Laura Pausini oggi sarà ospite dello show internazionale Altisimo Live Music and Pop Culture Festival, il più grande festival musicale in streaming a favore dei contadini americani durante la pandemia.
Dopo aver vinto ai Grammy e ai Latin Grammy (tra cui l’ultimo Award per l’album “Fatti sentire”) ha accettato entusiasta l’invito del Festival e, insieme a lei, tante star della musica e dello spettacolo come Andy Garcia, Rosanna Arquette, Marc Anthony, Anitta, Sofia Vergara, Maluma, Gloria&Emilio Estefan, Juanes, Luis Fonsi, Gente de Zona, J Balvin, Rosario Dawson, Alejandro Sanz e molti altri.
Lo show promosso da Eva Longoria ed Enrique Santos, sarà in diretta dalle 20 alle 23 ora italiana, con contributi video per raccogliere fondi per la The Farmworkers’ Pandemic Relief Fund, a favore dei 2.5 milioni di contadini che in America stanno sfamando la nazione intera durante l’emergenza sanitaria del COVID-19, lavorando in condizioni precarie.
I fan potranno vedere Laura esibirsi in uno speciale set realizzato con il supporto dei musicisti che la seguono da sempre, in una performance realizzata a distanza. Lo show (@AltisimoLive) sarà visibile in tutto il mondo in livestreaming su Facebook Live, YouTube, Twitter e Periscope.
Gustarsi una buona birra durante la pandemia, con i locali chiusi, è davvero un problema, soprattutto se non volete avere contatti con il fattorino, ma un’azienda americana ha risolto il problema!
Il birrificio artigianale Six Harbors Brewing Company, vicino a New York, ha due riders molto speciali: Buddy e Barley, i due golden retriever dei proprietari. Nonostante la quarantena, i cittadini non rinunciano alla birra e così i proprietari si fanno aiutare dai propri cani nelle consegne a domicilio, come riporta anche il Telegraph.
I due golden retriever, arrivati all’indirizzo della consegna, vengono vestiti di una speciale pettorina a cui vengono legate le birre da consegnare agli acquirenti. A quel punto, Buddy e Barley vanno incontro ai clienti sulla porta di casa e completano la consegna.
“Siamo riusciti a unire l’utile al dilettevole: grazie ai nostri cani manteniamo il distanziamento dai clienti, evitando rischi di contagio, ma regaliamo anche un sorriso a tante famiglie – spiegano i gestori della Six Harbors – A causa del coronavirus abbiamo dovuto cambiare il nostro modello di business: per sopravvivere, abbiamo potenziato le consegne a domicilio, offrendo anche premi e merchandising ai migliori clienti. Per adesso, abbiamo avuto risultati straordinari”.
Ultimo avrebbe dovuto cominciare le prove per il tour negli stadi, ma purtroppo è stato costretto a dar notizia del rinvio dei concerti a data da destinarsi, ma quasi sicuramente si arriverà al 2021. Scelta che ha lasciato molta amarezza nell’artista, che pubblica una lunga riflessione su suoi canali social: “Oggi avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora? Ora si parla di distanziamento sociale e numeri contingentati. Argomenti così crudi. Ricevo molti messaggi sul fatto che io non mi esponga sulla faccenda, in effetti avete ragione. Io non so fare quello che vi supplica di indossare la mascherina o di stare attenti ai contatti fisici. Per quello ci sono già troppi a farlo in tv ed io non ho le carte in regola per poter risultare credibile dicendolo. Il tour sarà rinviato, probabilmente al 2021, ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti. Dipende dal governo che forse non dà il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale. Poi però ci chiedono di cantare su instagram o in qualche trasmissione per alleviare il dolore alla gente, ma noi siamo la gente, almeno io mi colloco tra voi, tra noi. Non canterò in qualche diretta o in qualche trasmissione per dimostrare quanto sia bella la musica che unisce le anime nostre. No. È una scelta menefreghista? No. Il contrario. Io credo nel silenzio di chi sa aspettare. Non ho bisogno di ricordarvi che esisto con qualche video o foto postata. Io sono a casa mia e scrivo, perchè è quello che so fare… e scriverò finché le parole si faranno pescare dentro me. L’unica cosa che mi sento di dirvi da ragazzo di 24 anni è quello di fare ciò che voi ritenete giusto. Non so quando supereremo questa fase. So che questo è il momento per chiudersi un po’ dentro di noi e chiederci quelle cose che forse fanno male, ma ci faranno crescere… qualsiasi età abbiamo. A 15 anni ho scritto in Giusy, che dal dolore si può ricominciare… e allora mi affido a lui e penso: RICOMINCEREMO”
Molti fan chiedono informazioni sui tour estivi, ma purtroppo sia gli artisti che gli organizzatori non sanno rispondere, tutti aspettano le scelte del Governo che, secondo l’artista romano, non da il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale. Ad oggi ancora non si sa nulla sui concerti e su come verranno gestiti gli spettacoli dal vivo.
Il tenore Matteo Macchioni, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale, lancia un appello sui suoi canali social, condividendo il testo della sua lettera “Lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini”.
Matteo Macchioni con questa lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini, si unisce ai messaggi lanciati nelle ultime settimane da tanti suoi colleghi artisti e dagli operatori del mondo del teatro e dello spettacolo in Italia per avere risposte dal governo al fine di tutelare il settore della cultura e della musica.
«Gentile Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Gentile Ministro Dario Franceschini, mi presento, il mio nome è Matteo Macchioni e sono un cantante d’opera italiano. Unisco le mie parole a quelle di tanti altri colleghi artisti per prospettarvi la grave situazione in cui versa un settore fondamentale e strategico come quello dei teatri italiani, dove si diffondono e producono musica, opera lirica, danza, prosa ed ogni altro tipo di manifestazione culturale. Pur lodando le iniziative messe in campo in queste settimane per ampliare l’offerta dello streaming e considerando tale risorsa digitale un valore aggiunto e perfettibile per il futuro, si ritiene quanto mai necessaria una riflessione sulla necessità di una ripresa della produzione culturale dal vivo. I lavoratori dello spettacolo, in particolar modo i liberi professionisti con partita iva, ma in generale tutti coloro che ricoprono una mansione attinente al mondo della produzione culturale, soffrono in questi mesi. Urgono risposte mirate ed idee. In generale si rileva quantomeno possibile far rispettare le distanze di sicurezza limitando la capienza di persone nelle sale di teatri ed auditorium. Questa è una misura concreta, fattibile e già sperimentata in Europa. Faccio l’esempio, vissuto personalmente in Danimarca, dove tale concetto è stato contemplato in una prima fase dell’emergenza al Royal Danish Theatre. In alcune rappresentazioni il pubblico presente in Teatro era sotto ad un determinato numero, ritenuto sufficiente a garantire standard di protezione adeguati. In aggiunta si potrebbero rendere obbligatorie mascherine e guanti per ciascun membro del pubblico, magari fornendo direttamente un kit personale sterile monouso all’ingresso. Sul fronte dei lavoratori, si potrebbero prevedere test sierologici e screening per tutti coloro che lavorano in Teatro. Una sorta di health care anti-Covid per il personale stabile e per gli artisti freelance che, di volta in volta, vengono ospitati. Già queste idee consentirebbero, una volta messe a punto, di poter riprendere a produrre nell’ottica temporale del prossimo autunno. Lasciare al proprio destino i lavoratori dello spettacolo sarebbe un peccato mortale e inciderebbe negativamente sulle future generazioni. Altro argomento che si pone all’attenzione dei nostri vertici istituzionali è la condizione arretrata vetusta e priva di welfare relativamente alle tipologie di contratti di scrittura artistica. Nel “nuovo” corso post-Covid, tali contratti potrebbero prevedere un compenso non più solo focalizzato sulla remunerazione della performance, ma suddiviso in un’equa remunerazione del periodo di prove, naturalmente un compenso per le prestazioni artistiche ed un giusto rimborso spese per il viaggio e per l’alloggio. L’applicazione di un minimo di stato sociale anche per i liberi professionisti dello spettacolo è importante, come lo è prevedere delle forme di tutela che, in casi di forza maggiore come ora, contemplino strumenti di sostegno al reddito certi e non affidati a decreti estemporanei. Sarebbe opportuno inoltre rivedere il sistema di previdenza sociale. L’ex Enpals è stato smantellato per essere accorpato all’Inps. Probabilmente tale operazione è stata un errore e si dovrebbe riflettere molto anche su questo. In conclusione e senza tanti giri di parole, è tempo di agire concretamente. Se lo sport può ripartire a porte chiuse, anche il mondo del teatro, con le dovute cautele, può e deve ripartire. Gli artisti dello spettacolo non vogliono certo morire di Covid. Non ci si accusi di essere imprudenti! No, non siamo imprudenti, ma abbiamo paura di essere lasciati soli, nonostante i proclami e abbiamo paura di subire la beffa della decimazione per mancanza di lavoro e prospettiva. L’Italia non perderà i teatri, ma rischia di perdere coloro che li rendono vivi, gli artisti. Matteo Macchioni, Tenore.»
Nel sangue dei guariti c’è la chiave per curare i malati di coronavirus?
Nel sangue dei guariti secondo il dottor Giuseppe De Donno, primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, ci potrebbe essere la chiave per curare i malati di coronavirus. La terapia col plasma, ricco degli anticorpi sviluppati da coloro che hanno vinto la loro personale battaglia contro il virus, starebbe infatti dando risultati incoraggianti al San Matteo di Pavia e al Carlo Poma di Mantova, dove è stata avviata una sperimentazione.
Oggi, 5 maggio, al microfono di Clarissa Martinelli e Antonio Valli di Radio Bruno, il dottor De Donno è stato lapidario: “ad oggi la plasma terapia è l’unica terapia specifica contro il coronavirus”.
In cosa consiste la terapia col plasma? “I pazienti guariti da polmonite provocata dal coronavirus sono stati sottoposti a una donazione spontanea di 600 millilitri di plasma, la parte più liquida del nostro sangue, quella composta da acqua, proteine, nutrienti, ormoni, quindi senza elementi corpuscolati, ovvero globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il plasma in particolare è ricco degli anticorpi sviluppati nei confronti del coronavirus i quali vengono inoculati nei pazienti malati e affetti da gravi forme di insufficienza respiratoria”.
Quali risultati avete ottenuto sinora? “Il nostro protocollo ha previsto l’arruolamento di 48 pazienti che non avessero alle spalle una storia di insufficienza respiratoria maggiore di 10 giorni e grave, ovvero con l’indicazione della ventilazione meccanica. A questi 48 vanno poi aggiunti quelli trattati al di fuori del protocollo e con l’autorizzazione del Comitato Etico. Dall’attivazione di questa sperimentazione non abbiamo registrato decessi e sappiamo che tra i pazienti covid con polmoniti gravi la mortalità è molto elevata”.
Attorno alla terapia col plasma si è sviluppata una forte diatriba, tra sostenitori e detrattori: avete registrato effetti collaterali sui pazienti trattati? “Sulla plasma terapia sto leggendo corbellerie di ogni tipo. Noi non abbiamo registrato né effetti collaterali né reazioni avverse. Al contrario tutti gli indici di infiammazione si sono ridotti drasticamente e oggi tutti i 48 pazienti sono tornati a casa, insieme alle loro famiglie”.
Si parla di alti costi… “Ogni sacca costa circa 82 euro, come gli integratori che acquistiamo per andare in palestra… se sono tanti per salvare una vita, allora non so davvero che dire”.
Qualcuno ha asserito che il plasma trasfuso potrebbe essere veicolo di malattie. “Mettere in dubbio la rete trasfusionale italiana, una delle più sicure al mondo, è inaccettabile”.
State raccogliendo interesse da ogni parte del mondo perché in Italia vi sono così tante resistenze? “Ci ha contattato un alto funzionario dell’Onu, il console del Messico, autorità statunitensi… tutti hanno manifestato interesse per il nostro protocollo e si sono complimentati per il nostro lavoro. E sono già numerose le università che ci hanno offerto un posto nei loro centri di ricerca. Spesso non sono riuscito a trattenere le lacrime. Al contrario nessun segnale è arrivato dal mio ministro alla salute o dall’Istituto Superiore di Sanità e questo, per un ricercatore che fa il medico ospedaliero come me e che si è speso in prima persona in questa pandemia, è fonte di grande dolore. La plasma terapia rappresenta una chance che stiamo diamo al nostro Paese, una strategia terapeutica per cambiare la sorte di questa pandemia e dei pazienti; poi, se la sperimentazione dimostrerà che mi sto sbagliando, sarò il primo a dire agli italiani, Scusate, ho preso una cantonata, ma non penso sarà così…”.
Ecco l’intervista completa al dr. Giuseppe De Donno durante Bruno Mattina, realizzata da Clarissa Martinelli e Antonio Valli.
L’Inps avvisa gli utenti che è in corso un tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente il numero della carta di credito, con la falsa motivazione che servirebbe a ottenere un rimborso o il pagamento del Bonus 600 euro.
Si invitano tutti gli utenti a ignorare email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps.
Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it. e che l’INPS, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili.
Verso le 4 del mattino di oggi, 5 maggio, è stata avvertita una scossa di terremoto nelle province meridionali delle Marche. Secondo quanto riporta l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è trattata di una scossa di magnitudo 3.6 con epicentro a 11 km di profondità a 4 km a ovest di Amandola (Fermo), una delle località colpite dal sisma nel 2016.
La scossa è stata avvertita anche dalla popolazione di Camerino e di Ascoli Piceno.
La Strana Coppia torna su Radio Bruno parlando della Fase 2: ma com’è la vita dei baristi in fase 2? Ce lo racconta Roberto in diretta dal bar, con gli aneddoti più strani di questo periodo.
Si chiama vespa velutina, ma la chiamano anche calabrone asiatico o calabrone dalle zampe gialle, ha le dimensioni di un calabrone ed è originaria del sud-est asiatico. Nell’ultimo periodo ne ha parlato anche il New York Times, perché l’insetto è stato avvistato nello stato di Washington, mettendo in allarme biologi e apicoltori. Questa particolare specie, infatti, ha l’abitudine di devastare la popolazione di api che incontra, risultando davvero dannosa per l’ecosistema e la produzione di miele. Ora però la vespa velutina è stata avvistata anche in Toscana e Liguria.
Gli apicoltori hanno già iniziato a posizionare trappole nei propri alveari per catturare la vespa “regina” ed evitare la formazione di nuove colonie e il proliferare degli alveari nei mesi estivi. Solo nei giorni scorsi ne sono state catturate cinque, l’ultima in provincia di Massa. Come riporta Skytg24, cinque avvistamenti sul nostro territorio non sono un bel segnale, come spiega Rita Cervo, etologa nel Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e professore associato di Zoologia. “Il fronte avanza. In Liguria, zona di penetrazione in Toscana della vespa, la situazione è drammatica, sebbene la sua diffusione sia stata in qualche modo rallentata rispetto a quanto avvenuto in altri paesi europei. Ora, dopo il focolaio di un anno fa a Massa, registriamo il primo avvistamento a Carrara”.
Secondo l’esperta, l’obiettivo dei prossimi mesi sarà di arginare il fenomeno, grazie anche agli aiuti degli apicoltori per evitare la strage di api: “Essendo una specie aliena, e quindi un predatore che le nostre api non conoscono, queste non hanno ancora evoluto una strategia di difesa. Così finiscono per uscire sempre meno dal nido, impaurite, e la colonia senza scorte di cibo si indebolisce”.
Da quanto riportato dal New York Times, pare che il calabrone asiatico arrivi a uccidere 50 persone l’anno, tanto che in Giappone le autorità hanno deciso di installare trappole e di seguire con radiofrequenze gli spostamenti delle colonie. E secondo l’entomologo Chris Looney, che lavora presso il Dipartimento dell’Agricoltura dello Stato di Washington, se non si riuscirà ad arginare questa nuova specie nei prossimi due anni, poi sarà impossibile farlo con efficacia.
Madonna torna a far parlare di sé e questa volta per aver partecipato a una festa di compleanno e messo a rischio chi le stava intorno. Solo pochi giorni fa, la cantante aveva pubblicato un video sui social in cui rivelava che aveva “anticorpi contro il coronavirus”, che significa che è stata a contatto con il Covid-19: “Domani andrò a fare un lungo giro in macchina e rotolerò giù dal finestrino, e vado a respirare l’aria COVID-19. Spero che il sole splenda”. Ovviamente la star non ha fornito ulteriori informazioni sulla sua diagnosi o sui sintomi che potrebbe aver avuto durante la lotta contro il coronavirus.
Subito dopo questo video, la pop star ha partecipato al compleanno dell’amico e fotografo Steven Klein, che festeggiava i suoi 55 anni insieme ad amici più cari. Madonna ha ricevuto subito molte reazioni negative sui social, dopo aver visto le foto della star accanto il festeggiato, alcuni hanno addirittura fatto notare che il suo comportamento è inquietante e di certo non dà il buon esempio a chi è in quarantena a casa con i figli. Nessuno alla festa indossava mascherine, tutto come se il Covid-19 non esistesse.
Laura Pausini oggi sarà ospite dello show internazionale Altisimo Live Music and Pop Culture Festival, il più grande festival musicale in streaming a favore dei contadini americani durante la pandemia.
Dopo aver vinto ai Grammy e ai Latin Grammy (tra cui l’ultimo Award per l’album “Fatti sentire”) ha accettato entusiasta l’invito del Festival e, insieme a lei, tante star della musica e dello spettacolo come Andy Garcia, Rosanna Arquette, Marc Anthony, Anitta, Sofia Vergara, Maluma, Gloria&Emilio Estefan, Juanes, Luis Fonsi, Gente de Zona, J Balvin, Rosario Dawson, Alejandro Sanz e molti altri.
Lo show promosso da Eva Longoria ed Enrique Santos, sarà in diretta dalle 20 alle 23 ora italiana, con contributi video per raccogliere fondi per la The Farmworkers’ Pandemic Relief Fund, a favore dei 2.5 milioni di contadini che in America stanno sfamando la nazione intera durante l’emergenza sanitaria del COVID-19, lavorando in condizioni precarie.
I fan potranno vedere Laura esibirsi in uno speciale set realizzato con il supporto dei musicisti che la seguono da sempre, in una performance realizzata a distanza. Lo show (@AltisimoLive) sarà visibile in tutto il mondo in livestreaming su Facebook Live, YouTube, Twitter e Periscope.
Gustarsi una buona birra durante la pandemia, con i locali chiusi, è davvero un problema, soprattutto se non volete avere contatti con il fattorino, ma un’azienda americana ha risolto il problema!
Il birrificio artigianale Six Harbors Brewing Company, vicino a New York, ha due riders molto speciali: Buddy e Barley, i due golden retriever dei proprietari. Nonostante la quarantena, i cittadini non rinunciano alla birra e così i proprietari si fanno aiutare dai propri cani nelle consegne a domicilio, come riporta anche il Telegraph.
I due golden retriever, arrivati all’indirizzo della consegna, vengono vestiti di una speciale pettorina a cui vengono legate le birre da consegnare agli acquirenti. A quel punto, Buddy e Barley vanno incontro ai clienti sulla porta di casa e completano la consegna.
“Siamo riusciti a unire l’utile al dilettevole: grazie ai nostri cani manteniamo il distanziamento dai clienti, evitando rischi di contagio, ma regaliamo anche un sorriso a tante famiglie – spiegano i gestori della Six Harbors – A causa del coronavirus abbiamo dovuto cambiare il nostro modello di business: per sopravvivere, abbiamo potenziato le consegne a domicilio, offrendo anche premi e merchandising ai migliori clienti. Per adesso, abbiamo avuto risultati straordinari”.
Ultimo avrebbe dovuto cominciare le prove per il tour negli stadi, ma purtroppo è stato costretto a dar notizia del rinvio dei concerti a data da destinarsi, ma quasi sicuramente si arriverà al 2021. Scelta che ha lasciato molta amarezza nell’artista, che pubblica una lunga riflessione su suoi canali social: “Oggi avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora? Ora si parla di distanziamento sociale e numeri contingentati. Argomenti così crudi. Ricevo molti messaggi sul fatto che io non mi esponga sulla faccenda, in effetti avete ragione. Io non so fare quello che vi supplica di indossare la mascherina o di stare attenti ai contatti fisici. Per quello ci sono già troppi a farlo in tv ed io non ho le carte in regola per poter risultare credibile dicendolo. Il tour sarà rinviato, probabilmente al 2021, ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti. Dipende dal governo che forse non dà il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale. Poi però ci chiedono di cantare su instagram o in qualche trasmissione per alleviare il dolore alla gente, ma noi siamo la gente, almeno io mi colloco tra voi, tra noi. Non canterò in qualche diretta o in qualche trasmissione per dimostrare quanto sia bella la musica che unisce le anime nostre. No. È una scelta menefreghista? No. Il contrario. Io credo nel silenzio di chi sa aspettare. Non ho bisogno di ricordarvi che esisto con qualche video o foto postata. Io sono a casa mia e scrivo, perchè è quello che so fare… e scriverò finché le parole si faranno pescare dentro me. L’unica cosa che mi sento di dirvi da ragazzo di 24 anni è quello di fare ciò che voi ritenete giusto. Non so quando supereremo questa fase. So che questo è il momento per chiudersi un po’ dentro di noi e chiederci quelle cose che forse fanno male, ma ci faranno crescere… qualsiasi età abbiamo. A 15 anni ho scritto in Giusy, che dal dolore si può ricominciare… e allora mi affido a lui e penso: RICOMINCEREMO”
Molti fan chiedono informazioni sui tour estivi, ma purtroppo sia gli artisti che gli organizzatori non sanno rispondere, tutti aspettano le scelte del Governo che, secondo l’artista romano, non da il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale. Ad oggi ancora non si sa nulla sui concerti e su come verranno gestiti gli spettacoli dal vivo.
Il tenore Matteo Macchioni, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale, lancia un appello sui suoi canali social, condividendo il testo della sua lettera “Lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini”.
Matteo Macchioni con questa lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini, si unisce ai messaggi lanciati nelle ultime settimane da tanti suoi colleghi artisti e dagli operatori del mondo del teatro e dello spettacolo in Italia per avere risposte dal governo al fine di tutelare il settore della cultura e della musica.
«Gentile Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Gentile Ministro Dario Franceschini, mi presento, il mio nome è Matteo Macchioni e sono un cantante d’opera italiano. Unisco le mie parole a quelle di tanti altri colleghi artisti per prospettarvi la grave situazione in cui versa un settore fondamentale e strategico come quello dei teatri italiani, dove si diffondono e producono musica, opera lirica, danza, prosa ed ogni altro tipo di manifestazione culturale. Pur lodando le iniziative messe in campo in queste settimane per ampliare l’offerta dello streaming e considerando tale risorsa digitale un valore aggiunto e perfettibile per il futuro, si ritiene quanto mai necessaria una riflessione sulla necessità di una ripresa della produzione culturale dal vivo. I lavoratori dello spettacolo, in particolar modo i liberi professionisti con partita iva, ma in generale tutti coloro che ricoprono una mansione attinente al mondo della produzione culturale, soffrono in questi mesi. Urgono risposte mirate ed idee. In generale si rileva quantomeno possibile far rispettare le distanze di sicurezza limitando la capienza di persone nelle sale di teatri ed auditorium. Questa è una misura concreta, fattibile e già sperimentata in Europa. Faccio l’esempio, vissuto personalmente in Danimarca, dove tale concetto è stato contemplato in una prima fase dell’emergenza al Royal Danish Theatre. In alcune rappresentazioni il pubblico presente in Teatro era sotto ad un determinato numero, ritenuto sufficiente a garantire standard di protezione adeguati. In aggiunta si potrebbero rendere obbligatorie mascherine e guanti per ciascun membro del pubblico, magari fornendo direttamente un kit personale sterile monouso all’ingresso. Sul fronte dei lavoratori, si potrebbero prevedere test sierologici e screening per tutti coloro che lavorano in Teatro. Una sorta di health care anti-Covid per il personale stabile e per gli artisti freelance che, di volta in volta, vengono ospitati. Già queste idee consentirebbero, una volta messe a punto, di poter riprendere a produrre nell’ottica temporale del prossimo autunno. Lasciare al proprio destino i lavoratori dello spettacolo sarebbe un peccato mortale e inciderebbe negativamente sulle future generazioni. Altro argomento che si pone all’attenzione dei nostri vertici istituzionali è la condizione arretrata vetusta e priva di welfare relativamente alle tipologie di contratti di scrittura artistica. Nel “nuovo” corso post-Covid, tali contratti potrebbero prevedere un compenso non più solo focalizzato sulla remunerazione della performance, ma suddiviso in un’equa remunerazione del periodo di prove, naturalmente un compenso per le prestazioni artistiche ed un giusto rimborso spese per il viaggio e per l’alloggio. L’applicazione di un minimo di stato sociale anche per i liberi professionisti dello spettacolo è importante, come lo è prevedere delle forme di tutela che, in casi di forza maggiore come ora, contemplino strumenti di sostegno al reddito certi e non affidati a decreti estemporanei. Sarebbe opportuno inoltre rivedere il sistema di previdenza sociale. L’ex Enpals è stato smantellato per essere accorpato all’Inps. Probabilmente tale operazione è stata un errore e si dovrebbe riflettere molto anche su questo. In conclusione e senza tanti giri di parole, è tempo di agire concretamente. Se lo sport può ripartire a porte chiuse, anche il mondo del teatro, con le dovute cautele, può e deve ripartire. Gli artisti dello spettacolo non vogliono certo morire di Covid. Non ci si accusi di essere imprudenti! No, non siamo imprudenti, ma abbiamo paura di essere lasciati soli, nonostante i proclami e abbiamo paura di subire la beffa della decimazione per mancanza di lavoro e prospettiva. L’Italia non perderà i teatri, ma rischia di perdere coloro che li rendono vivi, gli artisti. Matteo Macchioni, Tenore.»
Nel sangue dei guariti c’è la chiave per curare i malati di coronavirus?
Nel sangue dei guariti secondo il dottor Giuseppe De Donno, primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, ci potrebbe essere la chiave per curare i malati di coronavirus. La terapia col plasma, ricco degli anticorpi sviluppati da coloro che hanno vinto la loro personale battaglia contro il virus, starebbe infatti dando risultati incoraggianti al San Matteo di Pavia e al Carlo Poma di Mantova, dove è stata avviata una sperimentazione.
Oggi, 5 maggio, al microfono di Clarissa Martinelli e Antonio Valli di Radio Bruno, il dottor De Donno è stato lapidario: “ad oggi la plasma terapia è l’unica terapia specifica contro il coronavirus”.
In cosa consiste la terapia col plasma? “I pazienti guariti da polmonite provocata dal coronavirus sono stati sottoposti a una donazione spontanea di 600 millilitri di plasma, la parte più liquida del nostro sangue, quella composta da acqua, proteine, nutrienti, ormoni, quindi senza elementi corpuscolati, ovvero globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il plasma in particolare è ricco degli anticorpi sviluppati nei confronti del coronavirus i quali vengono inoculati nei pazienti malati e affetti da gravi forme di insufficienza respiratoria”.
Quali risultati avete ottenuto sinora? “Il nostro protocollo ha previsto l’arruolamento di 48 pazienti che non avessero alle spalle una storia di insufficienza respiratoria maggiore di 10 giorni e grave, ovvero con l’indicazione della ventilazione meccanica. A questi 48 vanno poi aggiunti quelli trattati al di fuori del protocollo e con l’autorizzazione del Comitato Etico. Dall’attivazione di questa sperimentazione non abbiamo registrato decessi e sappiamo che tra i pazienti covid con polmoniti gravi la mortalità è molto elevata”.
Attorno alla terapia col plasma si è sviluppata una forte diatriba, tra sostenitori e detrattori: avete registrato effetti collaterali sui pazienti trattati? “Sulla plasma terapia sto leggendo corbellerie di ogni tipo. Noi non abbiamo registrato né effetti collaterali né reazioni avverse. Al contrario tutti gli indici di infiammazione si sono ridotti drasticamente e oggi tutti i 48 pazienti sono tornati a casa, insieme alle loro famiglie”.
Si parla di alti costi… “Ogni sacca costa circa 82 euro, come gli integratori che acquistiamo per andare in palestra… se sono tanti per salvare una vita, allora non so davvero che dire”.
Qualcuno ha asserito che il plasma trasfuso potrebbe essere veicolo di malattie. “Mettere in dubbio la rete trasfusionale italiana, una delle più sicure al mondo, è inaccettabile”.
State raccogliendo interesse da ogni parte del mondo perché in Italia vi sono così tante resistenze? “Ci ha contattato un alto funzionario dell’Onu, il console del Messico, autorità statunitensi… tutti hanno manifestato interesse per il nostro protocollo e si sono complimentati per il nostro lavoro. E sono già numerose le università che ci hanno offerto un posto nei loro centri di ricerca. Spesso non sono riuscito a trattenere le lacrime. Al contrario nessun segnale è arrivato dal mio ministro alla salute o dall’Istituto Superiore di Sanità e questo, per un ricercatore che fa il medico ospedaliero come me e che si è speso in prima persona in questa pandemia, è fonte di grande dolore. La plasma terapia rappresenta una chance che stiamo diamo al nostro Paese, una strategia terapeutica per cambiare la sorte di questa pandemia e dei pazienti; poi, se la sperimentazione dimostrerà che mi sto sbagliando, sarò il primo a dire agli italiani, Scusate, ho preso una cantonata, ma non penso sarà così…”.
Ecco l’intervista completa al dr. Giuseppe De Donno durante Bruno Mattina, realizzata da Clarissa Martinelli e Antonio Valli.
L’Inps avvisa gli utenti che è in corso un tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente il numero della carta di credito, con la falsa motivazione che servirebbe a ottenere un rimborso o il pagamento del Bonus 600 euro.
Si invitano tutti gli utenti a ignorare email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps.
Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it. e che l’INPS, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili.
Verso le 4 del mattino di oggi, 5 maggio, è stata avvertita una scossa di terremoto nelle province meridionali delle Marche. Secondo quanto riporta l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è trattata di una scossa di magnitudo 3.6 con epicentro a 11 km di profondità a 4 km a ovest di Amandola (Fermo), una delle località colpite dal sisma nel 2016.
La scossa è stata avvertita anche dalla popolazione di Camerino e di Ascoli Piceno.
La Strana Coppia torna su Radio Bruno parlando della Fase 2: ma com’è la vita dei baristi in fase 2? Ce lo racconta Roberto in diretta dal bar, con gli aneddoti più strani di questo periodo.
Si chiama vespa velutina, ma la chiamano anche calabrone asiatico o calabrone dalle zampe gialle, ha le dimensioni di un calabrone ed è originaria del sud-est asiatico. Nell’ultimo periodo ne ha parlato anche il New York Times, perché l’insetto è stato avvistato nello stato di Washington, mettendo in allarme biologi e apicoltori. Questa particolare specie, infatti, ha l’abitudine di devastare la popolazione di api che incontra, risultando davvero dannosa per l’ecosistema e la produzione di miele. Ora però la vespa velutina è stata avvistata anche in Toscana e Liguria.
Gli apicoltori hanno già iniziato a posizionare trappole nei propri alveari per catturare la vespa “regina” ed evitare la formazione di nuove colonie e il proliferare degli alveari nei mesi estivi. Solo nei giorni scorsi ne sono state catturate cinque, l’ultima in provincia di Massa. Come riporta Skytg24, cinque avvistamenti sul nostro territorio non sono un bel segnale, come spiega Rita Cervo, etologa nel Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e professore associato di Zoologia. “Il fronte avanza. In Liguria, zona di penetrazione in Toscana della vespa, la situazione è drammatica, sebbene la sua diffusione sia stata in qualche modo rallentata rispetto a quanto avvenuto in altri paesi europei. Ora, dopo il focolaio di un anno fa a Massa, registriamo il primo avvistamento a Carrara”.
Secondo l’esperta, l’obiettivo dei prossimi mesi sarà di arginare il fenomeno, grazie anche agli aiuti degli apicoltori per evitare la strage di api: “Essendo una specie aliena, e quindi un predatore che le nostre api non conoscono, queste non hanno ancora evoluto una strategia di difesa. Così finiscono per uscire sempre meno dal nido, impaurite, e la colonia senza scorte di cibo si indebolisce”.
Da quanto riportato dal New York Times, pare che il calabrone asiatico arrivi a uccidere 50 persone l’anno, tanto che in Giappone le autorità hanno deciso di installare trappole e di seguire con radiofrequenze gli spostamenti delle colonie. E secondo l’entomologo Chris Looney, che lavora presso il Dipartimento dell’Agricoltura dello Stato di Washington, se non si riuscirà ad arginare questa nuova specie nei prossimi due anni, poi sarà impossibile farlo con efficacia.
Madonna torna a far parlare di sé e questa volta per aver partecipato a una festa di compleanno e messo a rischio chi le stava intorno. Solo pochi giorni fa, la cantante aveva pubblicato un video sui social in cui rivelava che aveva “anticorpi contro il coronavirus”, che significa che è stata a contatto con il Covid-19: “Domani andrò a fare un lungo giro in macchina e rotolerò giù dal finestrino, e vado a respirare l’aria COVID-19. Spero che il sole splenda”. Ovviamente la star non ha fornito ulteriori informazioni sulla sua diagnosi o sui sintomi che potrebbe aver avuto durante la lotta contro il coronavirus.
Subito dopo questo video, la pop star ha partecipato al compleanno dell’amico e fotografo Steven Klein, che festeggiava i suoi 55 anni insieme ad amici più cari. Madonna ha ricevuto subito molte reazioni negative sui social, dopo aver visto le foto della star accanto il festeggiato, alcuni hanno addirittura fatto notare che il suo comportamento è inquietante e di certo non dà il buon esempio a chi è in quarantena a casa con i figli. Nessuno alla festa indossava mascherine, tutto come se il Covid-19 non esistesse.