche l’obbligo – sempre – dell’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione, con eccezione dei bambini con età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si trovino nella stessa incompatibilità. Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una distanza minima di un metro, salvo quanto disposto dai vigenti protocolli o da misure più restrittive.

Come già prevedeva l’ordinanza precedente, è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, e in ogni caso al di fuori delle strade e delle piazze del centro storico della città, nonché delle aree solitamente affollate.

Così come l’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari resta consentito ad una sola persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni.

In merito alle scuole, in attesa di ulteriori e specifiche indicazioni da parte del Comitato Tecnico Scientifico nazionale, in quelle del primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) restano sospese le lezioni di educazione fisica al chiuso, mentre da domani si potranno tenere invece all’aperto. Sospensione confermata per le lezioni di canto e per quelle di strumenti a fiato.

Confermato anche il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico.

Infine, la corsistica di ogni tipo, organizzata da soggetti sia pubblici che privati: da domani sarà possibile tornare a svolgerla in presenza ma solo in forma individuale, mentre per quella collettiva permane unicamente la possibilità di ricorrere alla modalità a distanza”.

Federico Buffa in scena al Teatro Duse di Bologna

Venerdì 15 maggio Federico Buffa sarà al Teatro Duse di Bologna con “Il futuro è tra mezz’ora”, il racconto delle ultime 48 ore di...